Il passaggio del 4 giugno 2026 aggiorna in modo sostanziale il nostro focus del 7 maggio, Rinnovabili in Sardegna, 18 progetti al nodo finale. Allora il fascicolo era ancora dominato dal rinvio istruttorio. Oggi tre procedimenti escono da quella zona di attesa con un giudizio favorevole di compatibilità ambientale.
Nota di lettura: il via libera ambientale è un passaggio procedurale forte. I cantieri dipendono dalle condizioni ambientali, dagli atti conseguenti e dalle opere di connessione previste per ogni impianto.
La decisione del Cdm separa tre fascicoli dal resto del dossier
Il Consiglio dei Ministri ha espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale su 14 progetti nazionali di produzione da fonti rinnovabili per 635 MW. La quota sarda è composta da tre impianti e arriva a circa 112 MW. La scelta assume un peso superiore al dato di potenza perché introduce una selezione: avanzano solo i fascicoli che hanno raggiunto un livello di maturità amministrativa sufficiente a reggere il passaggio finale.
La compatibilità ambientale favorevole, per come opera nel procedimento VIA, entra nel percorso autorizzativo con prescrizioni da rispettare. Il valore pratico sta qui: le società proponenti ottengono una base ambientale positiva, gli enti coinvolti conservano il potere di verificare ottemperanze e coerenza delle opere accessorie.
Perché il sì riguarda solo questi tre impianti
La differenza tra questi progetti e i fascicoli rimasti fuori sta nella convergenza territoriale. Su Boreas, Cacip_25 e Serramanna 2 il confronto con gli enti locali aveva portato la Regione a una posizione favorevole. Sugli altri procedimenti sardi restano obiezioni regionali legate a profili ambientali, paesaggistici o idrici.
Questo passaggio chiude una semplificazione ricorrente nel racconto pubblico. La Sardegna non viene letta come territorio unico e indistinto. Ogni impianto viene misurato su localizzazione, connessione alla rete, interferenze territoriali e qualità della motivazione amministrativa. La decisione favorevole premia quindi una combinazione concreta tra progetto, sito e percorso istruttorio.
Boreas: dieci turbine e una vicenda amministrativa lunga cinque anni
Boreas è l’impianto eolico da 60 MW previsto tra i comuni di Jerzu e Ulassai, con dieci turbine da 6 MW ciascuna e opere di connessione. Il peso del progetto nasce anche dalla sua storia procedurale: l’istanza di VIA risale all’11 gennaio 2021, l’avviso pubblico venne pubblicato il 19 febbraio 2021 e la Commissione tecnica VIA espresse parere favorevole nell’aprile 2022 con prescrizioni.
Il fascicolo è diventato un caso giuridico perché il dissenso del Ministero della Cultura aveva spostato la decisione verso Palazzo Chigi. La sentenza 1986/2026 del Consiglio di Stato ha chiarito che il Consiglio dei Ministri, una volta investito del conflitto tra amministrazioni, deve arrivare a un provvedimento espresso. Il sì ambientale del 4 giugno chiude dunque anche una fase di inerzia amministrativa che aveva superato la normale fisiologia del procedimento.
Cacip_25: il fotovoltaico dentro il nodo produttivo di Macchiareddu
Cacip_25 è il progetto fotovoltaico collocato nel comune di Uta, in località Macchiareddu, con opere di connessione alla Rete di trasmissione nazionale. La localizzazione pesa sul piano amministrativo perché Macchiareddu è già associata a una funzione produttiva e infrastrutturale, molto diversa dalle aree rurali dove l’impianto energetico può entrare in conflitto diretto con paesaggio agricolo e usi tradizionali del suolo.
La nostra deduzione operativa è lineare: un progetto fotovoltaico innestato in un contesto industriale sposta il baricentro del giudizio dalla sottrazione di territorio alla qualità dell’integrazione tecnica. Per questo, nel seguito dell’iter, la parte più sensibile sarà la verifica delle connessioni, dei tracciati e delle condizioni ambientali legate all’esercizio dell’impianto.
Serramanna 2: perché l’agrivoltaico richiede una verifica diversa
Serramanna 2 è l’impianto agrivoltaico da 27,1362 MWp previsto nel comune di Serramanna. La parola agrivoltaico ha un significato tecnico preciso: la produzione elettrica da fonte solare deve convivere con una funzione agricola effettiva, verificabile nella progettazione e nella gestione.
La differenza rispetto a un fotovoltaico ordinario si misura nell’uso del suolo. La compatibilità non dipende solo dalla potenza nominale, perché entrano in gioco altezza delle strutture, distanza tra le file, accessi agricoli, drenaggio e continuità produttiva. Il giudizio favorevole apre quindi una fase in cui il progetto dovrà dimostrare sul campo la tenuta dell’integrazione promessa.
I procedimenti rimasti fuori pesano ancora sulla partita sarda
Il via libera ai tre impianti lascia aperto il nodo dei progetti sui quali la Regione mantiene un dissenso sostanziale. Il punto riguarda territori del Sassarese, del Margine, del Campidano e della Trexenta, con contestazioni che toccano paesaggio, risorsa idrica, rapporto con le aree idonee e carico cumulativo delle opere.
La decisione del 4 giugno va quindi letta come una cerniera, non come chiusura dell’intera vertenza. Palazzo Chigi ha scelto i fascicoli meno conflittuali e ha lasciato fuori quelli in cui il rischio di contenzioso resta più alto. Per la Regione il messaggio è altrettanto chiaro: il dissenso pesa quando è circostanziato, collegato al sito e sostenuto da motivazioni tecniche leggibili.
Il peso reale dei 112 MW rispetto al target 2030
I circa 112 MW sardi valgono meno del 3% della potenza rinnovabile installata in Sardegna fotografata a marzo 2026, pari a 3.994,6 MW. Valgono anche poco meno del 2% dell’obiettivo aggiuntivo 2030 assegnato alla Regione dal decreto aree idonee, pari a 6.264 MW. Il dato numerico da solo racconta una parte limitata della storia.
Il peso politico è maggiore del peso statistico perché dimostra una via praticabile: i progetti avanzano quando la potenza da installare incontra una localizzazione sostenibile e una motivazione amministrativa difendibile. In Sardegna questa è la variabile che decide la velocità reale della transizione, più ancora della disponibilità di sole o vento.
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Junior Cristarella
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