Minori e il disagio che si trasforma, Telefono Azzurro: da 39 anni 135mila volte in ascolto


Quasi quattro decenni al fianco di bambini, adolescenti e famiglie. Dal 1987 a oggi oltre 135mila casi seguiti, costruendo una delle più ampie esperienze di ascolto e intervento a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. Un patrimonio unico che consente oggi di leggere l’evoluzione delle fragilità, dei bisogni e dei rischi che coinvolgono le nuove generazioni.

Fondata nel 1987 dal Ernesto Caffo (anche presidente), nel giorno del suo trentanovesimo anniversario, Fondazione Sos Telefono Azzurro coglie l’occasione per riflettere su come siano cambiati i problemi dei minori in Italia.

Il disagio che si trasforma

Le oltre 135 mila richieste di aiuto raccolte in 39 anni costituiscono una testimonianza diretta delle trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche che hanno interessato il Paese: sono cambiati i contesti di crescita, le relazioni sociali, il ruolo della famiglia e della scuola e, più recentemente, l’impatto delle tecnologie digitali nella vita quotidiana dei più giovani.

Il disagio, sottolinea la fondazione, non è necessariamente diminuito, «si è trasformato». Oggi «è spesso meno evidente, più frammentato e più difficile da riconoscere tempestivamente». Proprio per questo l’ascolto e la capacità di intercettare precocemente i segnali di sofferenza «assumono un ruolo sempre più decisivo nella tutela del benessere dei più giovani».

Accanto al disagio le nuove fragilità

«Da quasi quarant’anni ascoltiamo i bambini e gli adolescenti e, attraverso le loro voci, osserviamo i cambiamenti della società», le parole di Ernesto Caffo, «le problematiche non sono scomparse: si sono trasformate. Oggi alle forme tradizionali di disagio si affiancano nuove fragilità legate alla salute mentale, alla qualità delle relazioni e all’impatto della dimensione digitale».

Questa esperienza, aggiunge Caffo, «ci insegna che la prevenzione passa prima di tutto dall’ascolto e dalla capacità di cogliere tempestivamente i segnali di sofferenza. Comprendere i bisogni dei bambini significa comprendere il futuro della nostra società».

Ernesto Caffo, fondatore e presidente di Telefono Azzurro

39 anni accanto a bambini, adolescenti e famiglie

L’esperienza maturata sul campo da Telefono Azzurro racconta con chiarezza come siano cambiate, nel tempo, le richieste di aiuto di bambini, adolescenti e famiglie.

Se negli anni della fondazione emergevano prevalentemente situazioni di maltrattamento, violenza e conflittualità familiare, oggi accanto a queste problematiche si affermano forme di disagio nuove e sempre più diffuse: solitudine, isolamento sociale, ansia, fragilità emotive, difficoltà relazionali, paura del giudizio, disagio psicologico e rischi legati all’utilizzo degli strumenti digitali e degli ambienti online.

Le 135 mila richieste di aiuto

Dall’abuso domestico ai rischi dell’algoritmo: cosa raccontano oltre 135mila richieste di aiuto. In particolare la Linea 19696, primo servizio gratuito dedicato ai minori attivato in Italia, ha gestito dalla sua nascita 93.669 casi, mentre il servizio di emergenza 114, operativo 24 ore su 24 per situazioni di pericolo immediato, ha preso in carico 39.974 casi dal 2003 a oggi.

Dietro i numeri

Questi numeri non rappresentano soltanto l’attività della fondazione, ma costituiscono una fotografia dell’evoluzione del disagio minorile nel nostro Paese. Dietro ogni richiesta di aiuto si riflettono infatti i cambiamenti della società, delle relazioni e delle modalità con cui bambini e adolescenti affrontano le difficoltà.

La crescente centralità del digitale

Uno degli elementi più evidenti emersi negli ultimi anni riguarda la crescente centralità della dimensione digitale nella vita dei minori. Oggi una parte rilevante delle fragilità e dei rischi si manifesta online, in ambienti che accompagnano costantemente la crescita dei ragazzi e che spesso sfuggono al controllo degli adulti.

I dati della hotline Clicca e segnala, il servizio dedicato al contrasto degli abusi online sui minori, mostrano con chiarezza questa trasformazione. Solo nell’ultimo anno sono state gestite 3.022 segnalazioni, delle quali il 76,5% riguardava materiale di abuso sessuale su minori. Un dato che evidenzia la crescente diffusione di contenuti illegali online e la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione, educazione e protezione nell’ambiente digitale.

I minori scomparsi

Anche il fenomeno dei minori scomparsi continua a rappresentare una sfida significativa. Dal 2009 il numero europeo 116000 Bambini scomparsi, gestito da Telefono Azzurro in Italia, ha seguito 1.945 casi, offrendo supporto alle famiglie e collaborando con le istituzioni nelle attività di ricerca e tutela.

Forme di sofferenza silenziosa

L’esperienza accumulata in quasi quarant’anni di attività mostra, fa sapere la fondazione, «come le forme di disagio che coinvolgono i più giovani siano diventate più articolate e meno immediatamente visibili. Accanto alle situazioni di emergenza continuano infatti a crescere forme di sofferenza silenziosa che riguardano il benessere psicologico, l’autostima, la capacità di costruire relazioni e il senso di appartenenza». Disagi che spesso «non trovano spazi adeguati di ascolto e che rischiano di emergere solo quando hanno già assunto forme più gravi».

Primo “segnalatore affidabile” italiano

È proprio questa esperienza diretta che consente oggi a Telefono Azzurro di svolgere un ruolo «sempre più rilevante non solo nell’intervento, ma anche nella lettura dei fenomeni che coinvolgono l’infanzia e l’adolescenza. Un ruolo riconosciuto recentemente anche da Agcom, che ha individuato la Fondazione come primo Trusted flagger italiano per la fascia d’età 0-18 anni nell’ambito del Digital services act europeo, affidandole il compito di segnalare contenuti illeciti alle grandi piattaforme digitali attraverso procedure prioritarie».

Il Trusted flagger, che sta per segnalatore affidabile, è quell’organizzazione, associazione o ente pubblico a cui le autorità riconoscono il potere di far rimuovere rapidamente contenuti illegali dalle piattaforme online.

A un anno dal traguardo dei quarant’anni, insomma, Telefono Azzurro, si sottolinea, «continua a svolgere una duplice missione: intervenire accanto ai bambini e agli adolescenti che chiedono aiuto e contribuire, attraverso l’esperienza maturata sul campo, a comprendere le trasformazioni che stanno interessando le nuove generazioni. Perché ascoltare i bambini non significa soltanto rispondere a un’emergenza, ma leggere in anticipo i cambiamenti della società».

In apertura foto di Helena Lopes per Unsplash

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 Alessio Nisi

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