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I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di giovedì 4 giugno 2026.
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ALESSANDRO CARDINALI
In genere, le nomine chiudono le questioni politiche, suggellano la fine del confronto. In alcuni casi aprono tutte le domande che quella questione aveva messo sul tavolo (l caso dell’elezione del Segretario Provinciale Pd Achille Migliorelli è l’esempio recente più emblematico). La vicepresidenza della Provincia di Frosinone ad Alessandro Cardinali è entrambe le cose insieme. (Leggi qui: Provincia, FdI scioglie il nodo: via libera a Cardinali, poi si vedrà per il Di Stefano 2).
Chiude l’immediato: Fratelli d’Italia entra nell’esecutivo di Luca Di Stefano, prende la vicepresidenza, punta a un assessorato di prima fascia. Il decreto è stato firmato a stretto giro dopo la fumata bianca arrivata all’esito del confronto con Paolo Trancassini. Un confronto interno che, a dispetto della parola «unanime» usata alla fine, unanime non era stato affatto.
Il dibattito ha rivelato due visioni. L’assessore regionale Giancarlo Righini e la presidente della Commissione Sanità Alessia Savo avrebbero preferito restare fuori dalla Giunta per conservare libertà di manovra verso le prossime elezioni provinciali, con l’obiettivo di esprimere poi un Presidente della Provincia di estrazione diretta FdI. Al tempo stesso, il deputato Massimo Ruspandini ed il presidente Saf Fabio De Angelis non contestano la possibilità di esprimere un candidato presidente FdI ma nel frattempo però fanno notare l’ovvio: i consiglieri di FdI hanno governato con Di Stefano fino all’altroieri, e voltargli le spalle adesso sarebbe politicamente inspiegabile.
Il punto di equilibrio
In quel confronto non c’i sono stati vincitori e vinti. C’è stata una sintesi politica. Che ha messo a nudo un’evidenza. I quattro consiglieri provinciali eletti, gli unici con mandato reale, hanno detto a Trancassini che volevano governare. Il dibattito si era sviluppato tra chi aveva titolo politico per parlare ma pur sempre rimanendo dietro agli eletti, che hanno un mandato reale. I diretti interessati lo hanno chiuso con il pragmatismo di chi è stato eletto per fare.
Cardinali è il volto che FdI riporta in un ruolo di visibilità provinciale. La vicepresidenza è una scuola di governo non un trampolino immediato. Ma in una Provincia dove la tradizione vuole che tutti governino insieme, avere un vicepresidente di FdI cambia il peso del Partito nell’esecutivo e sul territorio.
Sul Di Stefano bis Trancassini non chiude porte: nessuna pregiudiziale, nessun impegno. I nomi alternativi circolano già — Quadrini, Baccarini, Fiordalisio. Da qui a un anno cambieranno molte cose.
Cardinali è il primo passo. Il secondo si vedrà.
Cardinali, vicepresidenti e futuri candidati.
ALESSANDRO FIORINI
Il 66° Stormo dell’Aeronautica Militare si acquartiererà ufficialmente il 18 giugno all’aeroporto Girolamo Moscardini di Frosinone. Sui resti della gloriosa Scuola Volo Elicotteri del 72° Stormo nascera il nuovo Polo interforze per i droni militari, centro di addestramento per il pilotaggio remoto, struttura chiamata a raccogliere e razionalizzare tutte le capacità formative della Difesa nel settore. Una decisione che ha una data ufficiale e una storia molto più lunga, rimasta sempre sotto traccia o, se preferite, schermata dalle nubi. È quella del colonnello pilota Alessandro Fiorini, comandante del Moscardini, che questa storia l’ha scritta con anni di anticipo.
Quando il trasferimento del 72° Stormo a Viterbo era ancora solo una voce nei corridoi dello Stato Maggiore, Fiorini aveva già capito la direzione. Inevitabile. Perché la logica dell’organizzazione militare avrebbe unificato le scuole di volo degli elicotteri in un unico centro interforze: era una questione di efficienza, di razionalizzazione, di risorse. Ma la sua intuizione non si fermava alla diagnosi del problema: si spingeva alla soluzione.
