La lettera annunciata da Fico porta la sicurezza degli appalti sanitari fuori dal solo piano politico. Il suo peso amministrativo nasce quando le aziende sanitarie la recepiscono nei disciplinari e nei capitolati. Durante l’esecuzione il recepimento affiora negli ordini di servizio e nei verbali del direttore del contratto. Gli obblighi legislativi erano già vigenti. Un’applicazione uniforme richiederebbe anche il confronto degli esiti fra aziende.
Documento non allegato alle dichiarazioni: il testo integrale della lettera non accompagna l’annuncio. Le ricadute amministrative qui esaminate derivano dalle norme vigenti e dall’assetto degli acquisti sanitari regionali.
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La lettera porta l’annuncio negli atti delle Asl
Fico ha parlato a margine del XIV Congresso regionale della UIL Campania il 17 giugno. Ha chiesto più controlli contro il lavoro nero e ha riferito di avere scritto a tutte le Asl affinché intensifichino le procedure di sicurezza negli appalti. La frase «Non ci deve sfuggire niente» compare anche nel resoconto di ANSA. La relazione fra lavoro irregolare e luoghi insicuri coincide nei resoconti di Corriere del Mezzogiorno e TuttoSanità.
Fico ha rivendicato la piena legalità degli appalti regionali. Ha collegato i controlli a un ambiente favorevole agli investimenti. Ha parlato anche di una maggiore capacità di assunzione e di crescita del reddito. Nel discorso del presidente, la legalità tutela le imprese che sostengono la spesa per il lavoro dichiarato e impedisce che il ribasso venga finanziato da irregolarità.
Fico ha chiesto alla Regione di agire con controlli e sollecitazioni agli enti strumentali. Ha richiamato una cultura nazionale della sicurezza.
La forma scritta entra nei fascicoli amministrativi. Le aziende potranno richiamarla negli atti di indizione e nei capitolati. Durante l’esecuzione potrà comparire negli ordini di servizio e nei verbali del direttore del contratto. Le dichiarazioni rese pubbliche non specificano numero di protocollo, giorno di invio, allegati, destinatari individuali o tempi di riscontro.
Le Asl agiscono come committenti e organi di vigilanza
La sigla Asl racchiude due funzioni distinte. In un appalto sanitario l’azienda è committente: progetta o aderisce alla gara, nomina il responsabile unico del progetto, affida il contratto e controlla la prestazione. Sul versante prevenzionistico i servizi delle aziende sanitarie svolgono compiti di vigilanza nei luoghi di lavoro previsti dal decreto legislativo 81 del 2008 insieme alle competenze dell’Ispettorato.
Il riferimento di Fico agli «appalti» colloca la lettera nella sfera della committenza pubblica. Le dichiarazioni pubblicate non annunciano nuove ispezioni. Riguardano le procedure contrattuali interne alle aziende sanitarie. Normattiva conferma che gli obblighi del committente e la vigilanza ispettiva appartengono a disposizioni diverse del Testo unico.
L’ufficio acquisti governa la gara e il responsabile del progetto segue il contratto. I servizi di prevenzione esercitano la vigilanza attribuita dalla legge sui datori di lavoro presenti nel territorio. La lettera acquista applicabilità quando assegna ciascun compito a un’unità aziendale.
La gara comincia con rischi e costi già separati
Negli ospedali e nei distretti, appalti di pulizia, sanificazione, ristorazione, manutenzione impiantistica, portierato e logistica fanno lavorare personale esterno accanto a dipendenti sanitari, pazienti, visitatori e fornitori. Il committente deve censire le interferenze tra attività. Dove tali interferenze esistono, il DUVRI registra i rischi reciproci e le misure di coordinamento.
Il DUVRI segue l’evoluzione del servizio. Lo spostamento di un reparto o l’apertura di un cantiere interno modifica i transiti di personale e mezzi. Una nuova apparecchiatura oppure una diversa gestione dei rifiuti altera le interferenze quando coinvolge spazi condivisi. Le misure di coordinamento vanno aggiornate prima del mutamento organizzativo.
