Erasmus+: dalla mobilità all’accreditamento: come funziona per le scuole. Indicazioni utili


Quando si parla di Erasmus, l’associazione più immediata è spesso quella con gli studenti universitari che trascorrono un periodo di studio all’estero. Una rappresentazione ormai radicata nell’immaginario collettivo, ma che restituisce soltanto una parte della realtà. Oggi Erasmus+ è infatti un programma molto più ampio, che coinvolge scuole, enti di formazione, organizzazioni giovanili, associazioni sportive e istituzioni educative di ogni livello.

Nel corso di un webinar organizzato da Orizzonte Scuola (la cui registrazione è gratuita e fruibile per tutti), la consulente Erasmus+ Carmelina Maurizio ha illustrato il funzionamento del programma per il settore scolastico, soffermandosi sulle opportunità di mobilità internazionale, sulle procedure di candidatura e sugli strumenti che consentono agli istituti di costruire una strategia di internazionalizzazione.

“Diventare scuola Erasmus è un processo più complesso di quanto si creda, ma che poi dà i suoi frutti”, ha osservato Maurizio, sottolineando come la progettazione europea richieda competenze specifiche e una preparazione diversa rispetto ad altre forme di finanziamento scolastico.

Erasmus+ e la strategia di internazionalizzazione delle scuole

L’attuale programma Erasmus+ rappresenta il contenitore unico che, dal 2014, ha riunito numerose iniziative europee precedentemente separate. Oggi coinvolge i 27 Paesi dell’Unione europea e si sviluppa attraverso cicli pluriennali di programmazione.

Alla base del programma vi è il concetto di internazionalizzazione: la scuola non viene considerata come una realtà chiusa entro i confini nazionali, ma come parte di una comunità educativa europea nella quale docenti, dirigenti, personale amministrativo e studenti possono confrontarsi con pratiche, modelli organizzativi e metodologie sviluppate in altri contesti.

La gestione italiana del programma è affidata all’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire, che si occupa della raccolta delle candidature, della valutazione dei progetti, della formazione e del supporto alle istituzioni scolastiche.

Le mobilità: il cuore del programma

La mobilità rappresenta il nucleo centrale di Erasmus+. Attraverso il finanziamento europeo, scuole e partecipanti possono svolgere esperienze formative in altri Paesi, con l’obiettivo di acquisire competenze professionali, linguistiche e organizzative.

Secondo Maurizio, la mobilità va interpretata come un’esperienza di apprendimento diretto:

“L’Erasmus si basa sull’idea che si possa imparare facendo, entrando in contatto con altre realtà educative e professionali”.

Le attività possono riguardare sia il personale scolastico sia gli studenti.

Cosa possono fare docenti e personale scolastico

Per il personale della scuola sono previste diverse tipologie di attività.

Job shadowing

Si tratta di una delle formule più diffuse. Docenti, dirigenti e personale amministrativo trascorrono un periodo presso una scuola ospitante per osservare direttamente metodologie didattiche, modelli organizzativi e pratiche innovative.

L’obiettivo non è frequentare un corso tradizionale, ma analizzare sul campo il funzionamento di un’altra istituzione educativa.

Le permanenze sono generalmente di breve durata e consentono di acquisire strumenti immediatamente trasferibili nel proprio contesto scolastico.

Corsi strutturati

Il personale può partecipare a percorsi formativi organizzati da enti accreditati in diversi Paesi europei.

Le tematiche spaziano dalle competenze linguistiche alla digitalizzazione, dalla gestione della classe all’inclusione, fino all’educazione alla sostenibilità.

Attività di insegnamento

Tra le opportunità previste dal programma vi sono anche esperienze di insegnamento presso scuole straniere.

Si tratta di attività più complesse dal punto di vista organizzativo, ma che consentono un confronto professionale diretto con sistemi educativi differenti.

Le opportunità per gli studenti

Anche gli studenti possono partecipare alle attività Erasmus+ attraverso diverse modalità.

Sono previste:

  • mobilità individuali di breve durata;
  • mobilità individuali di lungo periodo;
  • mobilità di gruppo;
  • attività preparatorie e di accompagnamento;
  • iniziative con esperti esterni e ospiti internazionali.

Il programma coinvolge istituti di ogni ordine e grado, seppure con modalità differenti a seconda dell’età degli alunni e delle normative nazionali.

Un aspetto evidenziato durante il webinar riguarda la crescente partecipazione anche degli istituti che operano nell’educazione degli adulti e nell’istruzione in ambito penitenziario, settori nei quali le esperienze di confronto internazionale stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante.

L’accreditamento Erasmus: una strategia pluriennale

Tra gli strumenti principali del programma figura l’accreditamento Erasmus, identificato come Azione KA120.

Introdotto nel ciclo di programmazione più recente, l’accreditamento consente alle scuole di definire una strategia di sviluppo internazionale di medio e lungo periodo.

