Il documento capitolino non assegna l’intera Casa del Parco a un gestore commerciale. La separa in due ambiti: le sale già collegate al patto con la cittadinanza attiva e la porzione destinata all’attività di somministrazione, con bar, servizi igienici pubblici e spazio esterno. La scelta amministrativa crea una convivenza regolata fra gestione economica e funzione civica.
Dato utile subito: chi intende candidarsi deve considerare insieme concessione, autorizzazioni, sopralluogo obbligatorio e programma di gestione. L’offerta economica pesa solo per una parte della graduatoria: il punteggio principale riguarda inserimento urbano, servizi al quartiere e coordinamento con il patto civico.
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La procedura: concessione d’uso, non vendita
Il bando riguarda una concessione d’uso a titolo oneroso. Il bene rimane nel patrimonio comunale e l’affidamento passa dal Dipartimento Tutela Ambientale, Direzione Gestione Territoriale Ambientale e del Verde. La procedura nasce dalla deliberazione di Giunta Capitolina n. 173 del 28 maggio 2026, che ha approvato lo schema dell’avviso per l’unità immobiliare registrata con matricola IBU 392088.
Il luogo indicato negli atti è il Municipio V, in via Casilina n. 890. L’immobile è l’ex stazione di servizio Agip della Baciocchina, acquisita nel percorso di esproprio e riqualificazione del Parco Archeologico di Centocelle. Il medesimo perimetro pubblico compare anche nel resoconto di RaiNews TGR Lazio, dove l’edificio viene inquadrato come futuro punto ristoro e spazio di socialità aperto al pubblico.
Superfici e locali assegnati al futuro gestore
La concessione include una porzione coperta di 115,99 mq. Dentro questo valore rientrano l’ingresso comune da 27,74 mq, la reception da 9,21 mq, il locale bar da 56,06 mq, il ripostiglio da 2,12 mq e il locale servizi igienici aperti al pubblico da 13,89 mq. Gli atti distinguono inoltre i servizi riservati alla reception e quelli collegati al bar.
All’esterno il bando assegna 109,41 mq di spazio bar. Per l’attività di somministrazione il dato economico da seguire è la superficie commerciale complessiva, interna ed esterna, pari a 172,53 mq. Il calcolo mette nello stesso perimetro gli ambienti funzionali al servizio e lo spazio destinato a sedute e tavoli.
Canone base, durata e costi a carico del concessionario
Il canone mensile a base di offerta è fissato a 2.511 euro. La cifra nasce da due componenti: 2.320 euro per l’immobile e 191 euro come canone OSP mensile ridotto per l’area esterna. L’avviso precisa che il canone di concessione non è soggetto a IVA ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. 633/1972 e sarà adeguato agli indici Istat previsti dalla normativa.
Su base annua il totale indicato negli atti è di 30.080 euro. Nel calcolo su 6 anni il fascicolo arriva a 180.550 euro. Il contratto ordinario dura 6 anni e ammette rinnovo per un periodo equivalente su richiesta del concessionario da presentare almeno 6 mesi prima della scadenza, previa verifica della permanenza dell’interesse pubblico e dei requisiti.
Sono a carico del concessionario consumi, utenze, smaltimento rifiuti, arredi, macchinari e attrezzature. Anche la cura dell’area in cui è collocato il manufatto entra negli obblighi di gestione; la scheda immobile quantifica in circa 7.500 mq l’area esterna con manutenzione ordinaria collegata al concessionario.
Soggetti ammessi e requisiti richiesti
Possono concorrere micro e piccole imprese, imprese artigiane, cooperative rientranti nei parametri indicati, imprenditori individuali con partita IVA e lavoratori autonomi con partita IVA. Il bando ammette anche persone fisiche che si impegnino a costituire il soggetto giuridico entro 30 giorni dal provvedimento di assegnazione e comunque prima della stipula del contratto.
I requisiti richiesti toccano iscrizione al Registro imprese, regolarità contributiva, rispetto della disciplina sul lavoro, assenza di cause interdittive antimafia, regolarità fiscale e capacità di contrarre con la Pubblica Amministrazione. Sono esclusi gli occupanti senza titolo di beni comunali e i soggetti con contenziosi aperti con Roma Capitale.
Il punteggio premia il progetto urbano più del rialzo economico
La graduatoria arriva a 100 punti. L’offerta economica vale fino a 15 punti, la proposta imprenditoriale fino a 10 punti, la proposta tecnica con riferimento all’inserimento nel contesto urbano fino a 66 punti e le caratteristiche del soggetto proponente fino a 9 punti. Una proposta sotto 51 punti viene considerata insufficiente e non accede alla graduatoria finale.
