Ministra Locatelli, a che punto siamo? Le risposte su dieci temi cruciali


La riforma sulla disabilità è in corso e procede la sperimentazione a ritmi serrati. I problemi tecnici iniziali sono stati superati e i territori stanno lavorando molto seriamente in rete, soprattutto sul tema del Progetto di vita, in particolare su Brescia, dove le buone pratiche e l’esperienza stanno diventando davvero un buon modello da diffondere. Ci sono naturalmente ancora tante cose da migliorare e da fare, non mi aspetto che dal primo gennaio 2027 tutti abbiano compreso fino in fondo la portata di questa riforma o la sappiano applicare pienamente, ma continuerà l’accompagnamento da parte del Ministero e abbiamo già formato più di 7mila persone, credo che arriveremo a formarne 10mila entro la fine dell’anno. È un ottimo risultato, bisogna proseguire con la formazione e l’informazione.

1. Riforma disabilità e sperimentazione del Progetto di Vita

La riforma è in corso, il 1° gennaio 2025 la sperimentazione è partita in nove province, se ne sono poi aggiunte altre 11 e adesso siamo a 60. Proseguiremo con la formazione anche delle ultime province per completare il piano formativo su tutto il territorio italiano e dal 1° gennaio 2027 tutti dovranno partire con la piena applicazione delle nuove metodologie di presa in carico delle persone con disabilità sia dal punto di vista della valutazione di base che dal punto di vista del Progetto di vita.

2. Riforma dell’indennità di accompagnamento

L’accompagnamento, vista quale provvidenza economica di sostegno alla non autosufficienza, è una di quelle misure universali in capo al Ministero del Lavoro. Intanto il d.lgs. n. 62/2024, individuando una modifica dei criteri per il riconoscimento della condizione di disabilità durante la valutazione di base, consente un’individuazione più puntuale, caso per caso, del profilo di funzionamento della persona nei domini della mobilità e dell’autonomia nelle attività di base e strumentali agli atti di vita quotidiana, utili proprio anche al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. Tali criteri già nella fase di sperimentazione della riforma sono attuabili per le valutazioni di coloro che hanno disturbi dello spettro autistico, sclerosi multipla e diabete mellito di tipo 2.

3. Legge sul caregiver familiare

La legge, approvata dal Consiglio dei Ministri a gennaio, ha iniziato il suo iter parlamentare ed è in corso di trattazione alla Commissione XII alla Camera dei deputati. Sono arrivati gli emendamenti, noi abbiamo già dato i pareri, siamo in attesa di quelli del Mef.

Il problema non è la disabilità. Il problema è un mondo progettato come se le persone con disabilità non esistessero. Parte da qui l’inchiesta di VITA magazine di giugno, un numero che scardina il principio dell’inclusione alla ricerca di una convivenza possibile.
DISABILITÀ, L’INCLUSIONE NON BASTA

4. Revisione dell’amministratore di sostegno

Si tratta di un tema di grande attualità e particolare delicatezza, sul quale è necessario intervenire con determinazione, come peraltro evidenziato anche dal Comitato ONU. Ritengo fondamentale dare un segnale forte a tutela della dignità della persona, attraverso l’abolizione dell’istituto dell’interdizione e la sua sostituzione con una riorganizzazione e una più adeguata rimodulazione dei compiti degli amministratori di sostegno. In questa prospettiva, abbiamo inserito nella legge di semplificazione per il 2025 l’articolo 17, che prevede una delega finalizzata al graduale superamento sia dell’interdizione sia dell’inabilitazione, accompagnato da una revisione strutturale dell’amministrazione di sostegno. Su questo fronte è attualmente in corso un lavoro con il Ministero della Giustizia, volto a sbloccare una riforma tanto rilevante quanto necessaria, nell’interesse della dignità e della qualità della vita delle persone.

5. Inclusione scolastica, insegnanti di sostegno, assistenti all’autonomia e alla comunicazione

Si tratta di tematiche trattate direttamente dal ministero dell’Istruzione e del Merito. Il ministro Valditara sta lavorando molto bene nella direzione di garantire continuità nel sostegno e maggiore formazione. Sul tema dell’autonomia e della comunicazione, noi che gestiamo il fondo, abbiamo aggiunto risorse rispetto al passato, ma naturalmente non sono mai sufficienti per coprire totalmente le spese che comunque sono di competenza degli enti locali. Personalmente credo che da qui e per il futuro bisognerà immaginare che tutti gli insegnanti debbano essere formati sul tema della gestione della persona con disabilità, con difficoltà relazionali, con comportamenti complessi, visti i numeri crescenti.