Non si tratta di chiedere immediatamente il finanziamento per una specifica mobilità. La scuola presenta invece un piano strategico che descrive:

  • il contesto di partenza;
  • i bisogni formativi dell’istituto;
  • gli obiettivi da raggiungere;
  • le attività che si intendono realizzare;
  • le modalità di monitoraggio e diffusione dei risultati.

La candidatura non richiede quindi di indicare subito le destinazioni o i partner, ma di spiegare come Erasmus possa contribuire alla crescita dell’istituzione scolastica.

“L’accreditamento significa descrivere le condizioni della nostra scuola e spiegare che cosa vogliamo fare per renderla più forte a livello internazionale”, ha spiegato Maurizio.

La scadenza annuale

Per il 2026 la scadenza indicata dall’Agenzia nazionale è fissata al 29 settembre.

Le scuole interessate hanno quindi alcuni mesi per predisporre la documentazione necessaria e costruire una candidatura coerente con il proprio Piano triennale dell’offerta formativa e con gli strumenti di autovalutazione già presenti nell’istituto.

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Il codice OID: la porta di ingresso nel programma

Prima di presentare qualsiasi candidatura, la scuola deve ottenere un codice identificativo europeo denominato OID (Organisation ID).

Questo codice rappresenta l’identità ufficiale dell’istituzione all’interno della piattaforma Erasmus+.

Una volta ottenuto, l’istituto può accedere alle procedure di candidatura e ai sistemi di gestione dei progetti.

Per le scuole statali l’accesso è generalmente garantito, mentre altre tipologie di istituti devono verificare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa.

I quattro pilastri del programma Erasmus+

Le candidature vengono valutate anche in relazione alla capacità di contribuire alle priorità strategiche del programma.

I pilastri individuati dalla Commissione europea sono quattro.

Sostenibilità ambientale

Le attività devono promuovere comportamenti e competenze legati alla transizione ecologica e alla cittadinanza ambientale.

Digitalizzazione

Le scuole possono utilizzare Erasmus+ per rafforzare le competenze digitali di studenti e personale e per osservare modelli innovativi sviluppati in altri Paesi.

Inclusione

Particolare attenzione è riservata alla partecipazione di studenti e gruppi che vivono condizioni di svantaggio sociale, economico o educativo.

Partecipazione democratica

Il programma sostiene attività legate alla cittadinanza attiva, ai diritti, alla partecipazione civile e alla costruzione di una consapevolezza europea.

Il Team Erasmus: una struttura organizzativa interna

Uno degli aspetti sui quali Maurizio ha insistito maggiormente riguarda la necessità di creare un gruppo di lavoro dedicato.

“Primo passo dopo aver ottenuto il codice OID è creare un Team Erasmus”.

Il team rappresenta il motore operativo della progettazione e dovrebbe includere:

  • docenti;
  • dirigenti scolastici;
  • personale amministrativo;
  • eventuali figure con competenze linguistiche o progettuali.

La partecipazione delle segreterie viene considerata particolarmente importante, poiché la gestione amministrativa e finanziaria delle mobilità richiede procedure specifiche e una conoscenza approfondita delle regole del programma.

Dalla candidatura alla valutazione

Le candidature vengono esaminate da valutatori incaricati dall’Agenzia nazionale.

Secondo quanto illustrato nel webinar, il problema principale dei progetti esclusi non è necessariamente la qualità delle idee proposte.

“Molti progetti non sono scritti male. Sono scritti in modo inadeguato rispetto a ciò che Erasmus chiede”.

La valutazione si concentra infatti sulla coerenza tra bisogni individuati, obiettivi dichiarati, attività previste e impatto atteso.

Per l’accreditamento è necessario raggiungere la soglia minima di 70 punti su 100.

Finanziamenti: cosa copre Erasmus+

Uno degli aspetti che suscita maggiore interesse riguarda la copertura economica delle attività.

Il finanziamento viene erogato dall’Unione europea e, se il progetto viene approvato, copre integralmente le spese ammissibili.

Sono inclusi:

  • viaggio;
  • alloggio;
  • trasferimenti locali;
  • quote di partecipazione ai corsi;
  • attività formative;
  • costi organizzativi previsti dal progetto.

“Chi parte non spende un centesimo”, ha affermato Maurizio, evidenziando come il programma sia progettato per eliminare gli ostacoli economici alla partecipazione.

Rendicontazione e controlli

L’assegnazione delle risorse comporta tuttavia obblighi precisi.

Una prima quota del finanziamento viene erogata all’avvio del progetto. La parte restante viene liquidata dopo la verifica finale.

Le scuole devono conservare e caricare sulla piattaforma tutta la documentazione richiesta:

  • attestati di partecipazione;
  • report delle attività;
  • documentazione amministrativa;
  • giustificativi di spesa.

Particolare attenzione deve essere dedicata agli aspetti fiscali e alla raccolta degli scontrini nei diversi Paesi europei, dove le procedure possono essere differenti rispetto a quelle italiane.

Al termine delle attività viene effettuata una seconda valutazione finalizzata a verificare che gli obiettivi dichiarati nella candidatura siano stati effettivamente perseguiti.

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