La stazione appaltante stima i costi destinati alla sicurezza da interferenze e li separa dal prezzo ribassabile. I costi interni dell’impresa seguono un rigo separato. La separazione impedisce che una riduzione economica nasconda spese dovute a dispositivi, formazione, sorveglianza sanitaria e organizzazione dei turni.
La lettera entra nella progettazione della gara quando le interferenze sono censite e i costi compaiono in righi separati. Il disciplinare riporta il contratto collettivo applicabile e i requisiti collegati al servizio. Il capitolato dovrebbe nominare l’ufficio addetto ai controlli. Frequenza degli accessi e documenti da acquisire richiedono una disciplina espressa.
L’offerta mostra manodopera e oneri aziendali
Nel Codice dei contratti pubblici il concorrente dichiara nell’offerta economica i costi della manodopera e gli oneri aziendali per la sicurezza. ANAC ha ribadito nel parere di precontenzioso n. 50 del 2025 che l’omissione non si sana ordinariamente con il soccorso istruttorio. L’eccezione nasce quando il modulo predisposto dalla stazione appaltante non offre campi per tali importi e la documentazione di gara tace sul tema.
Per le Asl il controllo non si chiude con la presenza di due cifre. La somma dichiarata deve coprire ore di lavoro, inquadramenti retributivi, sostituzioni e obblighi del contratto collettivo applicabile. Un’offerta compressa richiede l’esame delle giustificazioni. Gli oneri aziendali appartengono all’impresa. I costi per le interferenze sono fissati dal committente.
Un prezzo basso, da solo, non prova lavoro nero. Il confronto fra ore dichiarate, numero di addetti e importo dell’offerta rivela quanto margine economico rimane per rispettare il monte ore. Se i conti non reggono, la stazione appaltante deve acquisire giustificazioni documentate prima dell’aggiudicazione.
Il contratto si controlla nei turni e negli accessi
La documentazione di gara riguarda l’impresa prima dell’avvio. L’esecuzione mostra chi entra davvero nei presidi sanitari. Registri di accesso, turni, badge e nominativi comunicati dall’appaltatore mettono a confronto il personale dichiarato con quello presente. Il direttore dell’esecuzione annota gli scostamenti e applica le contestazioni previste dal contratto.
Il DURC attesta la regolarità contributiva registrata negli archivi. Da solo non certifica che ogni persona in turno sia stata comunicata al Centro per l’impiego, inquadrata, formata e sottoposta alla sorveglianza sanitaria richiesta per la mansione. Tessera di riconoscimento, comunicazioni preventive, attestati di formazione e giudizi di idoneità appartengono a controlli diversi.
Quando il capitolato affida al direttore dell’esecuzione il controllo del personale, il DEC registra presenze, orari, prestazioni e difformità. Il RUP usa quei verbali per autorizzare i pagamenti e avviare le contestazioni contrattuali.
Il rapporto 2025 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro colloca fra gli illeciti ricorrenti le carenze sulla formazione, la sorveglianza sanitaria, le attrezzature e i documenti di valutazione dei rischi. Negli appalti sanitari tali carenze entrano nei verbali di controllo dell’esecuzione. L’atto regionale entra nell’amministrazione aziendale soltanto con responsabilità interne e scadenze assegnate alle unità aziendali.
Il lavoro nero rompe la corrispondenza fra contratto e presenza
Fico ha unito lavoro nero e insicurezza. Il nesso politico non equivale alla prova di un reato prevenzionistico. Segnala una zona opaca. Il lavoratore assente dalle comunicazioni obbligatorie rischia di non comparire nel monte ore, negli elenchi consegnati al committente, nei registri della formazione e nella sorveglianza sanitaria.
Le irregolarità di lavoro emergono anche con ore eccedenti non registrate, sostituzioni fuori elenco, rapporti part-time usati oltre l’orario dichiarato e personale impiegato da un subappaltatore non comunicato. Il controllo dell’appalto deve intercettare la differenza fra il personale dichiarato in gara e quello impiegato nella singola giornata.
