Marquez vince, Bezzecchi resta leader


Roma, lunedì 8 giugno 2026, ore 15:14 CEST. L’Ungheria consegna alla MotoGP un risultato molto più largo del solo podio: Marquez firma la vittoria numero 100 nel Motomondiale, Ducati tocca la stessa cifra nella classe regina e Aprilia vede i due piloti ufficiali finire a zero per una collisione interna al primo punto di frenata.

Il verdetto: Marquez davanti ad Acosta e Bagnaia

La bandiera a scacchi ha fissato una sequenza netta: Marc Marquez primo in 42’55.325, Pedro Acosta secondo a 1.343 e Francesco Bagnaia terzo a 11.632. Dietro il podio entrano nella zona pesante Ai Ogura a 15.539 e Luca Marini a 18.669, con Diogo Moreira sesto e Iker Lecuona settimo alla prima gara MotoGP con Ducati Gresini.

La parte finale dell’ordine di arrivo definitivo conferma Jack Miller ottavo, Enea Bastianini nono, Brad Binder decimo, Toprak Razgatlioglu undicesimo, Fabio Di Giannantonio dodicesimo, poi Alex Rins, Franco Morbidelli, Maverick Viñales e Cal Crutchlow. Il dato da non perdere riguarda Viñales: il pilota KTM Tech3 conserva il quindicesimo posto anche dopo i 16 secondi di penalità per pressione gomma, elemento che ha corretto alcune versioni diffuse a ridosso dell’arrivo.

La curva 1 ha svuotato il fronte Aprilia

La gara si è fratturata dopo pochi secondi. Jorge Martin è arrivato lungo nella prima staccata e ha perso il controllo dell’Aprilia, centrando il compagno Marco Bezzecchi. Nella caduta sono finiti anche Raul Fernandez, Fermin Aldeguer e Fabio Di Giannantonio. Bezzecchi, Martin, Fernandez e Aldeguer hanno chiuso lì il Gran Premio; Di Giannantonio è ripartito dal fondo e ha salvato 4 punti con il dodicesimo posto.

Il danno sportivo per Aprilia è doppio: il leader del Mondiale e il primo inseguitore interno hanno lasciato Balaton Park senza punti nella gara lunga. Gli accertamenti comunicati da Aprilia Racing hanno escluso fratture visibili per Bezzecchi e Martin; per il numero 72 risultano contusioni a gamba e mano destra, per il numero 89 contusioni a schiena e piede destro.

Marquez-Acosta: il duello si è deciso nella seconda metà

La corsa non è stata una fuga immediata di Marquez. Il numero 93 ha guidato il primo giro, poi Acosta ha preso il comando dal secondo al quattordicesimo passaggio. La KTM ha retto il confronto nella fase più viva della gara, con i due spagnoli capaci di separarsi dal resto del gruppo e di lasciare Bagnaia in una terza posizione senza aggancio diretto.

Il ribaltamento è maturato tra il giro 14 e il giro 15. Marquez ha provato l’attacco nella zona della chicane, Acosta ha risposto con decisione, poi il pilota Ducati ha completato il sorpasso al passaggio successivo. Da quel momento il margine si è aperto con progressione. Al ventesimo giro Marquez ha firmato anche il giro veloce in 1’38.313, segnale di gestione superiore nella parte in cui la gomma iniziava a selezionare il passo reale.

La classifica piloti dopo il GP d’Ungheria

Bezzecchi resta leader con 180 punti e mantiene 20 lunghezze su Martin, fermo a 160. La differenza aritmetica nasce dal sabato: il terzo posto di Bezzecchi nella Sprint aveva costruito il margine che la caduta della domenica non ha cancellato. Di Giannantonio sale a 138 grazie ai punti recuperati dopo il contatto iniziale; Acosta arriva a 132 e accorcia in modo netto sul podio iridato.

Marquez è ora quinto a 108. Il suo weekend vale 37 punti tra Sprint e gara lunga, con un guadagno pieno su Bezzecchi e Martin nella domenica più pesante della stagione per Aprilia. Ai Ogura segue a 105, Bagnaia è settimo a 99, Raul Fernandez rimane ottavo a 93. La zona dal terzo al settimo posto si è compressa: tra Di Giannantonio e Bagnaia ora passano 39 punti, una distanza gestibile dentro due fine settimana completi se Sprint e gara lunga vanno nella stessa direzione.

Martin dovrà scontare due Long Lap a Brno

La decisione sportiva è già entrata nel prossimo appuntamento: Jorge Martin dovrà scontare un doppio Long Lap Penalty a Brno, nel GP della Repubblica Ceca del 19-21 giugno. La sanzione nasce dall’incidente multiplo di curva 1 e pesa in modo diretto sulla rimonta mondiale del campione spagnolo.

Il meccanismo della penalità impone un costo cronometrico durante la gara successiva. Su un circuito come Brno, dove il giro premia scorrevolezza e uscita di curva, due passaggi nella Long Lap Lane non rappresentano soltanto tempo perso: obbligano Martin a costruire il weekend con una priorità diversa già dalle qualifiche, perché partire più avanti limita il traffico in cui rientrare dopo la sanzione.

La quota 100 di Marquez e Ducati

Il numero centrale del weekend è 100. Per Marquez indica le vittorie complessive nel Motomondiale; per Ducati indica i successi in MotoGP. Il parallelismo nasce nello stesso pomeriggio e dà al GP d’Ungheria un peso storico superiore alla normale tappa di calendario. Il conteggio di Reuters allinea il dato individuale di Marquez a una cerchia ristretta con Giacomo Agostini e Valentino Rossi, gli altri riferimenti oltre quota cento.

Il valore agonistico della gara cresce guardando la sequenza completa del fine settimana. Marquez aveva conquistato la pole in 1’36.785, aveva vinto la Sprint e ha poi chiuso la domenica con la gestione migliore sulla distanza piena. MotoGP.com registra lo stesso snodo cronometrico del giro 20, quando il 1’38.313 ha trasformato il vantaggio su Acosta in controllo del finale.

I collegamenti con i pezzi già pubblicati da Sbircia

Il risultato aggiorna il lavoro iniziato con la vigilia del GP d’Ungheria, dove la griglia metteva Marquez in pole davanti ad Acosta e Aldeguer, con Bagnaia quinto e Bezzecchi sesto. La gara ha confermato la forza della prima fila soltanto in parte: Marquez e Acosta hanno occupato i primi due posti, Aldeguer è invece uscito per l’incidente al via.

Il settimo posto di Lecuona si collega al focus sul cambio Gresini pubblicato nei giorni scorsi. L’obiettivo realistico era raccogliere chilometri senza errori su una Ducati MotoGP nuova per lui; il risultato finale ha aggiunto 9 punti mondiali e un contributo concreto al box in assenza di Alex Marquez.


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 Junior Cristarella

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