C’eravamo tanto amati. Sembra giunto al capolinea il feeling politico-istituzionale tra il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli e il presidente del Consiglio Comunale Massimo Signore. Non nuovo a iniziative istituzionali forti (una su tutte la richiesta di ricognizione sugli incarichi legali conferiti dalla Giunta municipale) l’avvocato Signore ha deciso stavolta di non avere peli sulla lingua. Su cosa? Su una querelle che sta incendiando il dibattito politico in concomitanza con le elezioni Provinciali e in prospettiva delle amministrative del 2027: la pubblicazione, il 14 maggio scorso, del Bando di Concorso per la nomina di un dirigente tecnico a tempo indeterminato.
Stefanelli aveva messo in conto una forte presa di posizione delle minoranze sulla vicenda. Non avrebbe mai immaginato che l’attivismo di Fratelli d’Italia e della Lega fosse scaturito da una lettera di quattro cartelle firmata dal presidente dell’assemblea e inviata all’Anac, alla Funzione Pubblica, alla Segreteria Comunale nella veste di responsabile dell’anticorruzione e all’intero Consiglio Comunale. Tutti, tranne al sindaco Stefanelli.
La segnalazione ha poi legittimato le minoranze a promuovere una richiesta di accesso agli atti e a chiedere una seduta consiliare straordinaria sul bando.
Il «fendente alle spalle»
Il rammarico misto a delusione del sindaco ha una ragione precisa: Signore aveva votato favorevolmente tutti gli atti propedeutici al concorso: dal PIAO al DUP alla Programmazione del Fabbisogno del Personale, che ne costituivano il presupposto inderogabile. Stefanelli definisce la segnalazione all’Anac «un fendente alle spalle che non mi attendevo». E pur senza dirlo esplicitamente, la parolina magica che ha in mente è una sola: le dimissioni del Presidente dell’Assemblea.
Signore, a denti stretti, giustifica la sua iniziativa «a tutela del Consiglio Comunale che ho l’onore di guidare». La lettura politica del sindaco è più cruda: «Avrei potuto scegliere il dirigente con un incarico fiduciario triennale ai sensi dell’articolo 110 del Tuel», osserva. «Non l’ho fatto perché tra un anno terminerà il mio mandato. La procedura pubblica mi tranquillizza completamente e speravo avesse lo stesso carattere anche per il presidente Signore. Invece constato una strumentale caccia alle streghe e un deficit culturale nell’intendere un’azione amministrativa».
A conferma della sua lettura, cita un comune guidato da Forza Italia. «Gaeta, che ha meno abitanti di Minturno, ha cinque dirigenti. Il nostro Comune continua a fare affidamento su una struttura datata e obsoleta. Mi dispiace che l’avvocato Signore dimentichi che l’istituzione di una Dirigenza era un elemento di primo piano nei programmi con cui abbiamo ottenuto la fiducia degli elettori nel 2016 e cinque anni più tardi».
Fazzone in regia, Forza Italia vuole le mani libere
La verità però, ha una connotazione schiettamente elettorale. Stefanelli sa bene che dietro il presidente del Consiglio Comunale di Minturno c’è il coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Claudio Fazzone. Dopo lo straripante successo alle comunali di Fondi e la sostituzione di Stefanelli alla presidenza della Provincia, Fazzone vuole recitare un ruolo di primo piano alle prossime amministrative del Comune aurunco. Forza Italia — che ha sostenuto Stefanelli come Presidente della Provincia negli ultimi quattro anni e fa parte della sua maggioranza al Comune di Minturno dal 2016 — sta lentamente preparando il terreno per avere le mani libere al prossimo appuntamento delle Comunali.
Stefanelli, che ha cominciato a fare politica quando portava ancora i pantaloncini corti, è già corso ai ripari dichiarando conclusa la collaborazione politico-amministrativa con Forza Italia. Ed ha definito la lettera di Signore all’Anac «una tempesta in un bicchiere d’acqua» necessaria — a suo dire — per il riposizionamento di FI sullo scacchiere del 2027.
Stefanelli bussa al Pd: Leodori chiede di pazientare
Sul fronte opposto si muovono intanto i tavoli che Stefanelli ha avviato per plasmare il suo futuro politico. Nel corso della settimana il sindaco di Minturno ha avuto un contatto telefonico con il coordinatore regionale del Partito Democratico Daniele Leodori, da cui attende il semaforo verde per l’accoglimento della richiesta di iscrizione al Pd. È stata bloccata Segretario Regionale dopo il risentimento palesato dall’ex premier Matteo Renzi, che aveva accusato il PD «di scippargli l’unico sindaco che avevo in provincia di Latina». Leodori ha chiesto a Stefanelli di pazientare ancora qualche giorno, il tempo necessario per chiudere le elezioni provinciali di Latina e i ballottaggi nei Comuni della provincia di Roma. Poi metterà mano alla questione.
Stefanelli intende anche migliorare i rapporti con i vertici provinciali Dem, quelli che devono concedere il nulla osta alla sua reiscrizione. In questa direzione ha voluto la presenza del consigliere regionale Salvatore La Penna all’inaugurazione del sistema di digitalizzazione del Museo Baronale di piazza Portanova: «Quel finanziamento è stato stanziato dalla Giunta regionale di Nicola Zingaretti e io i meriti li do a chi se li merita».
La coalizione civica e trasversale
Il secondo tavolo ha una chiave tutta minturnese. Se il senatore Fazzone ha dichiarato che l’unità del centrodestra non è un dogma da perseguire a tutti i costi, Stefanelli ha avuto un miglior tempo di reazione sui blocchi di partenza. Sono in corso incontri con alcuni rappresentanti delle minoranze per dar vita a una coalizione civica e trasversale, come ha confermato lo stesso sindaco venerdì: «Il PD? Mi auguro che capisca la sua importanza per continuare il buon lavoro iniziato nel 2016 e proseguito con la vittoria al primo turno nel 2021».
Stefanelli ha avviato un’interlocuzione con il capogruppo di «Insieme per Minturno» Mino Bembo — già parte della maggioranza uscita vincitrice nel 2021, poi passato all’opposizione — e soprattutto con il gruppo consiliare della Lega, composto dal coordinatore provinciale Massimo Moni e da Nicolò Graziano. «Non so quante chances ha questo progetto di concretizzarsi — ha concluso Stefanelli — ma mi auguro che il suo perimetro si ampli con la partecipazione del PD che, mi rendo conto, è una forza politica con le sue richieste; ma il Comune ha bisogno di continuità amministrativa stabile ed esperta».
Bembo conferma l’esistenza del tavolo e la propria disponibilità a essere investito della candidatura a sindaco. E lancia anche un siluro all’indirizzo di Signore: «Quando lasciai la maggioranza per posizionarmi all’opposizione, mi dimisi da vice presidente del consiglio. Se avessi firmato quella segnalazione all’Anac da presidente del consiglio? Mi sarei dimesso prima e poi avrei acceso il computer». Quando ogni mondo è paese.
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