Per l’Asl committente, il confronto nello stesso giorno fra nominativi, orari, mansioni e documenti fa emergere gli scostamenti. Un elenco consegnato a fine mese non dimostra chi abbia svolto il turno notturno o una manutenzione urgente. L’accesso nominativo collega il contratto al turno svolto. Il verbale riporta mansione e datore di lavoro.
Il controllo sul campo deve raggiungere anche i subappalti autorizzati. L’impresa affidataria conserva la responsabilità dei propri obblighi e il committente deve conoscere chi opera nei locali. Il disallineamento emerge più facilmente nei turni sostitutivi e nei picchi di attività dei servizi ad alta rotazione.
Le gare centralizzate allargano il raggio della lettera
Una parte degli acquisti sanitari campani passa da So.Re.Sa., soggetto aggregatore che aggiudica appalti centralizzati e convenzioni per Asl e aziende ospedaliere. Le aziende sanitarie svolgono gare autonome nei casi ammessi o autorizzati. L’atto rivolto alle Asl riguarda i contratti gestiti dalle aziende e l’esecuzione delle convenzioni cui aderiscono.
Per le gare centralizzate, capitolati e disciplinari sono redatti dalla centrale regionale. Una stretta uniforme richiede il recepimento nei capitolati della centrale regionale oppure un indirizzo rivolto anche alla società. Senza tale recepimento, le Asl agiscono soprattutto durante l’adesione e l’esecuzione di contratti già aggiudicati. L’inferenza deriva dalla ripartizione delle competenze.
La pagina istituzionale della società conferma la centralizzazione e il potere di autorizzare acquisti autonomi. L’estensione dell’atto si misurerà sulle procedure SIAPS e sui documenti della centrale. Gli affidamenti delle singole aziende copriranno la parte decentrata.
Dal richiamo del 30 aprile all’atto scritto di giugno
Il 30 aprile Sbircia la Notizia aveva seguito il primo richiamo di Fico su morti sul lavoro, controlli e salari negli appalti. Quell’intervento fissava una linea politica regionale. L’annuncio del 17 giugno individua un destinatario: le Asl. Colloca l’indirizzo negli appalti sanitari.
Il XIV Congresso UIL Campania ha offerto la sede del nuovo annuncio. L’articolo del 18 giugno su lavoro stabile e permanenza dei giovani registra la stessa assise e il legame sindacale fra precarietà e sicurezza. Qui il campo si restringe al potere di acquisto del servizio sanitario regionale.
Le dichiarazioni di aprile precedono l’atto scritto di giugno. Il recepimento contrattuale rimane distinto e dovrà emergere negli atti delle aziende. Atti di gara e capitolati modificati mostreranno l’applicazione. Gli ordini di servizio diranno come il controllo entra nei reparti e nei cantieri sanitari.
La stretta lascia tracce negli atti e nei verbali
Il recepimento uniforme lascia la stessa documentazione in ciascuna Asl. Le Asl dovrebbero specificare chi riceve la lettera, quali contratti vengono riesaminati, con quale periodicità il direttore dell’esecuzione comunica le anomalie e a quale ufficio vengono trasmesse. La pubblicazione di un resoconto aziendale consentirebbe il confronto degli esiti senza divulgare informazioni personali dei lavoratori.
Il numero dei sopralluoghi descrive soltanto la quantità di attività. La qualità degli esiti emerge dalle difformità contestate, dalle regolarizzazioni del personale, dalle prescrizioni eseguite, dalle penali applicate e dalle possibili risoluzioni contrattuali. Senza questa catena documentale la lettera rimane un richiamo interno difficile da comparare fra territori.
La frase di Fico «Non ci deve sfuggire niente» richiama un controllo nominativo e documentato. Il personale impiegato deve corrispondere ai rapporti dichiarati e alle mansioni autorizzate. Gli obblighi della singola attività stabiliscono formazione e idoneità. Gli scostamenti finiscono in un verbale con la relativa risposta contrattuale.
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Junior Cristarella
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