Paola e la Paolana perdono non solo un uomo di sport ma un pezzo della loro storia con la scomparsa di Francesco Maddalena, mitico terzino sinistro della Paolana degli anni Cinquanta e Sessanta e poi allenatore ma soprattutto educatore di tante giovani generazioni. In queste ore sono in tanti a manifestare il loro cordoglio.
La USD Paolana 1922 si unisce con profondo dolore al lutto per la scomparsa di Francesco Maddalena, storico calciatore e allenatore biancazzurro🖤
Figura autentica del nostro calcio, Francesco non è stato soltanto un uomo di sport, ma un esempio raro di dedizione, cuore e appartenenza. Ha vissuto questa maglia con intensità assoluta, mettendo sempre la passione davanti a tutto, senza mai cercare riflettori, ma lasciando ovunque passasse un segno netto, umano prima ancora che sportivo.
Oggi perdiamo una parte della nostra storia, ma soprattutto perdiamo una persona vera, di quelle che rendono un ambiente più grande, più sano, più vivo. Persone così non si sostituiscono: si ricordano, si custodiscono e si onorano.
Alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che lo hanno amato e condiviso con lui il percorso biancazzurro, va il nostro abbraccio più sincero e profondo.
Ciao Francesco, resterai per sempre nei nostri colori, nella nostra storia e nel nostro cuore.
Noi, dal canto nostro, riportiamo quello che pubblicammo qualche anno fa, in occasione del Centenario dell’Us Paolana 11922.
Era il 9 agosto del 1922 quando un gruppo di “pionieri” capeggiato da Eugenio Tarsitano fondava la U.S. Paolana. Colori sociali bianco e azzurro. Erano altri tempi, ma la passione di quegli uomini era unica. Allora la Paolana non praticava solo il calcio. Nuoto, ciclismo, atletica, boxe erano gli altri palcoscenici in cui molti suoi atleti si cimentavano. Il Tirreno cosentino è sempre stato all’avanguardia nella pratica calcistica. A Scalea, ad esempio, già nel 1912 era nato il Brutium Football Club e anche a San Lucido si giocava a pallone in maniera più o meno ufficiale dal 1918. La Paolana, dal canto suo, dopo la fondazione, gioca partite ufficiali contro il Cosenza Football Club già nel 1926 e nel 1927 batte per 2-0 la Juventus Cosenza nella quale gioca, tra gli altri, il popolare “Permesso” Pellicori. I “punti della vittoria”, come si diceva una volta, sono opera di Sangineto e Rocci…
Nel 1938 Paolana e San Lucido disputano il campionato di Prima Divisione insieme al Cosenza B, al Crotone, al Locri e alla Vigor Nicastro. Sarà il primo di diversi campionati di Prima Divisione che in quei tempi rappresentavano un palcoscenico ambizioso. Poi si arriva agli anni della Seconda guerra mondiale ed una magnifica Paolana conduceva la classifica quando le bombe iniziavano a calare sulla città. I giocatori partirono per il fronte e si unirono ai loro commilitoni per vincere l’ultima e decisiva partita. Tarsitano, comunque, non abbandonava il suo giocattolo e nonostante la miseria e la povertà di quei tempi, si ricominciava.
LA PAOLANA DI TARSITANO
Rinasceva pian piano anche il calcio e non c’è dubbio che il periodo migliore del calcio tirrenico e della Paolana in particolare sia stato quello che va dagli inizi degli anni Cinquanta fino alla fine degli anni Ottanta. Quasi 40 anni nel corso dei quali Paola ha vissuto grandi passioni calcistiche tra i campionati regionali di Promozione e interregionali di Serie D e ha offerto grandissimi talenti al calcio nazionale.
Nel 1949 inizia ufficialmente il ciclo della Paolana dello storico e leggendario presidente Eugenio Tarsitano, al quale è intitolato lo stadio di Paola. La squadra allenata da Di Giulio vince il girone D del campionato di Prima Divisione e arriva anche alla finale del campionato Ragazzi cedendo solo alla straordinaria formazione dei Boys Demaria, la squadra giovanile del Cosenza fortemente voluta dal mitico Campione del mondo 1938, l’oriundo italo-argentino Attilio Demaria, che aveva concluso la sua carriera con la maglia rossoblù del Cosenza. In quella Paolana giocava il capostipite della famiglia Maddalena, che tanti talenti avrebbe dato al calcio paolano, i fratelli Calomino, Fiorita, Vanzillotta, Argentino, Contini, Intelisano, Sarpa, Verducci, Brogna e Cilento. Sono i nomi di tante famiglie calcistiche della città di Paola, nomi che mai come oggi meritano di essere ricordati e di rimanere nella storia.
