La Sagrada Familia di Barcellona è completa: i 100 anni dalla morte di Gaudí e la messa di papa Leone XIV


Ricorre nel centesimo anniversario della morte di Antoni Gaudí la visita alla Sagrada Familia di Barcellona di papa Leone XIV, pronto a celebrare il completamento della Torre di Gesù Cristo, la più alta del progetto-ossessione che impegnò l’architetto catalano fino alla fine dei suoi giorni (il 10 giugno del 1926, per le conseguenze del terribile incidente – fu investito da un tram – occorsogli il 7 giugno).

Il cantiere della Basilica, in costruzione del 1882, ha dovuto fare i conti, dopo la morte di Gaudí, con infiniti ostacoli, che ne hanno procrastinato la conclusione a oltranza. Prima la Guerra Civile spagnola, poi reiterati problemi di finanziamento e necessari lavori di manutenzione, lungaggini burocratiche e autorizzazioni mancate. Non ultima, la pandemia di Covid. Negli ultimi tre anni, però, si è lavorato con l’obiettivo di inaugurare ufficialmente la Sagrada Familia – patrimonio Unesco dal 2005 – esattamente cent’anni dopo la morte del suo ideatore, portando a termine la Facciata della Gloria e l’ingresso monumentale su Carrer de Mallorca.

Il completamento della Sagrada Familia

La storia infinita della Sagrada Familia

La storia infinita dell’edificio – non apprezzato all’unanimità: tra i detrattori celebri del passato, George Orwell lo definì “uno degli edifici più brutti del mondo”, mentre Le Corbusier e Walter Gropius avrebbero preferito che restasse incompleto – inizia nel 1883, con l’incarico all’allora trentunenne Antoni Gaudí per la progettazione e realizzazione del Temple Expiatori de la Sagrada Família, voluto dal ricco editore catalano Josep Maria Bocabella. La scelta di Gaudì fu un ripiego, dopo le rinunce di Francisco de Paula del Villar (cui si deve il primo progetto in stile neogotico) e Jual Martorell, di cui il giovane architetto era assistente. Ma proprio Gaudí, all’epoca già famoso e apprezzato in città per progetti come la Casa Batlló e il Parc Guell, apportò le modifiche immaginifiche, ispirate al Liberty che avrebbero reso immortale il complesso. Quando morì, erano complete solo la Facciata della Natività – con le sculture di Carles Mani, Llorenç e Joan Matamala e i disegni di Ricard Opisso – e la torre di San Barnaba. Il suo assistente, Domènec Sugrañes, diresse i lavori per i successivi dieci anni, completando le tre torri della facciata della Natività. Solo negli ultimi anni, sotto la direzione del capo architetto Jordi Faulì, sono state inaugurate la torre absidale dedicata alla Vergine Maria (2021) e quelle di Marco e Luca (2022), mentre al 2023 risalgono le torri dedicate a Giovanni e Matteo.

La posa della Croce sulla Torre di Gesù Cristo alla Sagrada Familia
La posa della Croce sulla Torre di Gesù Cristo alla Sagrada Familia

Un artista italiano alla Sagrada Familia. Andrea Mastrovito per la Torre di Gesù Cristo

La Torre di Gesù Cristo, iniziata nell’ottobre 2018 e appena completata, si eleva per 172,5 metri, ed è l’elemento centrale dell’intero edificio. A coronarla, la Croce (17 metri di altezza – l’equivalente di un edificio di 5 piani! – per oltre 13 di larghezza) i cui bracci seguono la geometria a doppia torsione applicata da Gaudí alle colonne e alle croci della Basilica, installata lo scorso 20 febbraio, che ospita al suo interno l’Agnus Dei dell’artista italiano Andrea Mastrovito (Bergamo, 1978).Come indicato negli Àlbums del Temple, Gaudí desiderava che la Croce riflettesse la luce naturale durante il giorno e brillasse durante la notte; per questo motivo sono stati utilizzati ceramica bianca smaltata e vetro. Sono inoltre stati installati alcuni proiettori sulle torri degli Evangelisti e degli Apostoli, per illuminare la sommità della torre. Anche l’Agnus Dei era stato previsto da Gaudí: Mastrovito ha vinto nel 2025 il concorso internazionale bandito per la realizzazione dell’opera, con una proposta scelta per “l’eleganza della luce dorata e la trasparenza luminosa dell’Agnello”, imponendosi su artisti come Edoardo Tresoldi, David Oliveira, Gonzalo Borondo e Jordi Alcaraz. L’opera è realizzata in vetro soffiato e rivestita da schegge dello stesso materiale, avvolta da 24 raggi in foglia d’oro che costituiscono un iperboloide (figura geometrica cara all’architetto catalano, capace di diffondere la luce in modo dinamico): “Porta su di sé i frammenti della storia e li trasforma in corpo e luce, come Cristo si prende sulle spalle i peccati del mondo”, ha spiegato l’artista ad Avvenire.

La cerimonia di inaugurazione della Sagrada Familia con Papa Leone XIV

Durante la cerimonia prevista per la serata del 10 giugno 2026, papa Leone XIV benedirà la Torre – che ospita al suo interno, a 80 metri d’altezza, la Sala del Transetto, collegata attraverso diversi ponti alla torre della Vergine Maria e alle quattro torri degli Evangelisti – al culmine di un evento considerato dalla Fondazione Junta Constructora del Tempio Espiatorio della Sagrada Família uno dei momenti più significativi della storia più recente del complesso. Il pontefice officerà la messa solenne in omaggio da Antoni Gaudí a partire dalle 19.30, tra musicisti e cori in arrivo da tutta la Catalogna, poi uscirà all’esterno per benedire la torre di Gesù, alla presenza dei reali di Spagna, del presidente Sanchez e del presidente della Generalitat de Catalunya (oltre a 4.000 persone presenti su invito, grazie a una ripartizione tra le parrocchie cittadine). Chiunque potrà assistere online all’intera cerimonia, sui canali ufficiali della Sagrada Familia.

Il programma che celebra il completamento della Basilica è in realtà molto più articolato e diluito nel tempo: il budget stanziato per l’operazione, 3,2 milioni di euro (interamente finanziato con un piano di mecenatismo), conferma l’eccezionalità dell’avvenimento. Dunque già dallo scorso ottobre sono iniziati gli eventi che scandiscono il calendario delle attività, destinato a protrarsi fino a Natale 2026. Tra i prossimi appuntamenti: la festa popolare di piazza del 14 giugno, il concerto della Banda municipale del 19 giugno, la conferenza su Gaudí e l’architettura contemporanea del 27 giugno. Intanto anche la Lego ha pensato di omaggiare il completamento della Sagrada Familia, con il set più grande mai realizzato, disponibile a partire da novembre 2026 (ma già in prevendita: 12mila pezzi per 750 euro).

Livia Montagnoli

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Livia Montagnoli

Source link

Di