date e ospiti al Palatino


Letterature Festival Internazionale di Roma arriva al suo venticinquesimo anno con una scelta editoriale netta: concentrare il cuore del cartellone nello Stadio Palatino, trasformando ogni serata in un dispositivo scenico fatto di inediti, dialoghi guidati e musica eseguita dal vivo. La cornice archeologica non svolge un ruolo ornamentale. Impone un ritmo più teatrale alla parola scritta e rende visibile il legame tra testo, voce e luogo.

Per orientarsi: il testo concentra date, accessi, nomi sul palco e logica culturale del cartellone. Gli elementi editoriali citati sono quelli disponibili alla pubblicazione del 9 giugno 2026.

Sommario dei contenuti

Date, orari e accesso: il nucleo del 2026

Le serate centrali sono fissate per venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 giugno 2026. Il pubblico entra allo Stadio Palatino dalle 20.30, gli appuntamenti iniziano alle 21 e l’accesso rimane gratuito fino a esaurimento posti. Per le informazioni al pubblico il riferimento indicato è 060608.

La forma concentrata in tre appuntamenti modifica la fruizione rispetto a un festival disteso su molte giornate. La scelta avvicina Letterature a uno spettacolo seriale: ogni sera ha un tema autonomo, un conduttore chiamato a costruire il filo narrativo e una chiusura pensata come approdo della sequenza.

Sconfinare: il titolo non resta in superficie

Sconfinare organizza il programma attorno a limiti attraversati dalla parola: corpo, ruolo, potere, silenzio imposto, confine geografico e identità culturale. La curatela di Silvia Barbagallo e Anna Voltaggio usa il titolo come una griglia di lettura: il festival guarda alle scritture che escono dal perimetro privato e diventano discorso pubblico.

Il disegno delle serate chiarisce questa impostazione. “Chi scrive il mondo. Donne e dinamiche di potere” apre il 19 giugno; “Controvento. Storie di resistenza” occupa il 20 giugno; “Le mappe invisibili. Il potere delle parole” chiude il 21 giugno. La sequenza non procede per generi letterari, procede per tensioni civili.

Dagli inediti alle interviste dal vivo

Il tratto più riconoscibile del 2026 riguarda il montaggio della serata. La lettura di testi inediti resta un marchio di Letterature, accanto a questa pratica entrano interviste di approfondimento con autrici e autori ospiti. La parola scritta viene quindi affiancata dalla parola detta, con un dialogo che permette al pubblico di leggere l’opera dentro il presente politico e culturale.

La conduzione affidata a Marino Sinibaldi, Eva Giovannini e Pegah Moshir Pour rafforza questa architettura. Ogni sera dura circa due ore e non somma semplici apparizioni: costruisce una traiettoria, alternando testi, conversazioni, letture attoriali, musica e immagini. Il dato collima con il profilo del programma diffuso da Culture Roma.

19 giugno: autrici, potere e disegno dal vivo

La prima serata viene aperta dall’inedito di Concita De Gregorio. La presenza della scrittrice e giornalista colloca subito il tema della cura dentro una prospettiva politica, in dialogo con il romanzo La cura pubblicato da Einaudi. L’impianto della serata lavora sul rapporto tra esperienza personale e responsabilità collettiva.

Rachel Kushner entra nel programma in dialogo con Marino Sinibaldi. La sua opera, da Telex da Cuba a Il lago della creazione, porta nel Palatino una narrativa dove spionaggio, ecologia e identità entrano in collisione. Subito dopo, il registro poetico arriva con Patrizia Valduga, chiamata a presentare un inedito dentro un percorso che attraversa poesia, traduzione e scrittura teatrale.

Neige Sinno aggiunge alla serata una materia autobiografica di forte intensità. Triste tigre, edito in Italia da Neri Pozza, ha vinto il Premio Strega Europeo 2024 e affronta la violenza subita nell’infanzia attraverso un lavoro letterario che trasforma il trauma in testimonianza. La scrittrice dialogherà anche con Rosella Postorino.

Il segmento più insolito del 19 giugno riguarda Fumettibrutti. Per la prima volta al Festival, un inedito non viene composto come testo da leggere: prende forma nel disegno dal vivo. La musica è affidata a Chiara Civello, scelta che porta in scena un timbro capace di attraversare canzone, jazz e scrittura musicale senza ridurre il palco a semplice accompagnamento.

20 giugno: Satrapi apre la serata delle resistenze

La serata di sabato 20 giugno si apre con il ricordo di Marjane Satrapi, fumettista e regista franco-iraniana morta il 4 giugno 2026 a 56 anni. L’omaggio entra in modo organico nel tema “Controvento. Storie di resistenza”: Persepolis ha mostrato al pubblico internazionale la rivoluzione iraniana, l’esilio e la libertà delle donne attraverso il linguaggio del fumetto e del cinema d’animazione.

L’inedito di Widad Tamimi apre il corpo letterario della serata. La sua biografia attraversa radici palestinesi, origini ebraiche e crescita italiana, un incrocio che rende il tema del confine familiare particolarmente concreto. Il programma affianca a questa voce la prima intervista con Ahmet Altan, scrittore e giornalista turco liberato nel 2021 dopo la detenzione legata alla sua opposizione al potere di Ankara.