Nel 1950-51 la Paolana di Tarsitano è l’unica squadra calabrese inserita nel girone campano del campionato di Promozione e riesce a salvarsi con pieno merito. La formazione titolare era la seguente: Pellizzari, Crocicchio, Santacroce; Calomino II, Alò, Ferrario; Massara I, Massara II, Piazza; Leonetti, Gimondo.

Tito Massara, Ulderico Alò e Ubaldo Leonetti erano stati tra le colonne del Cosenza prima della Seconda guerra mondiale. Si mettono in evidenza anche il più grande dei fratelli Calomino, ottimo mediano, i fratelli Maddalena – uno mezzala sinistra e l’altro terzino sinistro – e la mezzala destra Cirillo.
LA SERIE A DEI DILETTANTI
La complessa ristrutturazione organizzativa del calcio italiano attuata dalla FIGC con la stagione 1952-53, che vide l’istituzione della Serie C a girone unico e della IV Serie, fu completata dalla nascita del campionato di Promozione Regionale organizzato sulla dimensione di ogni singola regione su di 1 o più gironi a seconda delle diverse dimensioni..
Era così nato il campionato più appassionante, la vera Serie A dei dilettanti, ad alto livello tecnico con sfide molto sentite in tutta Italia: fucina di campioni e di società in crescita con un grande pubblico in tempi nei quali la televisione non c’era ancora e quando arrivò limitò la trasmissione del calcio a un tempo di una partita di Serie A messa in onda in differita alle 19 della domenica. Nella stagione 1952-53, la Promozione era il quinto livello del calcio italiano, il primo livello regionale.
Per ottenere la promozione in IV Serie non era sufficiente vincere il campionato. La Federazione, nel valutare i titoli sportivi ottenuti sul campo, avrebbe promosso alla categoria superiore le società in possesso di un impianto sportivo delle misure utili stabilite per la partecipazione alla IV Serie e che avessero solidità economica tale da poter sostenere le spese della gestione di quel campionato nazionale.
Il campionato fu strutturato in vari gironi all’italiana su base regionale, gestiti dai Comitati Regionali di competenza. Le squadre che vincevano il proprio girone rientravano nel lotto delle squadre proposte all’ammissione alla categoria superiore anche se non si aggiudicavano il titolo di Campione Regionale di Promozione messo sempre in palio da ogni Lega Regionale anche nel caso i gironi fossero più di uno. In Calabria la prima società vincitrice della “Serie A dei Dilettanti” fu proprio la Us Paolana del presidente Tarsitano.
LA PRIMA VOLTA IN QUARTA SERIE
La Paolana approdava in IV Serie per la prima volta in un clima di festa generale. Gli “eroi” della promozione insieme all’allenatore Di Giulio sono i fratelli Calomino, il centromediano Ferrario, la fortissima ala destra Tito Massara, il granitico Cirillo e l’altra estrema Gimondo. Sono loro che formano il “nucleo storico” capace di quella grande impresa.
Nella stagione successiva, 1953-54, la Paolana si trovava a sfidare squadroni del calibro di Cosenza, Reggina, Bari, Avellino, Crotone, Marsala, Trapani e Cavese. I biancazzurri schierano: Gisberti (il mitico portiere cosentino classe 1916 ormai a fine carriera); Calomino I, Calomino II, Basilico, Graziani, Ferrario, Massara, Cirillo, Petrini, Dall’Ora e Gimondo. Tra gli altri titolari Crocicchio e Piccinini. La Paolana si salva alla grande, togliendosi soddisfazioni impensabili alla vigilia del campionato. A Reggio Calabria impone il pareggio agli amaranto e nei derby col Cosenza riesce a ottenere in entrambi i casi un più che onorevole pareggio, con lo stesso risultato di 1-1. A Paola segnerà il centravanti Petrini, al “Morrone” sarà Dall’Ora a pareggiare il gol iniziale di Ferrara.
La bella avventura finirà nella stagione successiva nonostante tanti risultati di rilievo come lo 0-0 ottenuto al “Morrone” contro i cugini del Cosenza. Un risultato che convinse “Il Rigore” a titolare “San Francesco ha fatto il miracolo…”. Insieme ai vari Calomino, Ferrario, Fiorita e Cirillo giocavano tra gli altri il centravanti Aurelio Pavesi, che alla fine degli anni ’40 segnò valanghe di gol in Serie B con Lecce e Palermo ed era reduce da due stagioni con il Cosenza, il portiere De Pasquale, il terzino Pennino, i mediani Vittorio Veneziano e Filippelli e le ali Grupillo e Losso.