Il peso maggiore si concentra sull’inserimento urbano. Il progetto riceve punteggio per la pulizia settimanale delle superfici, l’approvvigionamento a filiera corta, l’uso di soluzioni ecosostenibili, il coordinamento con i firmatari del patto del 19 febbraio 2026 e il programma annuale di attività aperte al quartiere.
Il bando assegna 10 punti ai servizi aggiuntivi per tutte le fasce di utenza e disabilità, con 12 eventi annui e almeno 6 gratuiti; altri 12 punti sono legati ad attività culturali e iniziative sociali con minimo 12 eventi l’anno di cui almeno 5 gratuiti. Wi-fi gratuito, ricarica dispositivi, book crossing e videosorveglianza completano la parte più misurabile dell’allestimento.
Casa del Parco, patto civico e gestione del bar
Il 19 febbraio 2026 il Dipartimento Tutela Ambientale ha firmato un patto con otto realtà territoriali per l’apertura e la gestione condivisa della Casa del Parco. Gli spazi collegati a quel patto occupano la zona espositiva di 90,47 mq e l’area per proiezioni e conferenze di 29,91 mq, per un totale di 120,38 mq non inserito nella gara commerciale.
Il futuro gestore del bar opererà accanto a questo presidio civico. L’obbligo di coordinamento ha un peso concreto: nell’articolazione del punteggio vale 15 punti ON/OFF, quindi incide sulla posizione in graduatoria. La Baciocchina viene così trattata come nodo di servizio del parco, non come semplice attività isolata.
La catena degli interventi sul Parco di Centocelle
Il bando arriva dopo una serie di interventi fisici sul parco. A settembre 2024 il Campidoglio aveva presentato il recupero dell’ex stazione progettata da Baciocchi negli anni Cinquanta come futura porta informativa dell’area verde. A dicembre 2024 è stato abbattuto il muro lungo viale Palmiro Togliatti per riaprire la vista del parco; a gennaio 2026 sono state concluse procedure di esproprio su tre ettari precedentemente occupati da autodemolitori lungo via Togliatti.
Nel percorso amministrativo il punto ristoro serve a trasformare un edificio recuperato in presenza quotidiana. La sua utilità include il servizio bar e porta il gestore a dialogare con Casa del Parco, manutenzione delle pertinenze, eventi, presidio dei servizi igienici pubblici e accessibilità dell’area durante gli orari di apertura del giardino.
Vincoli, autorizzazioni e limiti d’uso
Il fascicolo segnala vincoli aeronautici dell’aeroporto di Roma Ciampino G.B. Pastine, tutele del Piano territoriale paesistico regionale e vincolo archeologico-paesaggistico Ad Duas Lauros del D.M. 21 ottobre 1995. La gestione del bar dovrà quindi muoversi dentro una cornice autorizzativa già definita, con richiesta al MIC avviata tramite nota QL/2026/42069 ai sensi del D.lgs. 42/2004.
Il concessionario dovrà ottenere a proprie spese licenze, concessioni e autorizzazioni amministrative, di pubblica sicurezza o igienico-sanitarie necessarie all’uso richiesto. L’assegnazione dell’immobile non comporta rilascio automatico di questi titoli. Il bando esclude l’installazione di videogiochi e lega gli orari ordinari all’apertura del giardino, dall’alba al tramonto, con deroghe solo previa autorizzazione per manifestazioni nel parco.
Scadenze, PEC e chiarimenti della procedura
La domanda deve essere recapitata al Dipartimento Tutela Ambientale, Piazzale di Porta Metronia 2, entro e non oltre le 12:00 del 10 luglio 2026. L’invio avviene tramite PEC all’indirizzo protocollo.tutelaambientale@pec.comune.roma.it; fanno fede data e ora di trasmissione.
La documentazione comprende istanza di partecipazione, schema del piano d’impresa, attestato di sopralluogo e modello per l’offerta economica. Il sopralluogo preliminare è obbligatorio, deve essere richiesto all’amministrazione concedente e va svolto entro 10 giorni dalla pubblicazione del bando. I quesiti scritti sui contenuti della procedura devono arrivare via PEC almeno 15 giorni prima della scadenza; le risposte vengono pubblicate in forma anonima almeno 6 giorni prima del termine fissato per le offerte.
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Junior Cristarella
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