13 leggi e più controllo


Per capire il peso reale di questi numeri bisogna separare la quantità delle leggi dal lavoro istituzionale che le circonda. Il 2025 è un anno di attività meno concentrata sui testi primari e più orientata agli strumenti di controllo.

Nota di lettura: il punto decisivo va oltre la sola riduzione delle leggi approvate. Conta soprattutto il rapporto tra tempi dei procedimenti, riordino normativo e attività ispettiva.

Il saldo del 2025: poche leggi e molta attività di controllo

Il 2025 è il primo anno pieno della XII legislatura regionale: le elezioni si sono tenute il 17 e il 18 novembre 2024 e la prima seduta dell’Assemblea è arrivata il 13 dicembre. Questo calendario spiega perché i primi mesi abbiano assorbito la sessione di bilancio dopo l’esercizio provvisorio. Da qui deriva il tratto più leggibile dell’anno: una produzione legislativa contenuta con un aumento degli strumenti di indirizzo e sindacato ispettivo.

Tredici leggi in 39 giorni medi

Il tempo medio di approvazione, 39 giorni, indica una macchina legislativa rapida quando il progetto arriva a maturazione. Il dato va letto insieme alla distribuzione dei testi: prevalgono le leggi collegate alla finanza regionale e alla manutenzione del quadro normativo. L’efficienza procedurale, quindi, riguarda soprattutto provvedimenti con un perimetro tecnico già definito.

Il calendario rivela una produzione a blocchi

L’elenco ufficiale delle leggi 2025 mostra due grandi addensamenti a marzo e luglio, seguiti da un pacchetto di fine dicembre. A marzo si chiude la costruzione del bilancio 2025-2027. A luglio arrivano rendiconto e assestamento insieme alla legge di riordino n. 9. A dicembre entrano in campo il bilancio 2026-2028 e la disciplina sugli immobili destinati a locazione breve.

Iniziativa legislativa e approvazione: il passaggio che pesa

Il rapporto segnala una lieve prevalenza dei progetti di legge di iniziativa assembleare, 14 contro 13 della Giunta. La produzione effettiva racconta uno sbocco diverso: tutte le 13 leggi approvate nel 2025 risultano presentate dalla Giunta regionale. Il dato serve a distinguere la capacità di proposta dei consiglieri dalla capacità di trasformare quel progetto in legge entro l’anno.

561 leggi vigenti: il 29% è una quota residua

Il numero 561 fotografa la quota residua del sistema normativo regionale. Il Rapporto parte dal totale delle leggi regionali approvate dalla prima legislatura, pari a 1.946. A quel totale si sottraggono 1.057 leggi abrogate e 328 testi di carattere finanziario. Arriva così la fotografia di un corpus normativo più asciutto, pari al 29% dell’intera produzione storica.

La legge n. 9 come punto tecnico del riordino

La legge regionale n. 9 del 25 luglio 2025 è il passaggio più esplicito sul terreno della semplificazione. Il suo oggetto riguarda l’abrogazione e la modifica di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la sessione europea 2025. La finalità dichiarata è alleggerire il sistema regionale da norme ormai prive di operatività e riallineare testi superati, rendendo più controllabile il corpo legislativo.

Delegificazione: dove finisce la legge e dove iniziano gli atti

La delegificazione compare in 7 delle 13 leggi approvate, cioè nel 54% del totale. Il Rapporto registra 22 rinvii alla Giunta regionale, uno alla Regione e uno all’Assemblea. Qui si vede il punto tecnico della stagione: la legge definisce il quadro primario e sposta l’esecuzione su atti successivi, con un beneficio potenziale sui tempi e un vincolo più forte sul controllo degli esiti.

Commissioni più decisive dell’Aula

Nel 2025 il baricentro modificativo è stato nelle Commissioni. Il 92% delle leggi ha subito emendamenti in Commissione, a fronte del 23% in Aula; gli emendamenti approvati sono 62 nella fase istruttoria e 5 nella decisione d’Aula. La conseguenza pratica è chiara: la qualità del testo si forma prima del voto finale.

Gli atti di indirizzo misurano la pressione politica

Gli atti di indirizzo salgono a 456. Il confronto più solido è con il 2023, che ne contava 283, perché il 2024 è stato inciso dal ciclo elettorale. La crescita del +61% dice che l’Assemblea ha usato risoluzioni e ordini del giorno come strumento di pressione politica, soprattutto dove la produzione legislativa richiede passaggi istruttori più lunghi.

Interrogazioni e interpellanze: il controllo torna centrale

Il sindacato ispettivo è il vero indicatore di intensità politica: 1.171 interrogazioni e 80 interpellanze. Nel 2024 erano 682 e 28. L’aumento sposta parte del lavoro dal voto sulla legge al controllo puntuale sull’azione della Giunta, con richieste di chiarimento più frequenti su atti amministrativi e tempi di attuazione delle scelte settoriali.

Accesso agli atti: 751 richieste cambiano la profondità del controllo

Le richieste di accesso agli atti diventano 751, rispetto alle 497 dell’anno precedente. È un segnale operativo più che simbolico: i consiglieri ricorrono alla documentazione amministrativa per costruire iniziative politiche con maggiore densità istruttoria e interrogazioni più circostanziate.

Udienze, audizioni e petizioni indicano dove maturano i dossier

La fase conoscitiva registra 9 udienze e 48 audizioni. A questo canale si affiancano 4 petizioni, utili a misurare l’ingresso di sollecitazioni civiche nel procedimento. In un anno con poche leggi approvate, l’ascolto formale aiuta a capire quali dossier stanno maturando fuori dal voto finale.

La finanza regionale domina la mappa dei testi

La classificazione per macrosettori spiega perché il bilancio domini il 2025: 7 leggi rientrano nella finanza regionale. Il resto si distribuisce fra territorio e ambiente, sviluppo economico, ordinamento istituzionale e testi multisettoriali. Questa composizione conferma che la manutenzione del sistema pubblico ha assorbito più spazio della produzione di nuove politiche di settore.

Energia e rinnovabili: perché il dossier resta decisivo

Nel capitolo energetico la relazione segnala consumi finali inferiori del 6% rispetto allo scenario di riferimento europeo. Questo dato va letto accanto alla nuova disciplina regionale sulle aree idonee per le rinnovabili, che abbiamo ricostruito nel nostro approfondimento sulla legge regionale su rinnovabili e SAU. La ragione è concreta: l’energia richiede norme meno numerose e più coordinate con pianificazione territoriale e autorizzazioni legate all’uso del suolo.

Il profilo di tenuta costituzionale

La legislazione 2025 contiene anche un profilo di tenuta costituzionale. La legge regionale n. 10 del 19 dicembre 2025 sulle locazioni brevi è stata oggetto di ricorso governativo limitato ad alcuni articoli. Per l’Assemblea questo significa che la qualità normativa deve reggere il confronto sulle competenze legislative oltre alla prova dei tempi di approvazione.

Statuto e Regolamento: il cantiere politico successivo

La traiettoria indicata dal presidente Maurizio Fabbri lega semplificazione normativa e rinnovamento istituzionale. Il cantiere su Statuto regionale e Regolamento dell’Assemblea diventa il punto naturale di caduta: se il numero delle leggi diminuisce, le regole interne devono rendere più visibile come nasce il testo e come viene controllata la sua applicazione.


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 Junior Cristarella

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