Gas TTF sopra 42 euro, Hormuz pesa sul future luglio


42 euro/MWh è la soglia condivisa dai principali circuiti di quotazione. Le piattaforme mostrano scarti di pochi centesimi sul fixing finale. La fascia comune è questa: chiusura poco sopra 42 euro e rialzo vicino al 4%.

Avvertenza di mercato: il TTF luglio è un contratto all’ingrosso con consegna nel mese prossimo. Non coincide con il PSV giornaliero né con la fattura già emessa.

Sommario dei contenuti

La chiusura di venerdì resta sopra 42 euro

La seduta del 19 giugno ha portato il future TTF luglio da una chiusura precedente poco sopra 40,5 euro/MWh a una quota superiore a 42 euro/MWh. L’avanzamento è nell’ordine di 1,5 euro per megawattora e vicino al 4%.

ANSA ha registrato il ritorno sopra quota 42. Barchart, Investing.com, Trading Economics, Yahoo Finance, Teleborsa ed Elexys collocano la fine della seduta nella stessa fascia, con scarti di pochi centesimi legati al circuito e all’istante della rilevazione. Le differenze non modificano la soglia: prezzo sopra 42 euro e rialzo vicino al 4%.

Il permesso iraniano pesa più della parola riapertura

Il recupero del gas si è formato quando la circolazione a Hormuz è passata da una riapertura attesa a un accesso soggetto ad autorizzazione iraniana. Le compagnie devono presentare la richiesta prima del passaggio e seguire una rotta sottoposta a controlli. Un corridoio formalmente accessibile conserva premi assicurativi, tempi di attesa, limiti di rotta e possibili deviazioni.

Reuters, Associated Press, Seatrade Maritime e Lloyd’s List hanno documentato il regime dei permessi e la richiesta anticipata. Le condizioni commerciali collegate pesano sulla certezza dei tempi. Per chi compra gas europeo, la disponibilità nominale di una nave conta meno della sua disponibilità assicurata a partire e arrivare nei tempi contrattuali.

Sabato aggiunge un fatto che il prezzo non contiene

Sabato 20 giugno i Guardiani della rivoluzione hanno dichiarato di nuovo chiuso lo Stretto e hanno intimato alle navi di non avvicinarsi. Il Comando centrale statunitense ha respinto la dichiarazione e ha riferito che il traffico commerciale continua. La sequenza, ordine iraniano seguito dalla contestazione americana, compare anche nel Guardian e nel Financial Times.

La borsa del gas era già chiusa. Il prezzo di venerdì incorpora le condizioni note il 19 giugno e non la dichiarazione iraniana del 20 giugno. Alla riapertura settimanale, sul tavolo ci saranno anche l’avviso di sabato e i transiti osservati dalle autorità statunitensi.

Il collegamento tra Hormuz e Amsterdam

L’Europa non riceve gas via gasdotto attraverso Hormuz. Lo stretto è il varco marittimo per una quota prossima a un quinto del GNL mondiale, in larga parte proveniente dai produttori del Golfo. Quando quel flusso rallenta, compratori asiatici ed europei cercano carichi alternativi nello stesso mercato spot.

L’IEA indica che una carenza di carichi qatarioti o emiratini accresce la competizione internazionale e spinge verso l’alto i prezzi spot in Asia e in Europa. Il TTF reagisce prima dell’arrivo fisico del gas: incorpora l’onere del carico marginale disponibile per coprire il mese di consegna.

Le scorte assorbono parte della tensione estiva

Al 20 giugno i siti di stoccaggio europei sono pieni per circa il 46%. L’Italia è intorno al 64% e dispone di una copertura superiore alla media UE. Gas Infrastructure Europe colloca il continente sotto metà capacità e l’Italia oltre la soglia del 60%.

La stagione di iniezione resta aperta. Un’interruzione dei carichi marittimi costringe gli acquirenti a comprare gas spot più caro oppure a rallentare il riempimento. La posizione italiana attenua l’urgenza nazionale. Il TTF incorpora il fabbisogno dell’intero continente e risente dei Paesi ancora molto sotto metà capacità.

Dai 47 euro del 12 giugno all’area 42

Il precedente monitoraggio di Sbircia la Notizia aveva fissato il future luglio a 47 euro/MWh il 12 giugno. La chiusura del 19 giugno si colloca circa cinque euro più in basso. Il calo settimanale sopravvive al rimbalzo di venerdì: il mercato ha restituito parte del premio iniziale e ne ha ricostruito una quota quando le condizioni iraniane hanno limitato la libertà di transito.

La rilevazione del 12 giugno sul TTF a 47 euro/MWh consente un calcolo immediato. Su un acquisto teorico di 10 GWh, uno scarto di cinque euro/MWh vale circa 50.000 euro di materia all’ingrosso. Trasporto, stoccaggio, bilanciamento e coperture finanziarie si aggiungono dopo e incidono sulla spesa finale.

Il future luglio non entra da solo in bolletta

La quotazione TTF è un prezzo europeo all’ingrosso per un mese di consegna. La componente CMEM,m del Servizio di tutela della vulnerabilità segue invece la media mensile del PSV day ahead italiano e ARERA la pubblica nei primi due giorni lavorativi del mese seguente.

Nei contratti liberi indicizzati decide la formula riportata nelle condizioni economiche. Un contratto ancorato al PSV recepisce la media dell’indice nazionale. Un’offerta a prezzo fisso conserva il corrispettivo pattuito fino alla scadenza prevista. La chiusura TTF del 19 giugno entra nella spesa di approvvigionamento dei fornitori attraverso coperture e approvvigionamenti, senza una trasmissione istantanea e identica a tutte le fatture.

Il legame con il prezzo elettrico italiano

Le centrali a gas coprono spesso l’ultima unità richiesta sul mercato elettrico all’ingrosso. Quando accade, la spesa per il combustibile entra nell’offerta marginale che fissa il prezzo zonale o nazionale. ACER descrive questo meccanismo nei mercati europei.

Un rialzo del TTF non produce un’identica variazione del prezzo elettrico ora per ora. Il rapporto dipende da domanda, produzione rinnovabile, disponibilità delle centrali e scambi con l’estero. Per l’industria energivora, la chiusura di venerdì incide sulle coperture del terzo trimestre e sui preventivi che incorporano la spesa per il gas.

Gas e greggio reagiscono alla stessa strozzatura marittima

La chiusura del Brent sopra 80 dollari e del WTI sopra 77 il 19 giugno ha seguito la stessa sequenza. Il nostro articolo sul greggio del 19 giugno mostra come i permessi a Hormuz siano entrati nei prezzi di due mercati con velocità differenti.

Il petrolio reagisce al volume di barili in transito. Il gas europeo reagisce alla disponibilità dei carichi di GNL sostitutivi. La causa geografica coincide. I canali di trasmissione restano separati.

La chiusura di venerdì e l’ordine di sabato

Il riferimento sopra 42 euro appartiene a una seduta conclusa prima della nuova dichiarazione iraniana. Il calendario separa due fotografie di mercato che non vanno fuse.

Venerdì gli operatori hanno prezzato un transito autorizzato e fragile. Sabato si sono trovati davanti a una dichiarazione di chiusura contestata dagli Stati Uniti e accompagnata da transiti ancora in corso. Il prezzo pubblicato il 19 giugno rappresenta soltanto la prima situazione. La continuità effettiva delle navi e dei carichi guiderà i prezzi alla riapertura settimanale.


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 Junior Cristarella

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