Latina, il centrodestra vince tutto. E la morte di un asse decennale

Ci sono alleanze che durano un decennio e muoiono in una notte. Quella tra Partito Democratico e Forza Italia che aveva governato la Provincia di Latina per quasi dieci anni (anomalia politica costruita ai vertici, impermeabile ai cambiamenti nazionali) è stata sepolta ieri sera dai voti dei sindaci e dei consiglieri comunali pontini. Con una rapidità e una nettezza che non ammette equivoci: 71% al centrodestra unito, 22% al centrosinistra nella sua versione più larga possibile.

Non è una sconfitta. È un’era che finisce.

La storia che finisce

Gerardo Stefanelli

Per quasi un decennio, la Provincia di Latina è stata governata da un asse apparentemente innaturale: Partito Democratico e Forza Italia insieme, con i consiglieri di Fratelli d’Italia e Lega relegati all’opposizione. Un’alleanza costruita ai vertici, lontana dalle dinamiche dello schieramento nazionale, capace di resistere ai cambiamenti di governo a Roma e alle fibrillazioni interne ai Partiti. La prova concreta di come la politica locale abbia logiche proprie, spesso impermeabili a quelle nazionali.

Quell’asse è morto. Non ieri sera: era già morto tre mesi fa, quando Federico Carnevale di Forza Italia aveva vinto la presidenza della Provincia nel segno del centrodestra unito. Ed aveva messo fine alla stagione di Gerardo Stefanelli, unico sindaco renziano di Italia Viva in provincia di Latina ma proprio per questo un punto di sintesi ideale per una forza di centrodestra come gli azzurri del senatore Claudio Fazzone.

Ma ieri sera, a quella stazione è stato celebrato il funerale definitivo: Forza Italia ha ottenuto il 31,7%Fratelli d’Italia il 29,9%Lega il 9%. Quasi 71 punti percentuali per il centrodestra contro il 21,9% di una lista unitaria del centrosinistra che raccoglieva tutto: PDM5SAVSItalia VivaPSI, civiche varie.

Una disfatta che la matematica rende inequivocabile: il centrosinistra unito vale meno di un terzo del centrodestra unito.

La storia che comincia

Il sindaco di Latina Matilde Celentano con il presidente della Provincia Federico Carnevale

Carnevale ha adesso di fronte a sé un Consiglio interamente favorevole: 9 consiglieri su 12 riconducibili alla sua coalizione. Non è una condizione banale in un ente di secondo livello, dove la riforma Delrio del 2014 ha ridotto le Province a enti di area vasta con competenze su strade, scuole, ambiente, formazione. In questo contesto, molte decisioni vengono prese all’unanimità e avere una maggioranza compatta non cambia necessariamente il funzionamento ordinario dell’ente.

Ma c’è una partita che non si gioca all’unanimità. C’è una partita che si gioca nei corridoi, nelle nomine, nelle scelte strategiche che determinano chi controlla cosa. Quella partita si chiama Acqualatina: la società che gestisce il servizio idrico dell’ATO4 e che è da sempre il vero terreno di scontro politico nel territorio pontino.

Il presidente della Provincia presiede la conferenza dei sindaci sull’acqua. Carnevale controlla ora quella conferenza con una maggioranza solida. Questo è il dato politico che conta davvero.

Il significato nazionale

C’è una lettura di questi risultati che non si può ignorare. Il risultato di Latina conferma una tendenza che si manifesta in tutta la Regione Lazio: il vecchio asse PD-Forza Italia, che aveva governato insieme non solo Latina ma anche molte altre realtà provinciali e comunali del Lazio meridionale, si è disgregato. Forza Italia è tornata a casa, nell’alveo del centrodestra. E lo ha fatto, almeno in provincia di Latina, con numeri da primo Partito.

Non è una sorpresa per chi ha seguito le dinamiche degli ultimi mesi. Il senatore Claudio Fazzone aveva segnalato con largo anticipo la direzione. La candidatura di Carnevale alla presidenza della Provincia, sostenuta immediatamente da Fratelli d’Italia e osteggiata dalla Lega in un primo momento, era già stata la mossa che aveva segnato la rottura definitiva con il vecchio schema. Ieri sera, quella rottura è stata certificata dalle urne.

Il centrosinistra e il problema strutturale

Omar Sarubbo, Segretario Provinciale Pd di Latina

La lista unitaria Provincia Progressista (che raccoglieva al suo interno forze politicamente distanti come PD e Movimento 5 StelleItalia Viva e AVS) si è fermata al 21,9%. Un risultato che non è semplicemente una sconfitta: è la fotografia di un problema strutturale.

