Arriva il Monitor per conoscere la geografia di fragilità e disuguaglianze e affrontarle


Una bussola per la comprensione della realtà». Così Andrea Forghieri, Executive Director Intesa Sanpaolo per il Sociale ha definito il Monitor per la Geografia delle Fragilità e delle Disuguaglianze, nell’intervento che ha chiuso la presentazione di questo nuovo progetto «aperto alla collaborazione di tutti gli stakeholder». Insomma uno strumento che può avere la funzione di attivatore sociale. 

Una lente di analisi

Il monitor, una lente di analisi dei territori che integra gli elementi economici e sociali è stato presentato a Milano nel corso di un incontro a più voci e che. Avviato da Intesa Sanpaolo è un progetto di ricerca che nasce dalla collaborazione tra Intesa Sanpaolo per il Sociale (struttura della Banca guidata da Carlo Messina dedicata ai programmi di contrasto delle disuguaglianze e a favore dell’inclusione sociale), l’Aiccon Research Center, il centro di ricerca di Intesa Sanpaolo Srm – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno e il Research Department di Intesa Sanpaolo.

Obiettivo dello studio è quello di analizzare il carattere multidimensionale delle fragilità, non più riconducibili al solo reddito dei territori, bensì a un intreccio di fattori economici, demografici, occupazionali e sociali.

Il Monitor analizza in modo sistemico le dinamiche territoriali italiane a livello provinciale, attraverso una base informativa articolata in circa 150 indicatori, organizzati in 11 domini e 37 dimensioni, che spaziano dal lavoro al reddito, dalla salute all’istruzione, dall’inclusione sociale alla qualità dei servizi, fino alle componenti ambientali e produttive. 

Paolo Bonassi – foto da ufficio stampa

Nell’introdurre i lavori moderati dalla giornalista Laura Bettini, Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer Intesa Sanpaolo, ha sottolineato: «Il Monitor conferma quanto le disuguaglianze siano fenomeni complessi e non lineari, capaci di manifestarsi in modo diverso da territorio a territorio. In questa prospettiva, Intesa Sanpaolo, con la sua capacità di coniugare la dimensione economica e sociale, vuole svolgere un ruolo abilitante nella costruzione di risposte mirate ai bisogni reali delle comunità e delle persone”

Uno strumento a disposizione di tutti

Ha inoltre osservato come: «Le analisi del Monitor saranno utili a orientare l’azione della Banca. Con una vocazione evolutiva e aperta, Intesa Sanpaolo lo mette a disposizione di istituzioni, imprese e attori sociali del Terzo settore per contribuire a creare valore sociale e favorire un impatto sempre più significativo».

da sx Luca De Benedictis, Raffaele Cstagna e Giovanni Foresti

La ricerca è stata presentato da Giovanni Foresti, responsabile Regional Research Intesa Sanpaolo che ha mostrato come, per esempio, il lavoro possa non bastare a risolvere le disuguaglianze nei territori, mentre Luca De Benedictis, responsabile area finanza sociale Aiccon Research Center  ha posto l’accento sulla necessità di una lettura multidimensionale e multi attoriale delle situazione e che quindi il valore aggiunto del monitor consista in una visione integrata dei dati.

A chiudere la presentazione Raffaele Castagna, responsabile Osservatorio e misurazione impatto Intesa Sanpaolo che ha portato due esempi: la correlazione tra mercato del lavoro e processi formativi e quella tra lo stesso mercato del lavoro e l’attesa di vita alla nascita.

un momento della presentazione – foto da ufficio stampa

Alla tavola rotonda si sono poi seduti Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, Paolo Venturi, direttore di Aiccon, Maria Grazia Campese, presidente Confcooperative Federsolidarietà Lombardia e Mauro Guerra presidente di Anci Lombardia. Sul piatto tutta una serie di questioni che hanno spaziato dall’Intelligenza artificiale, alla necessità di cambiare la logica nel considerare le disuguaglianze e come pure di creare nuove infrastrutture sociali.  

Il panel della tavola rotonda

Entrando nell’analisi del monitor (il report qui) emerge la rilevanza del capitale umano come il maggiore amplificatore in termini di crescita territoriale. Dove lavoro, imprese, redditi e servizi crescono insieme emergono circuiti virtuosi di sviluppo e coesione. Al contrario, elevati livelli di disoccupazione giovanile si associano a una minore partecipazione democratica, mentre i territori con una maggiore incidenza di giovani Neet risultano meno attrattivi e dinamici sotto il profilo economico e sociale. 

Occhi puntati sui territori

La relazione positiva tra occupazione e benessere non è necessariamente lineare. Tuttavia, in territori a bassa densità abitativa e con popolazione più anziana, la presenza di lavoro non si traduce automaticamente in una migliore qualità della vita. 

Un ulteriore elemento distintivo del Monitor è l’attenzione ai territori, letti su scala provinciale. Le disuguaglianze vengono osservate superando una rappresentazione limitata ai livelli nazionale o regionale, per coglierne le specificità all’interno di contesti locali e di aree omogenee.  I territori emergono così come sistemi complessi, nei quali condizioni economiche, strutture sociali, offerta di servizi e dinamiche demografiche si combinano in modo differenziato, producendo esiti molto diversi in termini di benessere, vulnerabilità e sviluppo.

Le risposte dei servizi e gli squilibri

Tra gli aspetti più innovativi dello studio è lo squilibrio tra bisogni dei territori e capacità di risposta dei servizi: sistemi sanitari non sempre coerenti con le esigenze delle comunità locali, carenza di servizi per l’infanzia che limitano l’occupazione femminile e l’insufficienza dell’offerta socioassistenziale destinata alla popolazione anziana. 

Particolarmente innovativa è la lettura “per differenziale”, che mette in relazione i bisogni dei territori con le risorse disponibili. Infine da sottolineare il fatto che il monitor sia pensato come uno strumento a supporto delle decisioni strategiche e operative di Intesa Sanpaolo in campo sociale e come un contributo alla definizione di interventi mirati, fondati sulla capacità di leggere i territori non solo come mercati, ma come comunità con bisogni e risorse diverse.

In apertura photo by Ethan on Unsplash

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 Antonietta Nembri

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