Pietro Sermonti leggerà la Lettera aperta di uno scrittore alla giunta militare di Rodolfo Walsh, testo scritto il 24 marzo 1977 nel primo anniversario del golpe argentino. Il giorno seguente Walsh venne ucciso e il suo corpo non fu ritrovato. Il passaggio porta nel festival una pagina in cui letteratura, denuncia e rischio personale coincidono.

La seconda intervista ha come protagonista Samar Yazbek, scrittrice siriana in esilio. A seguire, Zerocalcare leggerà un testo inedito, il primo non disegnato per il fumettista romano. La chiusura letteraria unisce Yaryna Grusha e Vera Politkovskaja, con due inediti che fanno dialogare Ucraina e dissenso russo. Le letture sono affidate a Maria Chiara Giannetta, la musica a Gabriele Coen e Ziad Trabelsi.

21 giugno: Carrère dentro la geografia delle parole

La terza serata, domenica 21 giugno, si apre con l’inedito di Manuel Vilas. Il poeta e narratore spagnolo porta al Palatino una scrittura che lavora sulla perdita, sull’abbandono e sulla materia emotiva dei legami. Il tema “Le mappe invisibili. Il potere delle parole” trova in questa apertura una soglia molto precisa: la lingua come strumento per orientarsi quando la biografia da sola perde direzione.

Emmanuel Carrère è atteso in intervista. L’arrivo romano prolunga il percorso italiano di Kolchoz, pubblicato da Adelphi e premiato nel 2025 con il Prix Médicis e il Prix Grand Continent. Il libro attraversa genealogia familiare, Russia, lutto e identità europea; dentro il contesto di Letterature assume un valore ulteriore, perché interroga la parola come mappa affettiva e storica.

Veronica Raimo presenterà un inedito dopo il percorso di Niente di vero e Non scrivere di me. Il blocco latinoamericano passa attraverso Yuri Herrera, autore messicano legato anche al percorso che porta l’Italia alla Feria Internacional del Libro de Guadalajara 2026 come Ospite d’Onore. Il programma indica inoltre il sostegno di IILA, segnale di una collaborazione orientata al dialogo con la cultura latinoamericana.

La chiusura è affidata all’inedito di Kiran Desai. La scrittrice indiana, vincitrice del Booker Prize 2006 e del National Book Critics Circle Award con Eredi della sconfitta, torna con La solitudine di Sonia e Sunny, romanzo di oltre settecento pagine finalista al Booker Prize 2025. Le letture saranno di Gaetano Bruno e Neri Marcorè; la musica dal vivo di Erica Mou.

Il 17 giugno Baricco accende il Palatino alle 20.47

La Tempesta Silenziosa precede Letterature il 17 giugno alle 20.47, orario del tramonto. Il progetto di Alessandro Baricco chiama lettrici e lettori a leggere Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij nello stesso momento, con il Palatino come centro dell’esperienza e altri luoghi collegati in città.

Le sei sedi principali sono Stadio Palatino, Ara Pacis, Villa Torlonia, Mattatoio di Testaccio, Teatro dell’Opera di Roma e Piazza del Campidoglio. Alla pubblicazione dell’articolo, il sito dell’iniziativa segnala esauriti i posti nelle sei location principali e mantiene aperta la possibilità di aderire attraverso altri spazi cittadini. Isabella Ragonese leggerà le pagine finali, poi la serata proseguirà con dj-set. Il quadro è coerente con la scheda di Turismo Roma.

Il calendario non si chiude interamente al Palatino. Il 18 luglio 2026 è previsto un appuntamento extra Festival all’Idroscalo di Ostia, ospitato dal Puntasacra Film Fest. L’estensione verso Ostia riprende la linea già sperimentata dal festival, cioè portare la parola letteraria in una geografia urbana diversa dalla cornice monumentale del centro.

Questo snodo funziona come uscita dalla scena archeologica. Dopo le serate concentrate sul Palatino, il festival raggiunge una riva urbana dove cinema, comunità locale e spazio pubblico hanno un peso specifico diverso. La scelta rafforza il titolo Sconfinare con un gesto topografico concreto.

Il significato editoriale del nuovo assetto

La 25ª edizione usa l’anniversario per rendere più visibile il proprio meccanismo: l’inedito agisce come nucleo, l’intervista sostiene il dialogo e la musica entra nella costruzione emotiva della serata. Ogni componente orienta la percezione del pubblico, costruendo un’esperienza che avvicina festival letterario, scena teatrale e dibattito culturale.

La decisione di concentrare il programma in poche notti produce una maggiore responsabilità curatoriale. Ogni ospite pesa di più, ogni incastro fra testo e dialogo deve generare continuità, ogni scelta musicale entra nella grammatica dell’evento. Per questo il Palatino non accoglie solo una sequenza di nomi: diventa il luogo in cui il festival rende leggibile la propria idea di letteratura pubblica.


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 Junior Cristarella

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