Quando forze politiche che a livello nazionale si combattono ferocemente si presentano unite a livello locale e ottengono comunque meno di un quarto dei voti, il problema non è la frammentazione: è la debolezza di fondo. L’elettorato dei sindaci e dei consiglieri comunali pontini ha mandato un segnale preciso: in questo territorio, in questo momento, il centrosinistra nella sua versione più ampia possibile non supera il 22%.

Tre consiglieri eletti — BelliniMagliozziPetroni — faranno opposizione in un Consiglio che li vede in rapporto di 3 a 9. Un’opposizione numericamente irrilevante, politicamente significativa solo nella misura in cui riesce a costruire una narrativa alternativa credibile nei prossimi mesi.

La lettura complessiva

Foto: Marco Carli © Imagoeconomica

Le elezioni provinciali (con la loro partecipazione riservata agli amministratori locali, con i loro meccanismi di voto ponderato, con le loro logiche di secondo livello) sono in realtà il termometro più affidabile dei rapporti di forza reali su un territorio. Perché votano sindaci e consiglieri comunali: persone che conoscono il territorio, che misurano il consenso ogni giorno, che non si fanno trascinare dal vento mediatico del momento.

In quel termometro, Latina segna una temperatura inequivocabile: centrodestra unito e dominante, con Forza Italia e Fratelli d’Italia che si dividono quasi a metà un bacino enorme, centrosinistra in difficoltà strutturale anche quando si presenta nel formato più largo possibile.

Il vecchio asse PD-FI che governava le province del Lazio è finito. Ne stava nascendo uno nuovo: è quello tra Fazzone e l’assessore regionale Giancarlo Righini di Fratelli d’Italia, che ieri sera ha trovato la sua prima, solida conferma elettorale.

Carnevale ha il Consiglio. Ha Acqualatina. Ha il centrodestra unito. Il resto è storia che si scriverà nei prossimi mesi.

L’analisi delle preferenze azzurre

Il sindaco di Fondi Vincenzo Carnevale

La neo rinnovata maggioranza bulgara al comune di Fondi ha concentrato i suoi 18 voti ponderati sulla consigliera comunale Jessica Di Trocchio che nel nuovo Consiglio provinciale sostituisce il collega di Partito Vincenzo Mattei. Nella precedente Consiliatura è stato il vice di Gerardo Stefanelli ma ora non è stato rieletto nel consiglio Comunale della sua città: dovrà attendere le dimissioni dei Consiglieri più votati (che a brevissimo saranno nominati assessori) per tornare nel massimo consesso di piazza De Gasperi. (Leggi qui: Fazzone traccia la linea: sei assessori a Forza Italia e Peppe resta in Consiglio).

Se sull’elezione di Jessica Di Trocchio non c’erano dubbi, la vera novità tra gli eletti di Forza Italia è stata il capolavoro elettorale del Consigliere regionale ed ex sindaco di Gaeta. Cosimino Mitrano ha mandato in Provincia una sua fedelissima, nonostante arrivasse dal Partito Democratico: l’ex presidente del Consiglio comunale Pina Rosato. C’è riuscito grazie alla ricompattata maggioranza al comune di Gaeta alla quale si sono aggiunti i voti ponderati di alcuni centri del Golfo (Casteforte) e anche dal resto del territorio pontino.

Conferme ed esclusioni
Gianluca Taddeo

Nessuno metteva in discussione la terza elezione consecutiva a consigliere provinciale del sindaco azzurro di Formia Gianluca Taddeo. L’altra sorpresa della giornata è stato il “pass” concesso da molti consiglieri comunali di Forza Italia al collega di Sezze Pasquale Casalini per il quale si sono prodigati due consiglieri regionali pontini: il già menzionato Cosimino Mitrano ed Angelo Tripodi.

L’esclusa più illustre è la consigliera comunale di Terracina Barbara Cerilli che avrebbe dovuto rappresentare la città nel nuovo consiglio provinciale a due anni esatti dal voto amministrativo. Ci si aspettava qualcosa di più anche dal consigliere comunale di Latina Fausto Furlanetto sulla scorta dell’altissimo voto ponderato del comune capuologo e anche dal presidente del consiglio comunale di Minturno Massimo Signore. Che, come consolazione, aveva due avversari in casa: il sindaco di Formia Gianluca Taddeo e la gaetana Pina Rosato.

E quelle dei Fratelli d’Italia

Nicola Calandrini (Foto: Stefano Contili © Imagoeconomica)

Tutto come previsto, o quasi, anche nella file di Fratelli d’Italia. Ha confermato di essere Latina dipendente. Dal Consiglio Comunale del capoluogo sono stati rieletti gli uscenti Renzo Scalco ed Alessandro Porzi, entrambi vicini alle posizioni del coordinatore provinciale il senatore Nicola Calandrini.

