Perugia: l’XI Rapporto sulle Povertà e le Risorse della Caritas diocesana


“Oltre il bisogno: accompagnati per essere liberati”

Perugia, 22 giugno 2026 – È stato presentato a Perugia, presso “Il Villaggio della Carità-Sorella Provvidenza”, il 22 giugno, l’XI Rapporto sulle povertà e sulle risorse della Caritas diocesana, a cura dell’omonimo Osservatorio diocesano, dal titolo: “Oltre il bisogno: accompagnati per essere liberi”. L’incontro ha visto un’ampia partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni regionali e locali, oltre che di addetti ed esperti del fenomeno e operatori e volontari Caritas.

Presentando il Rapporto, il direttore don Marco Briziarelli fa notare che, per rispondere al meglio alla domanda crescente di aiuto rivolta alla Caritas diocesana, occorre che la comunità ecclesiale e quella civile promuovano una cultura della carità, e la costituzione delle reti di accordi e di competenze richieste. Sottolinea inoltre la necessità che ogni operatore ed ogni volontario Caritas si impegni ad intraprendere un cammino di  accompagnamento unico per ciascun fratello e sorella che bussa alla porta dei 42 Centri di Ascolto attivi nella Diocesi, nel cammino verso la libertà dalle catene della povertà.

Per inquadrare il discorso sulla povertà, il prof. Pierluigi Grasselli, coordinatore dell’Osservatorio diocesano sulle Povertà e sulle Risorse, ricorda la diffusione crescente e la forte rilevanza delle principali disuguaglianze economiche e sociali, alla base delle crescenti e multiformi manifestazioni di povertà, sofferte da un numero rilevante di persone, che perciò non possono godere di una “libertà sostanziale”, e quindi della possibilità di un proprio pieno sviluppo. Ricorda anche l’approccio attuale di Caritas italiana, orientato ad accompagnare le persone fragili, aiutandole a comprendere i bisogni, decifrare le opportunità e facilitare l’accesso alle risorse, oltreché ad esercitare un’intensa azione di advocacy, per tutelare i diritti dei poveri, e spingere per l’attuazione di politiche giuste ed inclusive.

I dati statistici

Il Rapporto rileva, presso il Centro di Ascolto diocesano, una crescita nel 2025 (rispetto al 2024) del 5,2% del volume di utenza, che arriva a quasi duemila unità, per il 71,5% costituito da stranieri, e per il 51,7% da femmine. Rispetto ai due anni precedenti, nel 2025, si riduce il peso delle classi più giovani, mentre aumenta quello degli utenti anziani. In termini di condizione occupazionale, la maggior parte dei richiedenti aiuto risulta in cerca di occupazione (48,3%). Seguono quelli che si dichiarano occupati (20,5%) e dunque possono ritenersi lavoratori poveri, e quelli che dicono di svolgere un lavoro nero/irregolare (9,1%). Rispetto agli anni precedenti, aumentano gli occupati, si riducono i disoccupati.

Per quanto riguarda la condizione abitativa, poco meno della metà dei richiedenti aiuto dichiara di abitare in una casa in affitto da privato (48,2%), mentre solo il 5,9% abita in una casa di proprietà, e sempre il 5,9% in una casa in affitto da ente pubblico.

Un quarto degli utenti vive situazioni di grave esclusione alloggiativa (alloggio temporaneo, domicilio di fortuna, ospite temporaneo).

Circa un terzo degli utenti può contare su un reddito familiare mensile tra 300 e 600 euro, e altrettanti tra 600 e 1000; nel complesso dei richiedenti, si registra nell’ultimo triennio un sensibile aumento del reddito medio.

Quanto ai bisogni rilevati nei momenti di ascolto, nel 32,1% dei casi sono connessi alla condizione di povertà e ai relativi problemi economici, seguono quelli di carattere lavorativo (21,1%) e poi le problematiche abitative (16,2%).

Tra le novità di quest’anno, come mette in luce il prof. Nicola Falocci, dell’équipe dell’Osservatorio diocesano, vi è stata la scelta di approfondire i bisogni grazie ad un’analisi statistica delle corrispondenze multiple, che ha delineato veri e propri “profili di bisogno”, a cui corrispondono specifici profili di povertà, ciascuno richiedente una specifica strategia di accompagnamento. Tra i profili ottenuti: Persone sole senza casa e senza reddito (35,2% del totale utenti); Disoccupazione cronica e vulnerabilità lavorativa (28,4%); Povertà delle difficoltà abitative e relazionali (7,7%); Immigrazione recente (10,2%) –Working poor e vulnerabilità della terza età (18,5%).

L’analisi ha permesso di isolare profili di vulnerabilità profondamente distanti tra loro, che richiedono risposte istituzionali e comunitarie altrettanto differenziate.

Un altro approfondimento di ricerca è stato avviato dalla prof.ssa Fiorella Giacalone, dell’équipe dell’Osservatorio diocesano, sulla condizione di povertà cronica e diffusa: con riferimento ai 174 nuclei familiari rimasti in carico ai servizi Caritas per l’intero decennio (povertà cronica), sono state compiute interviste su un campione rappresentativo per “capire se e dove si siano spezzati i meccanismi di riscatto, e quale ruolo abbia
giocato la relazione con i servizi”. Questa prima ricerca si può considerare positiva, soprattutto per la possibilità di approfondire le storie e la conoscenza dei 13 nuclei intervistati e ne emerge in generale che per uscire dalla povertà cronica non bastano aiuti occasionali o frammentati, e che occorre invece investire in “percorsi personalizzati e nella costruzione di reti solide ed affidabili a cui poter fare riferimento nel tempo”.

