Porto di Bonagia, 34 milioni a rischio. Associazioni e opposizione attaccano: “Basta promesse” 


Si riaccende la polemica sul porto di Bonagia, a Valderice. Al centro dello scontro c’è la possibile sottrazione dei 34 milioni di euro assegnati all’opera nell’ambito della programmazione FSC 2021-2027.

Un finanziamento atteso da anni, anzi da decenni, per un’infrastruttura considerata strategica per Bonagia e per l’intero territorio valdericino. Ora, però, il rischio di perdere quelle risorse ha aperto un nuovo fronte politico e civico.

 

Le associazioni: “Riesaminare la riprogrammazione”

A intervenire sono il COT – Comitato Operatori Turistici Valderice, l’APS Per il Bene del Paese, l’ASD I Delfini e Pro Lido Valderice APS, che hanno inviato una nota alle istituzioni nazionali e regionali.

Le associazioni esprimono “forte preoccupazione” per la proposta di sottrarre al porto di Bonagia i 34 milioni di euro previsti dalla programmazione FSC.

“La comunità di Bonagia e di Valderice attende quest’opera da oltre quarant’anni”, scrivono. “In questi decenni si sono succeduti studi, progetti, annunci, incontri istituzionali e impegni politici di ogni livello”.

Secondo le associazioni, proprio nel momento in cui il progetto ha affrontato il complesso percorso tecnico e ambientale richiesto dalla normativa, si prospetta la possibilità di togliere al territorio “l’unico finanziamento concreto mai destinato alla realizzazione dell’opera”.

“Servono trasparenza e un cronoprogramma”

Le associazioni ritengono incomprensibile che elementi conosciuti sin dall’avvio del procedimento, come aggiornamento progettuale, VIA/VAS, fase di scoping e acquisizione dei pareri, vengano oggi utilizzati come motivo per sottrarre le risorse.

“Nessuno contesta il diritto di altri territori ad ottenere finanziamenti per opere importanti”, si legge nella nota. “Tuttavia non può essere accettato che un’infrastruttura dichiarata strategica per decenni venga privata delle risorse necessarie senza che venga contestualmente indicata una soluzione alternativa credibile, finanziata e accompagnata da un cronoprogramma verificabile”.

Da qui la richiesta di riesaminare immediatamente la decisione e rendere pubblici i criteri che hanno portato alla proposta di riprogrammazione.

Le associazioni chiedono risposte su quattro punti: quale programma finanziario sostituirà i 34 milioni oggi destinati al porto di Bonagia, quale atto amministrativo garantirà che l’opera venga comunque realizzata, quale cronoprogramma sarà proposto alla comunità e quale fonte finanziaria alternativa sia già stata individuata.

 

Il sindaco Stabile: “Il porto resta una priorità”

A provare a rassicurare il territorio è stato il sindaco di Valderice, Francesco Stabile, che ha richiamato le dichiarazioni rese in aula dall’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò.

“Nessun cambio di programma per il porto di Bonagia”, ha scritto Stabile sui social. “Il porto è sempre tra le priorità del Governo regionale, pertanto rimane la volontà della Regione di rifinanziare l’opera non appena gli Uffici regionali saranno in possesso dell’ultimo parere del Ministero dell’Ambiente”.

Il sindaco respinge le accuse rivolte all’amministrazione comunale e parla di “chiacchiere” da parte di una classe politica “miope”.

Secondo Stabile, le procedure sono seguite dal Dipartimento regionale tecnico della Regione Siciliana, quale committente per la realizzazione dell’opera. “La mia amministrazione ha seguito passo dopo passo ogni step, pungolando e sollecitando gli organi preposti, ogni qualvolta sia stato necessario. Noi ci siamo e non molleremo”, afferma.

 

L’opposizione: “I 34 milioni non ci sono più”

La replica dell’opposizione è dura. Il Circolo Pd di Valderice, il gruppo consiliare “La Scelta” e il Movimento 5 Stelle parlano di “propaganda, promesse mancate e finanziamenti perduti”.

“Dalle ultime esternazioni del sindaco emerge una certezza: i 34 milioni di euro indicati nella programmazione FSC per la realizzazione dell’infrastruttura non ci sono più”, scrivono Sabrina Cucciardi per il Pd, Massimo Di Gregorio per “La Scelta” e Marcella Mazzeo per il Movimento 5 Stelle.

Per l’opposizione, dire che il progetto “andrà avanti” non basta. “Non è una notizia ma una semplice dichiarazione di intenti. Ben diverso è il tema del finanziamento dell’opera, che lo stesso affida a generiche rassicurazioni ricevute dal Governo della Regione”.

Secondo i firmatari, al momento “non esiste alcun atto che preveda nuove risorse per il porto né alcun impegno formalmente assunto dall’amministrazione regionale”.

 

“Ritardi e responsabilità politiche”

L’opposizione attribuisce al sindaco e alla sua amministrazione responsabilità politiche e amministrative per la situazione attuale.

“L’essere esclusi dal programma FSC 2021-2027 non è una fatalità ma la conseguenza diretta di ritardi e sottovalutazione delle tempistiche riguardanti le procedure necessarie per portare avanti un’opera strategica per il nostro territorio”, affermano Pd, La Scelta e M5S.

Nella nota si ripercorre anche la lunga storia del progetto, con accuse rivolte alle scelte compiute negli anni. Viene richiamato il 2008, quando l’allora sindaco Camillo Iovino e l’assessore Francesco Stabile avrebbero abbandonato il project financing seguito anche dalla giunta Blunda, che aveva ricevuto sette manifestazioni di interesse, per puntare su un progetto di messa in sicurezza poi ritenuto inadeguato.

Secondo l’opposizione, quel percorso avrebbe portato alla perdita di precedenti finanziamenti: 5,6 milioni del Ministero dello Sviluppo Economico, 2,5 milioni di cofinanziamento della Provincia regionale e un milione reso disponibile dalla giunta Blunda.

 

“Il porto trasformato in propaganda”

Pd, La Scelta e M5S contestano anche i tempi recenti. In particolare, definiscono “inammissibile e irresponsabile” avere fatto trascorrere circa 19 mesi per utilizzare i 265 mila euro destinati con legge regionale del 2023 alla definizione del progetto del porto.

Per l’opposizione, il porto sarebbe stato trasformato negli anni in “uno strumento di mera propaganda elettorale”, con annunci sull’avvio dei lavori e sul finanziamento dell’opera che non avrebbero trovato riscontro nella realtà.

“Oggi i fatti parlano da soli: dopo circa 16 anni trascorsi invano e otto anni di vuoti proclami, il porto è ancora senza un progetto cantierabile e i 34 milioni di euro che avrebbero potuto rappresentare una importante occasione di sviluppo per il territorio sono andati altrove”, scrivono i firmatari.

 

Una vicenda ancora aperta

Il caso, dunque, resta aperto. Da un lato il sindaco Stabile assicura che il porto di Bonagia resta tra le priorità del Governo regionale e che l’opera sarà rifinanziata dopo l’ultimo parere del Ministero dell’Ambiente.

Dall’altro associazioni e opposizione chiedono atti, non rassicurazioni. Vogliono sapere quali risorse sostituiranno i 34 milioni del FSC, quale sarà il cronoprogramma e con quale provvedimento sarà garantita la realizzazione dell’opera.

Per Bonagia e Valderice, il porto resta una promessa lunga oltre quarant’anni. E proprio per questo il territorio chiede che il suo futuro non venga deciso nel silenzio, tra annunci, rinvii e finanziamenti che spariscono.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 redazione@tp24.it (Redazione)

Source link

Di