Il decreto legge 25/2026 ha istituito specifiche tutele a sostegno dei lavoratori danneggiati dagli eventi meteorologici avversi di inizio anno. Nel dettaglio, l’ammortizzatore sociale per i dipendenti, noto come indennità ISU, copre il periodo compreso tra il 18 gennaio e il 30 aprile 2026. La misura garantisce l’assenza lavorativa fino a 90 giornate, in caso di totale sospensione dell’attività dovuta a chiusura aziendale, e fino a 15 giornate in caso di impossibilità oggettiva di recarsi al lavoro. Agli operai agricoli si applicano modalità di calcolo specifiche, dettagliate dall’Inps, a completamento di un quadro di regole che disciplina, a tutti gli effetti, l’istituzione di un bonus per il maltempo del 2026.
Chi paga i danni causati dal maltempo
Prima di analizzare i dettagli tecnici dell’integrazione salariale, è utile inquadrare l’intero pacchetto dei bonus per i danni da maltempo approvato dal governo attraverso il decreto legge 27 febbraio 2026, n. 25. Il provvedimento, convertito dalla legge 59/2026, interviene come risposta diretta all’emergenza innescata dal ciclone Harry, i cui effetti hanno paralizzato ampie zone di Calabria, Sardegna e Sicilia.
Lo Stato assorbe l’intero onere del ristoro e della tutela reddituale, operando attraverso tre direttrici principali:
- l’erogazione diretta di ammortizzatori sociali tramite l’Inps;
- lo stanziamento di fondi per sollevare le imprese dai costi della forza lavoro inattiva;
- la garanzia di continuità reddituale per le famiglie residenti nei comuni dichiarati in stato di emergenza dal Consiglio dei Ministri.
Quali sono le indennità per il maltempo 2026
Per contenere le ricadute economiche dell’emergenza, l’esecutivo ha varato un pacchetto di aiuti strutturato su due canali di assistenza, calibrati in base alla natura del rapporto di lavoro. Infatti, la normativa tutela separatamente i lavoratori subordinati e quelli autonomi attraverso indennità specifiche, pur ancorando il riconoscimento delle prestazioni alla medesima finestra temporale.
Per i lavoratori subordinati del settore privato è stato delineato un ammortizzatore sociale unico, erogato per le giornate di forzata inattività. I professionisti e le partite Iva, invece, beneficiano di un contributo economico una tantum correlato ai periodi di effettiva interruzione professionale.
Inoltre, a supporto dell’intero comparto produttivo, le misure del Decreto Maltempo 2026 comprendono la sospensione dei versamenti contributivi, garantendo liquidità immediata alle realtà aziendali.
Indennità ISU, che cos’è il contributo
Per tutelare i dipendenti del settore privato costretti allo stop tra il 18 gennaio e il 30 aprile 2026, il legislatore ha introdotto l’Integrazione Salariale Unica (ISU). Il nuovo ammortizzatore sociale garantisce un’indennità mensile ancorata al tetto massimo della cassa integrazione, pari a 1.423,69 euro lordi per l’anno in corso.
La prestazione è accompagnata dal riconoscimento della contribuzione figurativa, fondamentale ai fini del diritto e della misura del futuro trattamento di pensione. Sotto il profilo operativo, i limiti temporali di fruizione dell’indennità si articolano in due distinte erogazioni:
- un tetto massimo di 90 giornate, applicabile in caso di sospensione totale dell’attività dovuta alla chiusura, anche parziale, della sede operativa;
- un limite di 15 giornate, previsto nel caso in cui l’azienda rimanga operativa ma il dipendente sia oggettivamente impossibilitato a raggiungere il posto di lavoro a causa di strade interrotte, inagibilità dell’abitazione o ordinanze locali.
L’accesso all’indennità ISU non richiede la preventiva stipula di accordi sindacali, sebbene permanga la facoltà per i datori di inviare un’informativa alle rappresentanze. Il trattamento risulta incompatibile con altri sussidi richiesti per le medesime giornate.
Chi può chiedere il bonus alluvioni 2026, residenza
Chiariti i limiti temporali dell’indennità, occorre precisare che l’applicazione delle due diverse coperture (da 90 e da 15 giorni) è strettamente vincolata a rigidi parametri territoriali. L’intervento dell’Inps a seguito del ciclone Harry è stato perimetrato, infatti, in modo specifico per i soli comuni dichiarati in stato di emergenza tra Calabria, Sardegna e Sicilia.
Di conseguenza, affinché i datori di lavoro possano legittimamente richiedere l’integrazione lunga per i 90 giorni, è categorico che la sede operativa o produttiva dell’azienda sia ubicata all’interno delle zone colpite. Invece, il requisito territoriale assume connotati differenti per la copertura breve di 15 giorni, legata all’impossibilità di transito.
