Autotrasporto attivo nei porti liguri, intesa da 25 milioni


Genova e Savona hanno evitato il fermo dei tir annunciato dal 18 al 20 giugno. La sospensione è stata decisa al termine dell’incontro svolto nella sede della Regione Liguria con MIT, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Comune di Genova, Aspi e rappresentanze dell’autotrasporto.

La cifra richiede una distinzione: la somma indicata costituisce un impegno di erogazione riferito al 2025. Il verbale non attesta che le somme siano già state accreditate alle singole imprese.

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Il fermo non è partito nei tre giorni indicati

La proclamazione copriva 72 ore, dalle 0.01 del 18 giugno alle 24 del 20 giugno e interessava la Città metropolitana di Genova con le piattaforme logistiche collegate. Comprendeva anche i bacini portuali di Genova e Savona. I servizi di autotrasporto restano attivi nell’intero intervallo.

Per i terminal la continuità dei camion conserva il collegamento terrestre con magazzini e interporti. Da lì le merci proseguono verso i destinatari. Viene meno il blocco generalizzato temuto per il ritiro e la consegna dei carichi senza attribuire all’intesa una garanzia sull’assenza di singoli rallentamenti.

La protesta era locale e riguardava le merci

La mobilitazione non coinvolgeva l’intero autotrasporto nazionale. Il territorio indicato comprendeva l’area metropolitana genovese con i collegamenti logistici verso i bacini portuali di Genova e Savona. Il trasporto passeggeri non rientrava nella proclamazione. Nessuna estensione riguardava autobus o ferrovie.

La definizione aderente all’atto è fermo dei servizi di autotrasporto merci su un perimetro ligure. Chiamarlo sciopero nazionale allargherebbe indebitamente l’area interessata e renderebbe inesatta la previsione dei disagi.

I 25 milioni sono un impegno di erogazione

Nel verbale l’impegno di erogazione ricade su Aspi e riguarda gli autotrasportatori per l’anno 2025. La formula scelta dalle parti qualifica la somma come chiusura economica del protocollo sui ristori. L’atto fissa l’importo complessivo. Non certifica un accredito già eseguito a favore di ogni beneficiario.

Un impegno sottoscritto indica la somma e il soggetto erogatore ma il pagamento richiede ancora gli atti applicativi e l’individuazione delle posizioni ammesse. La disponibilità finanziaria delle aziende dipenderà dalla data effettiva di accredito.

I ristori non finanziano nuove opere

La somma concordata ha una destinazione diversa dagli investimenti per autostrade o accessi portuali. È riferita ai disagi subiti dall’autotrasporto nel 2025 e chiude il capitolo economico previsto dal protocollo.

Il tavolo sulle infrastrutture svolge un compito diverso: affrontare la rete stradale e i collegamenti con gli scali. Nel verbale non compare uno stanziamento per cantieri nuovi. Sovrapporre le due partite farebbe sembrare finanziato un programma di lavori che il testo non contiene.

Sospensione e revoca hanno tempi distinti

Le associazioni hanno accettato la proposta e dichiarato la sospensione immediata dello sciopero. Il medesimo verbale collega la revoca alla firma dell’accordo che seguirà. I due termini descrivono momenti diversi: il servizio resta attivo subito mentre la cancellazione formale della protesta richiede l’atto successivo.

Per operatori e committenti i servizi restano programmabili sull’intero intervallo. La revoca conserva un rilievo negoziale perché chiude il passaggio tra il verbale del 17 giugno e l’accordo applicativo.

Le domande ancora aperte sono affidate all’Autorità portuale

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, in coordinamento con gli uffici regionali, deve completare l’istruttoria delle istanze di rimborso ancora sospese. Il compito riguarda richieste già presentate dalle imprese e non coincide con la nuova somma a carico di Aspi.

La Regione Liguria chiederà agli uffici ministeriali se l’eventuale residuo contabile possa aumentare la dotazione dei ristori. Il verbale non quantifica quel residuo. Qualsiasi cifra aggiuntiva rimane separata dalla dotazione già indicata nell’intesa.

Le associazioni chiedono i conti delle spese 2025

Le associazioni chiedono a MIT e Aspi la documentazione di rendicontazione delle spese sostenute al 31 dicembre 2025. La richiesta cita in modo espresso le somme utilizzate per gli sconti tariffari alla generalità degli utenti e le esenzioni collegate ai disagi da lavori.

La richiesta serve a stabilire quanta parte delle risorse del protocollo sia già stata assorbita da misure rivolte a tutti gli utenti e quanta rimanga riferibile agli autotrasportatori. Finché i conti non vengono consegnati la somma pattuita resta l’unico importo espresso nel verbale.

Il confronto sulle strade entra nell’intesa

Il MIT si è impegnato con Regione Liguria e Autorità portuale a promuovere un tavolo sui disagi della rete stradale ligure e sulla connessione con il sistema portuale. La clausola allarga il negoziato oltre i rimborsi riferiti al 2025: mette in relazione i cantieri autostradali con l’accesso terrestre agli scali.

Per l’autotrasporto l’aggravio dei cantieri nasce dai tempi di percorrenza più lunghi. Si aggiungono turni meno regolari e maggiore permanenza dei mezzi sulla rete. Nei porti lo stesso rallentamento modifica l’arrivo dei camion ai varchi e la disponibilità dei contenitori in uscita. Il tavolo nasce per trattare insieme queste due parti della catena logistica.

Il confronto del 27 maggio ora ha una cifra

Il vertice ligure del 27 maggio aveva già portato ristori e cantieri al tavolo con il MIT senza fissare pubblicamente l’importo per il 2025. Lo avevamo documentato nell’articolo Liguria: cantieri estivi ridotti e Valfontanabuona avanti. Il verbale del 17 giugno assegna a quel capitolo la cifra ora sottoscritta.

La distanza tra i due appuntamenti misura il passaggio dalla trattativa all’impegno scritto. Nel primo incontro l’argomento rimaneva aperto. Nel secondo compare un importo attribuito ad Aspi e accettato dalle associazioni.

Il verbale non assegna quote alle singole imprese

Il documento non indica le regole di riparto né il calendario dei bonifici. Manca anche l’importo destinato alla singola impresa. Riparto e calendario appartengono all’accordo applicativo e alle procedure amministrative che seguiranno. Attribuire oggi una quota a ciascun autotrasportatore sarebbe privo di base nell’atto firmato.

L’atto non fissa una data per l’erogazione di Aspi. L’espressione in tempi brevi riguarda l’istruttoria dell’Autorità portuale e non il bonifico a carico di Aspi. Il tavolo su strade e porti è previsto senza un giorno di convocazione.


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 Junior Cristarella

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