Una chiesa che sembra emergere dalla scogliera, con le onde che lambiscono i gradini e la luce del Tirreno che filtra dall’imboccatura della grotta. È la Chiesa di Piedigrotta, a Pizzo Calabro, uno dei santuari più originali del Mediterraneo per posizione e storia. Si tratta di un luogo dove arte popolare e devozione si intrecciano, scolpiti direttamente nel tufo tra nicchie e altorilievi. La leggenda vuole che tutto sia iniziato dopo un naufragio, trasformando una paura in promessa mantenuta.
Una chiesa scolpita e lambita dal mare: cosa si vede
Varcata la soglia, la penombra rivela una volta bassa e irregolare di roccia arenaria color miele, segnata dall’umidità salmastra. Nicchie e pareti sono un susseguirsi di statue ricavate nella pietra: santi, angeli, scene evangeliche e gruppi di figure che sembrano affiorare dalla roccia.
Tra fine Ottocento e inizi Novecento, l’artista locale Angelo Barone e il figlio Alfonso hanno ampliato l’antica cappella scavata dai marinai, trasformandola in un percorso scultoreo diffuso. L’insieme ricorda un grande presepe permanente, con volti rugosi, mani giunte e abiti liturgici ricavati da un unico blocco di tufo. Al centro della devozione si trova il quadro della Madonna di Piedigrotta, legato alla tradizione cittadina e considerato protettore dei marinai.
La tempesta e la leggenda che ha fondato Piedigrotta
La nascita del santuario affonda nella fine del Seicento, quando un gruppo di marinai napoletani venne sorpreso da una tempesta al largo di Pizzo. In stiva c’era un’immagine della Madonna: la nave si arenò, l’equipaggio si salvò e il quadro fu ritrovato sulla spiaggia. Come ringraziamento, si scavò una piccola cappella nella roccia e vi si collocò l’effigie, dando origine alla chiesa “ai piedi della grotta”, come suggerisce il toponimo.
Con il passare dei secoli la devozione crebbe, e attorno al 1880 l’intervento di Angelo Barone trasformò la cavità in un vero percorso di statue. Questa storia non resta confinata tra le pareti della grotta. Ogni anno, il 2 luglio, la comunità celebra la Festa della Madonna di Piedigrotta, preceduta da una novena che coinvolge il borgo. Il momento più atteso è la processione in mare: l’effigie esce su una barca addobbata, la “Perla Nera”, seguita da altre imbarcazioni tra fiori e bandierine.
Le informazioni per la visita: orari, biglietti, agevolazioni
La Chiesa di Piedigrotta rientra nei Musei Civici di Pizzo insieme al Castello Aragonese – noto anche come Castello Murat -, al Palazzo della Cultura e al Museo della Tonnara.
Per gli orari estivi, dal 1° marzo al 31 ottobre, ci sono aperture tutti i giorni nelle fasce 9:00-13:00 e 15:00-18:00. Nei mesi invernali, l’accesso è garantito nei weekend e festivi, con aperture su prenotazione nei feriali e pausa nella fascia centrale della giornata. Quanto alle tariffe 2026, sono previste formule pensate per visitatori singoli e famiglie, oltre ai cumulativi con il castello.
- Intero chiesa: 5 euro
- Ridotto chiesa: 3,5 euro (gruppi oltre 15 persone, scolaresche, over 65)
- Cumulativo chiesa + Castello Aragonese: 8 euro (intero), 6,5 euro (ridotto)
- Tariffa famiglia: 10 euro per la chiesa; 14 euro combinata chiesa + castello (genitori con figli 7-14 anni)
Le esenzioni riguardano residenti, minori di 6 anni, persone con disabilità con accompagnatore, titolari di tessera FAI e ICOM. Sono inoltre previste agevolazioni per chi percorre il Cammino Kalabria Coast to Coast con il “Passaporto del viaggiatore”.
Dove si trova e come arrivare
La chiesa sorge sul mare di Pizzo Calabro, in provincia di Vibo Valentia, lungo la Costa degli Dei. Dal centro storico dista circa due chilometri in direzione nord, verso la località Marinella. In auto si scende seguendo le indicazioni per Piedigrotta, con aree di parcheggio nei pressi dell’ingresso. A piedi si può partire dalla zona del santuario di San Francesco di Paola: il percorso è panoramico, ma in alcuni tratti mancano i marciapiedi, quindi è bene prestare attenzione al traffico. L’ultimo segmento è una scalinata che porta fin quasi sulla sabbia.
Da Tropea la distanza è di circa 30 chilometri, percorribili in una mezz’ora lungo costa, utile per programmare una giornata che unisce mare e borgo. In treno Pizzo è servita dalla linea tirrenica: la stazione cittadina si trova a circa 1,5 chilometri dal centro, con gli “ape calessino” attivi come piccoli taxi per salire in paese o raggiungere Piedigrotta. In alternativa si può utilizzare la stazione Vibo-Pizzo, più grande e servita da treni veloci, a pochi chilometri dal borgo.
Cosa abbinare: Pizzo, Tropea e la Costa degli Dei
Il centro storico sorge su uno sperone roccioso affacciato sul mare, con fulcro in Piazza della Repubblica. Qui si trovano la Chiesa dell’Immacolata e palazzi storici come Palazzo Mattei, oltre ai bar dove si assaggia il celebre tartufo di Pizzo, gelato IGP nato a metà Novecento: tradizionale alla nocciola, spolverato di cacao, con cuore di cioccolato fuso. A pochi passi, il Castello Aragonese – o Castello Murat – racconta la pagina conclusiva di Gioacchino Murat nel 1815, con un percorso museale che include cella e luogo della fucilazione. Il sito rientra nei Musei Civici e si può visitare anche con biglietto cumulativo insieme alla chiesa.
Tra i vicoli spiccano installazioni contemporanee come “Il collezionista di venti” di Edoardo Tresoldi, balconate panoramiche come U Spunduni e scorci fotografici come Vico Bene e il Vicolo dei Baci, decorato con richiami cinematografici.
Per un itinerario più ampio, da Pizzo si raggiungono facilmente Tropea, con il centro sospeso sulla rupe e le spiagge ai piedi del santuario di Santa Maria dell’Isola, e Capo Vaticano, celebre per le scogliere bianche e il mare turchese. Verso sud, la Costa Viola e Scilla permettono di completare un percorso che unisce borghi, mare e cucina.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Scolpita nella roccia a due passi dalle onde: l’incredibile chiesa sulla spiaggia nata da un naufragio
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