In tale ipotesi, infatti, il diritto matura se il dipendente risulta residente o domiciliato in uno dei comuni disastrati alla data del 18 gennaio 2026, a prescindere dalla localizzazione della sede aziendale. Le delimitazioni garantiscono l’indirizzamento delle risorse esclusivamente al perimetro dell’ordinanza.
Le regole specifiche per il settore agricolo
Il comparto agricolo beneficia di normative adattate alla particolare natura dei contratti stagionali. Come ha chiarito l’Inps con la circolare numero 49 del 2026, gli operai agricoli seguono un iter di calcolo differenziato che tiene conto delle assunzioni intervenute in data successiva all’evento climatico.
Il sussidio è riconosciuto ai soggetti privi di rapporto di lavoro attivo al 18 gennaio, a condizione che vengano formalmente assunti entro il 30 aprile. A integrazione della prassi precedente, un successivo messaggio dell’Inps, il numero 1272 del 2026, ha fornito le istruzioni operative per l’utilizzo delle specifiche causali destinate alle differenti qualifiche contrattuali in fase di invio telematico.
Come funziona il bonus da 500 euro
Parallelamente all’ammortizzatore per i dipendenti, il legislatore ha predisposto un’indennità una tantum rivolta ai liberi professionisti, ai titolari di partita Iva e ai collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.).
Il relativo beneficio ammonta a 500 euro per ogni frazione di sospensione lavorativa fino a 15 giorni, per un tetto complessivo non eccedente i 3.000 euro per singolo avente diritto. La percezione del sussidio è preclusa a coloro che non vantano un’iscrizione attiva alle gestioni previdenziali obbligatorie antecedente al manifestarsi del fenomeno atmosferico.
A differenza dell’Integrazione Salariale Unica, la prestazione non concorre alla formazione del reddito imponibile del percettore e non prevede l’accreditamento di contribuzione figurativa. La titolarità dell’impresa o dell’incarico nei comuni alluvionati costituisce il presupposto oggettivo per la validazione della pratica.
Come inviare la domanda all’Inps
L’inoltro delle istanze è consentito esclusivamente in via telematica, procedura che rende il portale istituzionale dell’ente previdenziale l’unico canale di accesso ai sussidi. Per richiedere il bonus per il maltempo del 2026 all’Inps, i datori di lavoro del settore privato e i rispettivi intermediari devono accedere al portale dell’istituto e utilizzare la procedura dedicata OMNIA Integrazioni Salariali (IS). All’interno del sistema, è necessario indicare la corretta causale riferita alla chiusura aziendale o all’impossibilità di transito del personale dipendente.
Per il comparto primario, l’infrastruttura informatica di riferimento resta CISOA Web, che impone la trasmissione di domande separate in base alla qualifica degli operai. Per quanto concerne i lavoratori autonomi, l’istanza deve essere presentata direttamente dal beneficiario attraverso la sezione del portale denominata “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”, accessibile dal sito Inps nell’area “Sostegni, Sussidi e Indennità”.
In fase di compilazione, il professionista è tenuto ad autocertificare, sotto la propria responsabilità, i periodi esatti di interruzione lavorativa, avendo cura di non sovrapporre le date. Le sedi territoriali mantengono il potere di effettuare controlli incrociati per accertare la veridicità delle dichiarazioni fornite.
Scadenza domanda e tempistiche di pagamento
Il perimetro temporale per l’invio delle richieste impone scadenze ravvicinate, fissate al 31 maggio per le aziende e al 20 giugno 2026 per i lavoratori autonomi. Le erogazioni avvengono mediante pagamento diretto, escludendo a priori il meccanismo del conguaglio contributivo in busta paga.
Le tempistiche di erogazione e le codifiche amministrative necessarie ai pagamenti e ai conguagli sono state delineate, in via definitiva, dalla circolare Inps numero 56 del 2026. Eventuali inesattezze formali nelle istanze comporteranno la sospensione dell’istruttoria da parte degli uffici competenti.
Per agevolare la consultazione delle diverse disposizioni previste dal decreto legge 25/2026, si propone di seguito un prospetto riepilogativo delle misure assistenziali.
| Categoria destinatari | Misura prevista | Limite massimo | Scadenza domanda | Portale telematico |
|---|---|---|---|---|
| Dipendenti di aziende colpite | Integrazione salariale ISU | 90 giornate | 31 maggio 2026 | OMNIA IS |
| Dipendenti residenti bloccati | Integrazione salariale ISU | 15 giornate | 31 maggio 2026 | OMNIA IS |
| Operai settore agricolo | Integrazione agricola dedicata | 90 o 15 giornate | 31 maggio 2026 | CISOA Web |
| Lavoratori autonomi/P. Iva | Indennità economica una tantum | 3.000 euro | 20 giugno 2026 | Punto d’accesso INPS |
| Personale somministrato | Integrazione salariale ISU | 90 o 15 giornate | 31 maggio 2026 | OMNIA IS |
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Carlo Iacubino
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