LA SOCIETA’ GIOVANILE “PIO XII”: FRANCESCO MADDALENA, ALFREDO CIANNAMEO E ANTONIO VITA

E’ in questo periodo che si mette in evidenza il terzo dei fratelli Maddalena, il terzino Francesco, che nel 1956 approderà, con alterne fortune, al Cosenza. Francesco Maddalena è stato senz’altro uno dei migliori giocatori paolani di tutti i tempi. Era un terzino potente, agile, che ha sempre offerto ampie garanzie di rendimento. Spesso si inseriva in attacco concludendo anche in modo spettacolare a rete. Maddalena si era rivelato dalla società giovanile “Pio XII”, la squadra del Convento dei Minimi, tra le prime in Calabria ad avere l’opportunità di fondare il suo NAGC (Nucleo Addestramento Giovani Calciatori) grazie all’opera di grandi dirigenti come Arturo Maione e Francesco Storino. Il palmares di questa società è impressionante: Campione provinciale Juniores e Allievi 1958-59; Campione regionale Juniores 1959-60. I ragazzi della “Pio XII” faranno successivamente le fortune della storica Us Paolana, che nel 1960-61 tornerà a vincere il campionato di Promozione e resterà in Serie D fino al 1969. Nello stesso periodo la Paolana conquisterà il titolo Juniores per le società dilettanti calabresi nel 1960-61 e nel 1961-62. Oltre a Maddalena, i Campioni più rappresentativo di quegli anni furono l’attaccante Alfredo Ciannameo e il terzino Antonio Vita, quest’ultimo – recentemente scomparso – era stato a tutti gli effetti l’erede di Francesco Maddalena.
TONINO VITA, IL “FACCHETTI DEL SUD”
“Nel 1961 avevo soltanto quindici anni e ne servivano almeno sedici per firmare il primo cartellino della Lega Dilettanti. La mia Paolana era stata promossa in serie D e il “presidentissimo” Tarsitano voleva a tutti i costi farmi giocare con la prima squadra, nella quale il “golden boy” era un altro ragazzino, un anno più grande di me, Alfredo Ciannameo. Ci dissero che l’unico mezzo per non incorrere nei fulmini della Lega era quello di chiedere un permesso. Ce lo accordarono. Fu così che diventai un calciatore vero…”.
Il racconto in presa diretta è di Antonio Vita, per tutti semplicemente Tonino, classe 1945, terzino destro di grande spessore, tra i migliori prodotti della fertile “scuola paolana” e in seguito bandiera del Cosenza.
IL PERIODO PAOLANO
“Quando ho iniziato a giocare mi piaceva stare in avanti e vivevo per il gol – continua -. Ma il mio primo maestro di calcio, il tecnico della Paolana Vasco Lenzi, mi ha impostato in maniera diametralmente opposta. Terzino destro… Non ho battuto ciglio: dopo qualche allenamento mi sentivo già a mio agio ed ero pronto per iniziare il mio primo campionato di serie D”. Ne giocherà tre consecutivi con la maglia biancazzurra della squadra della sua città. Tre campionati nei quali la Paolana si salverà senza patemi d’animo al cospetto di agguerritissime squadre campane e siciliane e pochissime calabresi, tra le quali la Morrone e il Locri. “Con Ciannameo – riprende Vita – abbiamo giocato insieme soltanto un anno. Alfredo se n’è andato prestissimo alla Spal, in serie A. Io giocavo con la maglia numero due, dalla quale non mi sarei più staccato. Insieme a me in difesa c’era il mitico Francesco Maddalena, terzino sinistro, che aveva vissuto gli anni belli della Paolana di metà anni Cinquanta e che aveva avuto l’ebbrezza di passare al “grande Cosenza” e i fratelli Sarpa, Vittorio e Ippolito, due pilastri. In mediana il più grande dei fratelli Pasquino, Franco e il napoletano Biccari. In avanti giocavano anche Raise, fratello del terzino che era diventato simbolo del Catanzaro e Melli, un ragazzo del Nord. Sai chi è il figlio? Quell’Alessandro che negli anni Novanta ha giocato in serie A con il Parma di Nevio Scala…”.
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