6. Revisione legge sul “Dopo di noi” e restituzione dei fondi non spesi

Il Fondo per il “Dopo di noi” è gestito dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Su questo tema, abbiamo svolto un ruolo di coordinamento del tavolo tecnico, finalizzato a elaborare una proposta di modifica della legge n. 112 del 2016. Il tavolo ha concluso i propri lavori e i risultati saranno messi a disposizione del ministero del Lavoro, quale base per le successive valutazioni e iniziative normative. La proposta di legge si muove in una direzione innovativa, mirando ad ampliare il concetto stesso di “Dopo di noi”, valorizzando con forza la dimensione del “Durante noi”. L’intento è infatti quello di promuovere percorsi di autonomia già nel corso della vita dei familiari, affinché le persone con disabilità possano costruire progressivamente il proprio progetto di vita indipendente.

7. Ritardi sul Fondo non autosufficienza

Il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali il 27 maggio ha comunicato l’avvenuta registrazione da parte della Corte dei Conti del decreto di adozione del Piano nazionale per la non autosufficienza e del riparto del relativo fondo. Il riparto avviene in stretto raccordo con le Regioni, secondo un processo condiviso. Si tratta di un fondo nato nel 2007 con una dotazione iniziale pari a 100 milioni di euro, che nel tempo è stato progressivamente rafforzato fino a raggiungere oggi oltre 1 miliardo di euro di risorse annuo. Questa crescita costante riflette l’aumento dei bisogni e della rilevanza del sostegno alle persone non autosufficienti.

8. Norme sull’inclusione lavorativa

Sono profondamente convinta della necessità di una modifica della legge 68 anche per tener conto sempre di più del ruolo degli enti del Terzo settore, fondamentale per continuare a garantire soprattutto l’impiego delle persone con disabilità intellettive e relazionali, proprio con un ruolo che dovrebbe essere sempre più riconosciuto nell’accompagnamento all’inserimento lavorativo sia pubblico che privato. Dobbiamo continuare a stimolare le aziende affinché si comprenda pienamente che investire sulle capacità di ogni persona è importante per far crescere la stessa azienda. Anche per le persone con disabilità fisica, sensoriale o con malattie cronico degenerative, rare o oncologiche è necessario potenziare e implementare tutele e possibilità di inserimento lavorativo a partire dalle competenze e per valorizzare le potenzialità di ognuno.

9. Nuovo Piano d’Azione triennale sulla disabilità

Il nuovo Piano d’azione, approvato dall’Osservatorio nazionale e presentato in occasione del 3 dicembre a Palazzo Chigi, è un piano operativo e concreto con 7 linee di intervento strategiche, che nel loro insieme comprendono 66 linee di azione. È stato elaborato con tanta attenzione, e con il contributo di tutti i membri dell’Osservatorio, e anche di altre associazioni e enti che hanno partecipato attraverso audizioni e suggerimenti. Ringrazio per questo il professore Serafino Corti, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, e gli altri coordinatori.

Primo G7 sulle persone con disabilità e Carta di Solfagnano, due anni dopo

Grazie all’Italia stiamo spingendo un cambio culturale enorme, non solo nel nostro Paese, ma a livello internazionale. Aver dimostrato che per noi il tema dell’inclusione e della valorizzazione delle persone e quindi anche il rispetto del mondo della disabilità sono una priorità, ha significato dare un segnale forte. L’abbiamo fatto organizzando il primo G7 al mondo dedicato alle persone e all’inclusione e ancora oggi parliamo del documento finale, la Carta di Solfagnano, che contiene otto principi firmati da tutti i paesi membri G7. Stiamo lavorando sulle otto priorità della Carta, ispirate alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità: penso al tema dello sport e alle diverse misure a sostegno dell’inclusione lavorativa. Penso al bando Vita & Opportunità con uno stanziamento di risorse mai visto prima per costruire percorsi nella dimensione abitativa, lavorativa e ricreativa. Penso alle risorse sul turismo accessibile e alle terapie complementari. Ci stiamo impegnando per primi ad applicare i principi della Carta con politiche concrete che mirano a migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

Il testo è stato pubblicato sul numero di VITA di giugno, titolato Disabilità, l’inclusione non basta. Se hai già un abbonamento, leggi subito qui la tua copia digitale. Se vuoi abbonarti (o regalare un abbonamento) e avere accesso all’archivio di VITA e ai contenuti dedicati agli abbonati (infografiche, newsletter, focus book), clicca qui.

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 Sara De Carli

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