Le risorse, i progetti

Questa edizione del rapporto intende porre particolare accento al tema delle risorse, sia quelle interne di Caritas in termini di interventi di risposta ai bisogni rilevati che quelle presenti nel territorio, valorizzando le reti e le alleanze necessarie alla costruzione di percorsi di empowerment.
Gli interventi messi in atto dal Centro di Ascolto Caritas: quasi 105 mila, con un aumento del 16,9% rispetto all’anno precedente. Per il 52,4% si tratta di Beni e servizi materiali, seguono gli interventi nell’àmbito alloggiativo (23,2%), gli interventi di Ascolto (13,1%), i Coinvolgimenti (4,9%, volti alla costruzione di una rete sociale) ed altri.

Molto articolata e sviluppata risulta l’attività degli Empori della Solidarietà (Tabgha, Divina Misericordia, Siloe, Don Gustavo, Betlemme), trasformatisi in laboratori di cittadinanza e di tessitura di legami comunitari; della Farmacia Solidale è volta a garantire una distribuzione accurata di un elevato numero di farmaci; così come dell’ambito abitativo.

Accanto agli interventi ormai consueti di Caritas si apre un ventaglio di nuove progettualità e nuove alleanze che vanno a sperimentali modelli di welfare comunitario: Il Progetto Semi di Carità promuove i valori e i principi ispirati al paradigma della Giustizia Riparativa e della Giustizia di Comunità, inteso come percorso trasformativo ed educativo, per il reinserimento sociale, la riduzione della recidiva e del sovraffollamento carcerario, con intenso coinvolgimento della comunità civile ed ecclesiale.

Il progetto Rete di Argento intende contrastare l’isolamento sociale degli anziani, per favorire l’invecchiamento attivo degli anziani autosufficienti nel Comune di Perugia. YOUng Caritas Perugia: protagonismo e partecipazione giovani. Protocollo Caritas e Comune di Perugia: Un’alleanza concreta. Importanza di una collaborazione tra Caritas e istituzioni pubbliche per rafforzare il sistema locale di welfare, garantendo alle persone risposte più efficaci, coordinate e vicine. Protocollo Spes: La partecipazione della Caritas diocesana al Progetto Spes dell’Ordine degli Avvocati di Perugia, per la sperimentazione concreta di un modello di rete per la prevenzione del sovraindebitamento a fianco delle persone in condizione di vulnerabilità socio-economica. Avvocato di strada: Lo sportello settimanale di Avvocato di strada di Perugia opera all’interno del “Villaggio della Carità”, per aprire spazi di opportunità, e costruire percorsi dignitosi di autonomia, a beneficio delle persone che vivono al margine della nostra comunità.

Le parole dell’arcivescovo Ivan Maffeis

A concludere i diversi qualificati interventi è stato l’arcivescovo Ivan Maffeis, che ha evidenziato alcune realtà di ascolto e carità visitate nei primi sei mesi della sua Visita pastorale. «Sono realtà geografiche – ha detto mons. Maffeis -, che impreziosiscono e fanno fiorire il territorio grazie a una rete di volontari, che dedicano tempo, mente e cuore innanzitutto alla formazione, che la nostra Caritas diocesana cura con incontri in presenza, con visite in loco, con momenti online, in un rapporto organico e virtuoso. Accanto ai volontari in queste realtà ho sempre incontrato anche gli ospiti, i poveri che trovano nei Centri d’Ascolto un riferimento e un accompagnamento che li aiutano in un percorso di progressiva emancipazione.

Non vi nascondo di essere rimasto commosso nell’ascoltare la disponibilità di queste persone a restituire l’accoglienza e il sostegno ricevuti, mettendosi in gioco con l’offerta di un po’ del loro tempo e del loro servizio. Vi ho trovato realizzato l’auspicio con cui lo scorso mese Papa Leone si è rivolto all’Assemblea della CEI: “La fede viene trasmessa e cresce – ha detto – dove ci sono comunità vive e ospitali, capaci di pregare e di ascoltare; comunità nelle quali la Parola di Dio non resta ai margini, ma illumina le scelte, dove l’Eucaristia è davvero fonte e culmine, dove i poveri non sono destinatari esterni di un servizio, ma fratelli e sorelle nei quali il Signore ci parla; dove i giovani sono volti e voci e storie con cui dialogare; dove le famiglie non sono lasciate sole e le ferite non vengono nascoste, ma portate davanti al Signore con umiltà; dove la fede diventa impegno effettivo nella società, nella politica, nella cultura”.

Alla gratitudine per quanto le persone legate alla nostra Caritas portano avanti ogni giorno con gratuità, generosità, competenza e creatività, aggiungo il richiamo affinché non manchi mai a questo nostro organismo pastorale la stima, la vicinanza e la solidarietà dell’intera comunità: passa da una testimonianza vissuta della carità – quindi dal lasciarsi incontrare e ad andare incontro ai bisognosi – un comune cammino di liberazione».

Questa undicesima pubblicazione segna un nuovo capitolo per la Caritas diocesana, dopo il decennale celebrato lo scorso anno, il Rapporto povertà e risorse cresce, si arricchisce di nuovi autori e collaboratori; diviene segno di animazione comunitaria e simbolo della bellezza che va oltre il bisogno, ma si innova, sperimenta e crede nelle potenzialità e nelle risorse di ciascuno.

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 Gilberto Scalabrini

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