Affiancheranno il cisternese Pierluigi Di Cori (area consigliere regionale Vittorio Sambucci) ed il presidente del consiglio comunale di Sermoneta Pierluigi Torelli. Il prossimo vice presidente della Provincia ha legittimato il gran ritorno nell’agone politico provinciale del riabilitato consigliere regionale Enrico Tiero: gli sono bastati un paio di giorni per rimettere in moto la sua componente interna a Fdi. Come ha dichiarato l’altro giorno all’uscita dal Tribunale al termine della prima udienza in cui è imputato: intende raggiungere alle prossime regionali del 2028 quota 20mila preferenze, superando le 16mila ottenute nel febbraio del 2023.

Se Torelli ha “pescato” anche in alcuni centri del sud pontino, Tiero ha fatto meglio dell’assessora regionale al turismo Elena Palazzo che aveva candidato Laura Mirabella di Monte San Biagio. E del parlamentare europeo di Terracina Nicola Procaccini che aveva schierato la concittadina Annamaria Speranza. Discreta la perfomance di un altro sindaco in lizza, quello di Campodimele Tommaso Grossi, che non è riuscito a staccare il biglietto per via Costa a Latina.

Lo strike della Lega

Mario Abbruzzese, Segretario Regionale Organizzazione della Lega

Il nono consigliere del centrodestra se lo contendevano la Lega e la lista Provincia al Centro (una sintesi non ancora ottimale tra Noi Moderati, il Partito Liberal Democratico e Nuovo Partito Socialista Italiano).

Questo derby è andato al Carroccio che, grazie ad una capillare campagna elettorale nel sud pontino (e non solo) ha eletto il consigliere comunale di Minturno, il nipote d’arte Nicolò Graziano.

Sotto le aspettative invece il comportamento elettorale del terracinese Domenico Villani sul quale – secondo alcune indiscrezioni mai smentite – il Partito provinciale aveva “investito” per ottenere l’adesione al gruppo consiliare dello stesso Villani e del consigliere Massimiliano Di Girolamo. La conclusione: Terracina non avrà rappresentanti nel nuovo consiglio provinciale. Le aspettative erano riposte anche su un “miracolo” del capogruppo consiliare, il moscardelliano Pierpaolo Chiumera. Non c’è stato.

Anatomia di un disastro

Barbara Petroni

La Federazione di Latina del Pd ha fatto quadrato su due esponenti vicini al segretario provinciale  Omar Sarubbo: il sindaco di Roccasecca Barbara Petroni ed il capogruppo consiliare del Pd al comune di Formia (al secondo mandato) Luca Magliozzi, che ora chiuderà la ricandidatura a sindaco per il Campo largo al comune di Formia nel voto amministrativo del 2027

Il fronte progressista, nonostante la sua lista raggruppasse sette sigle non è riuscita a candidare più di 9 tra sindaci e consiglieri comunali.

Da registrare l’exploit del consigliere comunale di Latina Dario Bellini che, di fatto, si è eletto da solo. Nelle retrovie la Segretaria  provinciale del Movimento Cinque Stelle Maria Ciolfi ed il setino Daniele Piccinella.

Il dato finale

PartitoVoti ponderatiPercentuale
Forza Italia33.20234,20%
Fratelli d’Italia30.14731,05%
Provincia al Centro3.1783,27%
Lega9.0339,30%
Progressisti21.51722,16%
Totale97.077100%

I dati definitivi fotografano una proporzione che non lascia spazio a interpretazioni edulcorate. Il centrodestra (sommate Forza ItaliaFratelli d’Italia e Lega) raggiunge il 74,55% dei voti ponderati. La lista unitaria del centrosinistra si ferma al 22,16%. Il rapporto è di oltre tre a uno.

Claudio Fazzone (Foto: Andrea Di Biagio © Imagoeconomica)

Forza Italia con il 34,20% è il primo Partito: dato che in una provincia tradizionalmente contesa assume un significato che va oltre la contingenza elettorale. Fratelli d’Italia al 31,05% conferma il suo peso nel territorio pontino. La Lega al 9,30% regge ed elegge un consigliere. Provincia al Centro (la lista che raccoglieva Noi ModeratiPartito Liberaldemocratico e Nuovo PSI) si ferma al 3,27%, sotto la soglia che avrebbe consentito rappresentanza.

Il verdetto è scritto in quei numeri con la stessa chiarezza con cui li hanno scritti i sindaci e i consiglieri comunali pontini: Carnevale governa. Il resto fa opposizione. Con tre consiglieri su dodici.

(Ha collaborato Roberto Lante).

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