Una ripresa già conosciuta mantiene stabile la messinscena. Il congedo concentra l’attenzione sul lavoro dell’interprete e sulla forma assunta oggi da una parte frequentata per oltre trecento recite.
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La prima del 21 giugno ha aperto le tre recite di Jaho
Radio3 ha trasmesso dal vivo la prima di domenica 21 giugno. Quella serata ha aperto le tre apparizioni romane di Jaho. Le altre due cadono venerdì 26 e martedì 30 giugno alle 20. L’ultima coincide con la fine dell’intera serie.
Le colleghe occupano le recite intermedie. Jaho rientra ogni volta dopo un diverso assetto di compagnia. Le prove riassestano gli attacchi e l’agogica condivisa con partner vocali differenti.
Più di trecento recite prima del congedo
Il conteggio adottato dal Teatro dell’Opera supera le trecento rappresentazioni. Violetta ha accompagnato Jaho alla Royal Opera House di Londra e al Teatro Real di Madrid, oltre che in numerose altre sale. Una frequenza simile attraversa periodi diversi della stessa carriera. Il Costanzi è la sede scelta per chiudere questa lunga frequentazione.
Jaho ha raccontato ad ANSA di avvertire esaurita l’energia destinata a Violetta e di sentire compiuto ciò che aveva da affidarle. La decisione appartiene all’interprete e arriva dopo una presenza eccezionalmente lunga nella stessa parte.
Il conteggio riguarda le rappresentazioni
La soglia di oltre trecento conta le serate cantate. Una singola produzione accumula più rappresentazioni. La ripresa romana del 2026 assegna tre serate a Jaho pur mantenendo un solo allestimento.
Il numero descrive la frequenza scenica del personaggio. Le regie affrontate costituiscono una quantità separata e inferiore. Anche la ripetizione della stessa messinscena contribuisce al totale.
La prima Traviata ascoltata a quattordici anni
Jaho incontrò l’opera di Verdi al Teatro dell’Opera e del Balletto di Tirana quando aveva quattordici anni. Era la prima opera alla quale assisteva. Da quella serata nacque una decisione netta: diventare cantante lirica e affrontare Violetta almeno una volta.
L’adolescente puntava a una sola recita. La carriera ne ha accumulate oltre trecento. Fra i due estremi si colloca una lunga attività internazionale nella quale Violetta è rimasta una presenza costante.
Roma appartiene alla formazione della cantante
A diciannove anni Jaho si trasferì a Roma e proseguì la formazione all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Dopo gli anni romani arrivarono i concorsi vinti in Italia e l’avvio della carriera internazionale. Il Costanzi riporta il commiato nella città dove quel passaggio ebbe luogo.
Nel messaggio registrato prima della recita del 21 giugno, Jaho ha descritto Roma come la città che l’ha accolta e il Costanzi come il teatro scelto per il commiato. Il luogo della formazione coincide con l’ultima tappa come Violetta. Jaho prosegue la carriera dopo giugno. Il congedo riguarda Violetta.
Violetta attraversa scritture vocali diverse
La parte cambia fisionomia lungo i tre atti. Nel primo, Ah, fors’è lui richiede canto legato. Sempre libera porta subito il canto verso le agilità e la zona acuta. La cantante passa fra due assetti nello stesso grande numero senza perdere la continuità teatrale.
Il secondo atto concentra il confronto con Giorgio Germont. Dite alla giovine comprime la frase in una rinuncia trattenuta. Amami, Alfredo apre una proiezione più ampia sopra l’orchestra. Nel terzo atto la scrittura si assottiglia attorno alla malattia e lascia il fiato esposto.
«Addio del passato» arriva nel terzo atto
Jaho ha indicato Addio del passato come la pagina che oggi la coinvolge più profondamente. L’aria appartiene al terzo atto. Violetta la canta dopo aver letto la lettera di Giorgio Germont e prima del ritorno di Alfredo.
La malattia ha già consumato le attese del personaggio e il canto procede fra pause estese e una linea che si spegne. In una conversazione pubblicata dal Metropolitan Opera, Jaho ha collegato gli accenti della pagina alla fatica respiratoria di Violetta.
La produzione di Coppola torna dieci anni dopo il debutto
L’allestimento nacque al Costanzi il 24 maggio 2016 da un progetto di Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Per Sofia Coppola fu il debutto nella regia lirica. Lo spettacolo tornò in ogni stagione fino al 2018/19. Il Teatro dell’Opera lo portò al Tokyo Bunka Kaikan nel 2018 e nel 2023.
Sofia Coppola firma la regia. Le scene sono di Nathan Crowley e Leila Fteita lavora come scenografa collaboratrice. Vinicio Cheli è responsabile dell’illuminotecnica. Officine K realizza il video. Marina Bianchi affianca Coppola alla regia. Francesco Ivan Ciampa assume la direzione musicale per questa serie.
I costumi distinguono Violetta dal coro
Valentino Garavani progettò in esclusiva gli abiti di Violetta per l’edizione del 2016. Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli si occuparono di Flora e del Coro, lavorando con la sartoria del Teatro dell’Opera.
La ripartizione crea due livelli visivi. La protagonista possiede un guardaroba autonomo. Il gruppo mondano riceve un disegno collettivo. L’abbigliamento marca la distanza fra Violetta e la società che la celebra nei saloni e la respinge quando la relazione con Alfredo minaccia l’ordine familiare.
Alfredo cambia nelle due ultime recite
Venerdì 26 giugno Xabier Anduaga canta Alfredo accanto a Jaho. Martedì 30 il partner è Dmitry Korchak. Il 30 ripropone la coppia dell’apertura del 21 giugno. Il 26 offre l’unica recita Jaho-Anduaga della serie.
Ciampa dirige entrambe le serate. Il Coro è preparato da Ciro Visco. Il Corpo di Ballo esegue la coreografia di Stéphane Phavorin. L’Orchestra appartiene al Teatro dell’Opera di Roma.
Le recite residue al Teatro Costanzi
Il calendario riparte martedì 23 giugno alle 20. Seguono mercoledì 24, giovedì 25 e venerdì 26 alla stessa ora. Sabato 27 l’inizio è fissato alle 18. Domenica 28 la recita comincia alle 16.30.
Martedì 30 giugno alle 20 chiude la serie. Ekaterina Bakanova canta Violetta il 23, 25, 27 e 28. Nadine Sierra assume la parte il 24. Le date del 26 e del 30 appartengono a Jaho.
Dal cartellone 2025/26 alla prossima apertura
La traviata occupa il tratto estivo della stagione 2025/26 al Costanzi. A settembre arriverà Le nozze di Figaro. Falstaff seguirà in ottobre. Il cartellone 2026/27 aprirà con The Rake’s Progress di Stravinskij. La testata ha già pubblicato il programma della stagione 2026/27 dell’Opera di Roma.
La serie di giugno riporta una produzione decennale. La stagione seguente inaugura con un nuovo allestimento. Il congedo di Jaho cade fra queste due scelte del Costanzi.
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Junior Cristarella
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