Fara, moto in fiamme nel tunnel: morto Lazzarin


La scena non somiglia a un normale incidente extraurbano. Il primo elemento è l’urto, poi arriva l’incendio della moto e subito dopo il tunnel cambia natura: da tratto di transito diventa ambiente chiuso da liberare e ventilare, lasciando intatte le tracce per gli accertamenti.

Aggiornato alle 14:20 dell’8 giugno 2026. Velocità, traiettoria esatta, eventuale posizione dell’auto e responsabilità non vengono attribuite come fatti chiusi. Sono elementi affidati agli atti dei rilievi.

Le coordinate utili subito

L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica nella galleria Fara, sulla direttrice della SR 251 che collega la pianura pordenonese alla Valcellina. I mezzi coinvolti sono un’automobile e una moto. Dopo l’impatto, il motociclo ha preso fuoco e il fumo ha occupato il tunnel.

Il bilancio mortale riguarda una persona: Giacomo Lazzarin. Gli altri dati sanitari vengono trattati con cautela perché sulle occupanti dell’auto circolano formulazioni diverse, da shock a lievi conseguenze sanitarie. Il dato stabile è che non risultano altri decessi collegati allo scontro.

L’ingresso dei soccorritori

L’allarme ha attivato il circuito sanitario e il soccorso tecnico urgente. Sono intervenuti i Vigili del fuoco del territorio pordenonese con il distaccamento di Maniago, il personale sanitario inviato dalla Sores, ambulanze e automedica. All’esterno della galleria era presente anche un elicottero del 118.

Il fumo ha inciso sulla progressione delle squadre. In un ambiente coperto, la priorità non è soltanto spegnere il mezzo in fiamme: occorre creare condizioni minime di visibilità, proteggere gli operatori con dispositivi adeguati e impedire che altri veicoli entrino nella zona di intervento.

Fumo, ventilazione e comunicazioni

Un incendio dentro una galleria stradale modifica tempi e scelte. Il fumo limita l’orientamento, rende più lenta la ricerca delle persone coinvolte e costringe a coordinare chi entra con chi resta agli imbocchi. La ventilazione del tunnel diventa così parte della manovra di soccorso.

Le comunicazioni in galleria hanno richiesto un ponte radio. È un aspetto decisivo nelle infrastrutture lunghe, dove copertura telefonica e contatto visivo non bastano a governare l’intervento tra imbocchi e squadre operative.

La dinamica non è chiusa

La descrizione certa resta questa: scontro tra moto e auto, incendio del motociclo e morte del conducente della due ruote. Il resto richiede prudenza. Tamponamento, velocità, visibilità dell’utilitaria e posizione in carreggiata devono essere confermati con rilievi metrici, danni ai veicoli, eventuali immagini interne e testimonianze ordinate.

I Carabinieri della Compagnia di Spilimbergo lavorano proprio su questa separazione: ciò che è già osservabile sulla scena e ciò che deve essere dimostrato con atti. In un tunnel, la posizione finale dei mezzi non basta da sola a stabilire l’intera sequenza dell’urto.

Perché la SR 251 si è bloccata

La chiusura in entrambi i sensi era inevitabile. Nel tunnel c’erano mezzi da spegnere e mettere in sicurezza, operatori al lavoro, fumo da evacuare e tracce da non alterare. Far passare traffico avrebbe messo a rischio soccorsi e rilievi.

La Valcellina ha pochi assi alternativi rapidi. Quando la Fara si ferma in una domenica di rientri dalla montagna, il traffico si sposta su percorsi più lunghi verso Piancavallo e Aviano. L’allungamento non è solo disagio: incide su ambulanze, residenti, turisti e mezzi chiamati a garantire assistenza nei comuni più interni.

La Fara nei provvedimenti sulla strada

Nei provvedimenti pubblici di gestione della SR 251, la galleria Fara è indicata tra il km 61+362 e il km 65+324. La differenza fra le progressive colloca il tratto interessato poco sotto i quattro chilometri, una lunghezza sufficiente a rendere pesanti fumo, tempi di accesso e rientro dei mezzi.

Il tratto ricade tra Montereale Valcellina e Andreis. Nella percezione di chi viaggia, però, la Fara lavora anche come porta stradale verso Barcis e l’alta valle. Questa doppia lettura chiarisce l’origine delle formule geografiche diverse circolate nelle prime ore, senza cambiare il luogo dell’incidente.

Gli interventi di sicurezza già programmati

Prima dell’incidente del 7 giugno, la Giunta regionale aveva già finanziato lavori per le gallerie Fara e Dint. Il pacchetto indicato a fine marzo vale 1,22 milioni di euro e riguarda colonnine Sos ogni 250 metri, copertura radio, manutenzione della ventilazione, videosorveglianza, lettura targhe, pannelli a messaggio variabile agli imbocchi e compartimentazione antincendio.

Questo non anticipa alcuna conclusione sulle cause dello schianto. Inserisce però l’evento dentro un tema concreto: nelle gallerie lunghe, sicurezza impiantistica e comunicazioni non sono accessori. Diventano condizioni che influenzano i minuti dell’emergenza.

Il precedente mortale di marzo

La galleria Fara era già comparsa nella cronaca stradale il 18 marzo 2026. Quel giorno un frontale tra un’auto e una betoniera provocò la morte di Valerio Bacigalupo, 50 anni. L’episodio di marzo e quello del 7 giugno restano separati per dinamica e veicoli coinvolti; cambiano anche gli accertamenti.

Il collegamento utile non è accusatorio. È infrastrutturale. Due incidenti mortali nello stesso ambiente in meno di tre mesi obbligano a guardare con attenzione alla combinazione tra traffico domenicale, gallerie lunghe, comportamento degli utenti e tempi di risposta in caso di evento grave.

Il fattore motociclisti nelle tratte di valle

La Valcellina richiama molti motociclisti nei fine settimana: curve e dislivelli rendono la SR 251 una strada frequentata da chi viaggia su due ruote. Proprio per questo il margine di errore va considerato più stretto. In galleria, una distanza non adeguata o una percezione tardiva dell’ostacolo lascia pochissimo spazio di recupero.

Il tema si collega al percorso già aperto da Sbircia la Notizia Magazine su sicurezza stradale, norme e tecnologie di prevenzione. Manutenzione e monitoraggio hanno valore quando arrivano prima dell’evento, non soltanto dopo il bilancio.


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 Junior Cristarella

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