Le fiamme sono durate meno di un’ora, ma sono bastate per riaccendere uno dei casi più discussi degli ultimi anni a Trapani. Ieri pomeriggio un incendio di sterpaglie è divampato ai margini dei campetti gialli di viale Marche, nel quartiere Sant’Alberto, riportando sotto i riflettori il degrado dell’area sportiva comunale e aprendo immediatamente uno scontro politico tra opposizione e amministrazione.
Da una parte il consigliere comunale Tore Fileccia, che parla di “incuria” e di una struttura lasciata nell’abbandono. Dall’altra il Comune, che attraverso l’assessore allo Sport Andrea Genco respinge le accuse e sostiene che si tratti di un possibile episodio riconducibile a un atto vandalico, ricordando che sui campetti esistono già procedure di affidamento, bandi pubblici e una nuova delibera pronta per essere approvata. Sullo sfondo resta un impianto sportivo che da anni alterna promesse di rilancio, interrogazioni consiliari, progetti mai decollati e immagini di degrado.
L’intervento dei Vigili del fuoco
L’allarme è scattato intorno alle 15.20. Secondo quanto riferito dai Vigili del fuoco, l’intervento ha riguardato alcune sterpaglie presenti al confine dell’impianto.
“La squadra è uscita su segnalazione di un cittadino e ha operato lo spegnimento delle sterpaglie che si trovavano a confine dei campetti gialli, facendo rientro in centrale intorno alle 16.10. Non c’è altro”, spiegano dal comando provinciale.
Prima dell’incendio sarebbero però arrivate anche segnalazioni sulla presenza di alcune persone all’interno della struttura.
Ed è proprio questo il punto sul quale insiste l’assessore Andrea Genco.
Genco: “Non è l’incuria ad avere provocato l’incendio”
Secondo l’assessore allo Sport, infatti, non si può sostenere che i campetti abbiano preso fuoco a causa dell’incuria.
“Ci era stato segnalato che c’erano persone all’interno dei campetti. Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di mandare qualcuno perché subito dopo ci è stato comunicato che era divampato l’incendio”, spiega Genco.
L’assessore precisa anche di non potere attribuire responsabilità precise né dire chi fosse presente nell’area poco prima del rogo.
Ma soprattutto respinge l’idea che il Comune non si sia occupato della struttura.
Il bando del 2024 andato deserto
Secondo Genco, infatti, nel 2024 il Comune aveva già pubblicato un avviso pubblico per l’assegnazione dei campetti gialli attraverso la procedura prevista dall’articolo 5.
Il problema è che il bando sarebbe andato completamente deserto.
“Non è vero che il Comune non abbia fatto nulla. Il bando è stato pubblicato ma nessuno ha presentato offerte”, sostiene l’assessore.
Negli ultimi mesi sarebbero inoltre arrivate manifestazioni di interesse da parte di soggetti interessati alla gestione dell’impianto.
Una di queste, secondo quanto riferito dall’assessore, sarebbe formale e datata 5 marzo.
La nuova delibera pronta
L’assessore rivela anche un altro elemento destinato ad alimentare il dibattito politico.
Secondo quanto riferito, sarebbe già pronta una nuova delibera di indirizzo per ripubblicare il bando sui campetti gialli.
La delibera sarebbe stata predisposta già nei giorni precedenti all’incendio e destinata alla pubblicazione proprio in queste ore.
“L’atto era già stato predisposto e inviato agli uffici prima dell’incendio”, spiega Genco, sottolineando che l’obiettivo dell’amministrazione è tentare nuovamente l’assegnazione della struttura.
Secondo l’assessore, inoltre, l’area potrebbe finalmente trovare un gestore proprio grazie ai nuovi interessamenti emersi negli ultimi mesi.
L’attacco di Fileccia
L’incendio ha però immediatamente riacceso la polemica politica.
Durissimo il commento del consigliere comunale Tore Fileccia, che da anni porta avanti interrogazioni sulle condizioni dell’impianto.
“L’incuria di questa amministrazione. I posti prendono fuoco o sono esposti all’appiccamento se rimangono in stato di abbandono. I campetti gialli di viale Marche, più volte protagonisti delle interrogazioni da tre anni a questa parte, oggi hanno preso fuoco”, ha scritto Fileccia.
Il consigliere ha poi attaccato il sindaco anche sul piano politico:
“Invece di parlare di lavanderie caro sindaco occupati di ciò che dovrebbe essere primario”.
Il degrado dei campetti gialli.
I campetti gialli di viale Marche sono da anni uno dei simboli più evidenti del degrado urbano nel quartiere Sant’Alberto.
Un tempo utilizzati da associazioni sportive e frequentati da ragazzi e famiglie, oggi appaiono circondati da erbacce, recinzioni deteriorate e strutture vandalizzate.
Già nel 2022 venivano descritti come un impianto devastato dall’abbandono: rifiuti ingombranti, spogliatoi inutilizzati e totale assenza di attività sportive stabili.
Una situazione che negli anni ha alimentato interrogazioni, polemiche e accuse reciproche.
Il project financing mai partito
Nel 2024 lo stesso Fileccia aveva ricordato anche un altro capitolo della vicenda.
Secondo il consigliere, in passato sarebbe esistito un project financing privato da circa 400 mila euro per riqualificare l’area e realizzare campi da padel.
Ma il progetto non sarebbe mai partito e i privati, stanchi di attendere risposte, avrebbero poi investito altrove.
Nel frattempo, sosteneva il consigliere, i campetti gialli erano rimasti “luogo di erbacce e degrado”.
Le “lavanderie” e lo scontro con Antonini
Nel suo post Fileccia ha richiamato anche l’ultima polemica che sta infiammando la città: quella sulle “lavanderie”.
Il riferimento è alle parole pronunciate dal sindaco Giacomo Tranchida durante i festeggiamenti per lo scudetto dell’Handball Erice.
Dal palco, parlando delle piazze storicamente legate ai festeggiamenti sportivi, il sindaco ha detto che quelle stesse piazze “oltre risultati importanti nel calcio e nel basket si sono rivelate anche delle lavanderie”.
Una frase interpretata dal patron di Trapani Calcio e Trapani Shark Valerio Antonini come un riferimento diretto alla sua persona.
Antonini ha infatti annunciato possibili azioni legali se il sindaco non dovesse chiarire il significato delle sue parole.
Il nodo vero
Al di là delle polemiche, però, resta un dato evidente.
I campetti gialli continuano a rappresentare uno spazio pubblico irrisolto.
Per il Comune esistono bandi, delibere e tentativi di rilancio.
Per una parte dell’opposizione restano anni di degrado e promesse incompiute.
Nel mezzo c’è un quartiere che continua a convivere con un impianto sportivo chiuso, vandalizzato e ancora senza una funzione stabile.
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redazione@tp24.it (Marco Marino)
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