L’uomo dietro le nubi
In anni di relazioni dettagliate inviate al Ministero con documenti tecnici, analisi strategiche, proposte operative, il colonnello ha costruito il caso per un Moscardini rinnovato e proiettato verso le nuove dottrine belliche. I droni, gli APR, i sistemi a pilotaggio remoto: quello che stava cambiando sui fronti di guerra, da Est all’Indo-Pacifico, richiedeva una risposta formativa adeguata. E Frosinone, ha dimostrato l’ufficiale pilota, per posizione geografica, infrastrutture esistenti, storia aeronautica che risale al 1939, era nella posizione ideale per ospitarla.
Nessuno ha regalato niente. Ogni riga di quelle relazioni è stata scritta sapendo che la burocrazia militare ha tempi lunghi e poi azioni fulminee, che le decisioni si prendono a Roma da chi raramente è stato a Frosinone ma sulla base di parametri immutabili che costituiscono i pilastri della strategia e della tattica. E lui li ha individuati tutti, relazionando che Frosinone era la scelta più adeguata.
Il 18 giugno arriverà il comandante del 66° Stormo. Arriverà la bandiera. Arriveranno gli avieri. E l’aeroporto Moscardini inizierà la sua seconda vita come polo nazionale per i droni militari. Fiorini sarà lì. Avrà visto giusto.
Virtute Siderum Tenus.
FLOP
MARCO TRAVAGLIO
Cinque accuse portate avanti con la precisione maniacale di chi vuole inchiodare un bersaglio. Cinque accuse però smontate punto per punto dalla Procura Generale di Milano nella verifica al parere favorevole sulla grazia a Nicole Minetti: igienista dentale la cui gloria mediatica è legata al fatto di avere frequentato la villa di Silvio Berlusconi ai tempi delle “cene eleganti” sanzionate come prostituzione di cui il Cav era inconsapevole utilizzatore finale.
Lo spettro di Berlusconi agita chi ne è rimasto orfano e non ha più un totem da attaccare. È quanto si deduce dal lavoro bis della Procura di Milano dopo gli articoli del Fatto Quotidiano che smontava le argomentazioni sulla grazia. Per i nuovi accertamenti invece i pilastri sono saldi: l’adozione senza battaglie legali, il bambino realmente malato con consulti negli ospedali citati, la legale morta in Uruguay che era favorevole all’adozione e la cui morte non configura alcuna ipotesi di reato, il volontariato documentato, e infine — la più grave — le accuse di festini e prostituzione nella villa di Cipriani, smentite dai carabinieri e dalle indagini difensive.
Sia chiaro: al Fatto Quotidiano non sono pazzi. Non inventano falsi scoop. Hanno ritenuto affidabili una serie di fonti sul posto. Ma una cosa è sollevare dubbi, evidenziando che ci sono in Uruguay narrazioni diverse. Altro è prendere per oro colato affermazioni che non sono passate attraverso alcun vaglio investigativo. È come se in Italia condannassimo chiunque finisse chiacchierato dal vicino di casa o dalla domestica messa alla porta. Le accuse vanno sempre vagliate sulla base del Codice. C’è il diritto di darne atto: specificando però che non è Verbo sceso dal Cielo ma appunto sono una versione.
La macchina del fango
Il problema è che quel materiale è diventato benzina e cartucce per la macchina del fango che i è subito attivata. Il Quirinale aveva dubitato, i salotti televisivi avevano amplificato, compresa la famosa frase sull’informativa a proposito di Carlo Nordio in Uruguay nella villa dei festini, che festini non erano. Sia chiaro ancora: non è cialtronismo italico. Proprio in questi giorni è emerso che era totalmente falsa la campagna di Stampa sulla pedofilia nella Chiesa cattolica in Canada: non esistevano le fosse comuni piene di cadaveri dei bambini abusati nei collegi.
C’è una differenza che il buon giornalismo conosce e quello dei fanghi ignora: la libertà di stampa è il presidio più prezioso che una democrazia abbia. Ma quella libertà finisce dove comincia il rischio di diffamare accreditando ricostruzioni come se fossero giornalismo investigativo. Il quale non si limita alle parole della stiratrice licenziata ma cerca e trova i riscontri oggettivi a quell’input, mettendo in mutande chi le indagini giudiziarie le ha fatte.
Ad oggi, questi sono i fatti.
Omesso controllo.
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