Mancano tre voti Provinciali a Taddeo. Caccia ai franchi Tiratori

AAA, franchi tiratori cercansi. La terza elezione consecutiva al Consiglio Provinciale di Latina per il sindaco di Formia Gianluca Taddeo non è stata esente da qualche imprevisto. Che il primo cittadino ha deciso di non amplificare, ma neppure di sottovalutare.

L’analisi del voto ponderato nei Comuni della fascia «E» — quella nella quale sono inseriti i 5 centri con popolazione tra i 30mila ed i 100mila abitanti, contraddistinta dalla scheda verde — ha evidenziato che Taddeo torna ad occupare uno scranno nell’assemblea di via Costa, ma con tre voti in meno. Infatti ha ottenuto 11 voti ponderati di fascia verde ma la sua maggioranza è composta da 18 consiglieri di cui 14 avrebbero dovuto votarlo. Come si arriva a quella cifra? (Leggi qui: Latina, il centrodestra vince tutto. È la morte di un asse decennale).

Il sindaco Gianluca Taddeo

Con le elezioni del 2021 sono stati eletti insieme al sindaco Gianluca Taddeo 16 Consiglieri. Ai quali se ne sono aggiunti 2: Francesco Di Nitto e Caterina Merenna  che nel corso della consiliatura hanno abbandonato i Gruppi in cui erano stati eletti per passare in maggioranza.

Il ragionamento politico e numerico è semplice. Il Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia (4 Consiglieri) ha fatto convergere il proprio sostegno su Pierluigi Torelli (area del consigliere regionale Enrico Tiero),rieleggendolo Consigliere Provinciale. A quel punto, con il sindaco di Forza Italia dovevano rimanere 14 voti. Ne ha ottenuti 11: undici schede verdi con il cognome Taddeo, moltiplicate per il valore ponderato di 320 (il peso ponderato di ogni voto in fascia E) fanno 3.520. Chiaro che 3 Consiglieri della sua stessa maggioranza hanno votato per altri candidati.

Chi ha preso quei tre voti

Un fenomeno che non ha voluto amplificare. Ma che ad un anno esatto dalle elezioni Comunali in cui Taddeo inseguirà il bis ha fatto rumore. Tanto più perché quei tre voti mancanti non sono andati a un candidato alleato di FdI o della Lega, bensì a tre candidature della stessa Forza Italia.

Pina Rosato e Cosmo Mitrano

Il risiko elettorale è di facile risoluzione: basta verificare il comportamento dei candidati azzurri che hanno «pescato» nella fascia verdeI tre voti mancanti a Taddeo sono andati all’ex presidente del Consiglio Comunale di Gaeta, l’ex dem Pina Rosato ed ai consiglieri comunali di Terracina e Latina Barbara Cerilli Fausto Furlanetto. Così dal cappello a cilindro del consigliere regionale ed ex sindaco di Gaeta Cosimino Mitrano è uscito il nome dell’ex dem Rosato, diventata la più votata su scala provinciale con 5.871 voti: davanti alla fondana Jessica Di Trocchio (5.467), allo stesso Taddeo (3.958) e al settino Pasquale Casalini (3.623).

Gianluca Taddeo avrebbe dovuto condividere la leadership degli eletti azzurri alla Provincia con la giovanissima Di Trocchio. La mossa di Mitrano (che ha saputo usare a meraviglia il suo peso regionale) non è passata inosservata. È l’ennesima prova muscolare del consigliere regionale sul territorio del Golfo: nella sua Gaeta ma anche a Formia, a Castelforte e nella fascia lepina.

Secondo i desiderata del senatore Claudio Fazzone (coordinatore di Forza Italia nel Lazio) avrebbe dovuto essere eletta Barbara Cerilli, che si è invece piazzata nelle retrovie, alle spalle del presidente del Consiglio Comunale di Minturno Massimo Signore (3.565) e del latinense Furfante.

La Lega gongola, il PD litiga

Nicolò Graziano

Se Mitrano ha palesato questa prova muscolare sul territorio, la Lega — che a Formia si trova all’opposizione — ha dirottato compattamente il proprio sostegno al neo consigliere provinciale Nicolò Graziano. È la conferma del feeling instaurato da mesi tra i consiglieri leghisti Antonio Di RoccoAmato La Mura e l’uscente consigliere provinciale Nicola Riccardelli con l’assessore regionale alla Protezione Civile Pasquale Ciacciarelli, di cui Graziano — il cui zio Paolo è stato uno dei primi sindaci di Forza Italia in provincia di Latina dopo la «discesa in campo» di Silvio Berlusconi — è apprezzato e fidato collaboratore della sua Segreteria Regionale.

Sul fronte progressista le acque non sono più calme. L’ultima arrivata nel gruppo Dem, la consigliera Imma Arnone, avrebbe voluto la candidatura alle Provinciali ma, grazie al sostegno della federazione provinciale di Latina, l’ha spuntata per la terza volta consecutiva il capogruppo Luca Magliozzi. La Arnone ha sperato fino all’ultimo nell’elezione — difficile ma non impossibile — del terracinese Pierpaolo Chiumera (area riformista del PD guidata dall’ex segretario provinciale Claudio Moscardelli). Magliozzi è stato votato dal collega di gruppo Alessandro Carta e dall’ex sindaco Paola Villa, ma non dalla Arnone.

Amministrative 2027: i primi incontri

Luca Magliozzi

Il voto ha detto con chiarezza alla Lega che a Formia non ci sono le condizioni per uno schieramento trasversale con il Pd come quello fatto quattro anni fa. Lo stesso segnale lo hanno recepito anche le realtà civiche e associative vicine al centrodestra: per questo hanno avviato i primi contatti per provare ad allearsi..

Inoltre, se con la sua rielezione al Consiglio Provinciale Magliozzi ha di fatto ipotecato la sua candidatura come sindaco, il centrodestra alternativo a quello guidato dal sindaco Taddeo ha cominciato a sondare il campo dall’interno. Lo ha fatto con due pregiudiziali precise: evitare di imbarcare consiglieri comunali scontenti e intercettare un elettorato che non ha gradito l’azione amministrativa del sindaco, eletto nel 2021 per soli 38 voti su una popolazione di 37mila persone. 

Dal fronte progressista, intanto, l’ex sindaco Paola Villa potrebbe rilanciare la sua quarta sfida elettorale — la prima risale al 2013.

La conseguenza di questo ragionamento è l’elaborazione di un programma davvero alternativo. Solo successivamente si parlerà di candidature a sindaco, che tutti hanno e nessuno rende pubblica. Entrare in conclave da papa ed uscire da cardinale è il rischio che tutti vogliono evitare. A Formia la politica va in vacanza il 24 giugno, ricorrenza del co-patrono San Giovanni, e il suo ritorno con le prime piogge autunnali potrebbe subire quest’anno una fisiologica — e comprensibile — deroga.


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