Alisya e Sarah, appello della madre e cellulari acquisiti


Questo articolo aggiorna il lavoro pubblicato da Sbircia la Notizia Magazine il 12 giugno su Alisya e Sarah Di Giacinto ricercate tra Lazio e Abruzzo. La base resta la stessa: due minorenni non rintracciate dalla notte dell’allontanamento, un fascicolo aperto a Sulmona e verifiche territoriali senza una traccia pubblicamente confermata.

Nota di tutela: il testo mantiene fuori i particolari personali non necessari alla ricerca. Le informazioni vengono selezionate per utilità pubblica, proporzione e protezione delle due ragazze.

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Aggiornamento del 13 giugno

Il dato nuovo riguarda la qualità degli elementi su cui lavorano gli investigatori. Accanto alla geografia delle ricerche, ora pesano l’appello della madre, il materiale dichiarativo del fidanzato di Alisya e gli smartphone lasciati nella struttura. Il caso quindi passa da una ricerca territoriale pura a un lavoro incrociato fra spostamenti, contatti e relazioni maturate prima dell’allontanamento.

La cornice giudiziaria rimane ferma: fascicolo contro ignoti per sottrazione di minori. Questa formula permette atti mirati senza indicare un responsabile già definito. La distinzione è necessaria perché il termine rapimento entra fra gli scenari da vagliare, mentre gli atti pubblici non consegnano una dinamica chiusa.

L’appello di Valentina D’Acunto

La madre Valentina D’Acunto ha affidato un messaggio audio al proprio legale Enrico Mastantuono. Il nucleo è diretto: chiede alle figlie di mettersi in contatto e ribadisce che la priorità è sapere che stanno bene. Tgcom24 conferma la diffusione dell’appello e la frase «tornate, tutto si sistema», utile a comprendere il tono scelto dalla famiglia.

In un caso con minorenni, un appello familiare serve a due obiettivi diversi. Da una parte raggiunge le ragazze nel caso in cui ascoltino canali pubblici o social. Dall’altra orienta chi abbia informazioni a non aspettare. La parola chiave qui è rapidità: un avvistamento comunicato subito al 112 vale più di una condivisione senza luogo, orario e direzione dello spostamento.

Le parole del fidanzato di Alisya

Il fidanzato coetaneo di Alisya è entrato nel perimetro degli ascolti. Il ragazzo ha descritto una variazione nel comportamento della sedicenne e una difficoltà a dire qualcosa che sembrava trattenuta. Il Messaggero ha portato nel racconto pubblico la frase «Alisya era cambiata» e anche il riferimento alla paura del buio delle due sorelle.

Queste parole non hanno valore probatorio da sole. Servono però a collocare le ultime settimane in un contesto emotivo che gli investigatori devono leggere con cautela: cambiamenti di atteggiamento, eventuali contatti esterni e tempi dell’allontanamento. La frase «hanno paura del buio» incide soprattutto sulla valutazione della partenza notturna, perché rende meno lineare l’idea di un percorso a piedi senza aiuti.

I cellulari lasciati nella struttura

Gli smartphone rimasti nella comunità diventano una chiave investigativa concreta. ReteAbruzzo e Il Tempo indicano l’acquisizione dei dispositivi da parte degli investigatori; il loro contenuto serve a controllare messaggi, tabulati, conversazioni e contatti avvenuti prima dell’allontanamento.

L’assenza dei telefoni con le ragazze produce due effetti immediati. Rende più difficile localizzarle attraverso segnali o accessi digitali e concentra l’attenzione sulle tracce precedenti alla notte del 7 giugno. Se esiste un contatto con l’esterno, la probabilità di individuarlo passa dai dispositivi lasciati nella stanza più che da un aggancio in tempo reale.

Ricerche tra Alto Sangro e Basso Lazio

Il raggio delle verifiche segue due mappe. La prima è quella dell’Alto Sangro, con Civitella Alfedena al centro del primo allarme. La seconda porta verso il Basso Lazio, in particolare Minturno, Scauri, Fondi e Cassino, luoghi legati alla vita familiare e scolastica delle ragazze. Adnkronos conferma questo asse territoriale, con controlli estesi oltre l’Abruzzo.

L’uso di cani da mantrailing mostra la difficoltà del terreno. ANSA ha fissato l’impiego di unità addestrate a seguire tracce olfattive e il mancato esito della segnalazione di possibile avvistamento arrivata il giorno precedente. La ricerca quindi procede su due piani: ambiente fisico attorno alla struttura e rete di luoghi dove una presenza delle ragazze avrebbe coerenza.

La struttura e la notte dell’allontanamento

La comunità educativa Ofh Hope si trova in un contesto montano, dentro un’area in cui gli spostamenti notturni non sono semplici. RaiNews conferma l’assenza di telefoni con le ragazze e richiama la mancanza di videosorveglianza nella struttura, due fattori che limitano il tracciamento immediato.

Sulla modalità materiale di uscita le cronache convergono su un’apertura laterale danneggiata, con indicazioni che gli atti dovranno precisare. Il punto utile non è trasformare quella apertura in una certezza definitiva, bensì capire se fosse nota a qualcuno e se abbia consentito un allontanamento autonomo oppure assistito.

Il rapimento come scenario da vagliare

Il rapimento entra nella griglia investigativa insieme all’ipotesi di un allontanamento aiutato da terzi. Open e Virgilio Notizie trattano questo scenario con riferimento alle parole del fidanzato e ai dubbi sulla partenza notturna. Nel lessico giudiziario, però, l’unica qualificazione pubblica stabile resta sottrazione di minori.

La differenza riguarda la prova richiesta. Un aiuto esterno richiede contatti, mezzi, tempi compatibili e una persona in grado di accompagnare o trattenere le ragazze. Il rapimento richiede un livello ulteriore di coercizione o sottrazione contro la volontà. Per questo i telefoni, le telecamere disponibili nel territorio e le audizioni assumono peso diverso dentro lo stesso fascicolo.

Come segnalare senza intralciare

Ogni avvistamento deve arrivare alle forze dell’ordine con dati essenziali: luogo preciso, orario, direzione e presenza di eventuali accompagnatori o mezzi. Il 112 è il canale corretto. Messaggi pubblicati prima della verifica rischiano di generare spostamenti inutili, esposizione delle minori e perdita di tempo investigativo.

Una segnalazione utile non richiede certezza assoluta. Richiede onestà sul grado di compatibilità con la foto diffusa e immediatezza nel contatto. In un caso aperto da giorni, il valore di un’informazione cresce quando arriva prima che la memoria del luogo si confonda.


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 Junior Cristarella

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