Se il datore di lavoro o l’ente pensionistico non ti ha consegnato la CU, puoi recuperarla online dal Cassetto fiscale dell’Agenzia Entrate, dal sito INPS, da NoiPA o tramite CAF, patronati e canali di assistenza.
Se la Certificazione Unica non è arrivata (i datori di lavoro e gli enti previdenziali o pensionistici dovrebbero consegnarla entro il 16 marzo di ogni anno), cosa bisogna fare per ottenerla e recuperarla?
È necessario averla soprattutto per poter fare la dichiarazione dei redditi, anche con il modello 730. Niente paura se non l’hai ricevuta nei tempi previsti e adesso ti serve. In questa guida ti spieghiamo come scaricarla online dal Cassetto fiscale dell’Agenzia Entrate, dal sito INPS, da NoiPA o tramite CAF, patronati e canali di assistenza.
Può capitare che la CU non pervenga al destinatario, per vari motivi o disguidi. Il datore di lavoro non l’ha inviata. L’email è finita nello spam. L’azienda l’ha caricata su un portale interno ma il lavoratore non se n’è accorto. Oppure il pensionato, il percettore di NASpI o chi ha ricevuto una prestazione INPS non sa dove scaricarla.
In questi casi non bisogna allarmarsi. La CU può essere recuperata in diversi modi: dal sito dell’Agenzia delle Entrate, dal portale INPS, da NoiPA per i dipendenti pubblici, oppure chiedendola direttamente al datore di lavoro, al CAF o al patronato.
Vediamo allora, passo dopo passo, come ottenere la Certificazione Unica se non è arrivata.
Certificazione Unica: cos’è e a cosa serve
La Certificazione Unica, spesso chiamata semplicemente CU, è il documento che riepiloga i redditi percepiti nell’anno precedente e le ritenute fiscali e contributive applicate dal sostituto d’imposta.
Serve, in pratica, per compilare o controllare la dichiarazione dei redditi: modello 730, modello Redditi Persone Fisiche o dichiarazione precompilata.
Entro quando va consegnata la CU?
La Certificazione Unica deve essere rilasciata al contribuente dal sostituto d’imposta, cioè dal datore di lavoro, dall’ente pensionistico o dal soggetto che ha erogato compensi o prestazioni.
Per la CU 2026, relativa ai redditi percepiti nel 2025, La certificazione deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate e consegnata al percettore, nella versione sintetica, entro il 16 marzo 2026.
Il termine può essere diverso per alcune certificazioni. Per esempio, le CU relative esclusivamente a redditi di lavoro autonomo abituale o provvigioni possono seguire la scadenza del 30 aprile, mentre alcune certificazioni relative a redditi non dichiarabili con la precompilata possono essere trasmesse entro il 31 ottobre. Questo è utile soprattutto per chi ha partita IVA o ha ricevuto compensi da committenti diversi.
Controllare e-mail, portale aziendale e consulente
Prima di accedere ai siti pubblici, conviene fare una verifica molto semplice.
Molte aziende non consegnano più la CU in forma cartacea, dato che la creano e la conservano in formato digitale. La inviano via e-mail, la caricano nel portale del personale oppure la mettono a disposizione tramite il consulente del lavoro.
Quindi il primo controllo da fare è questo:
- cercare nella propria email parole come “Certificazione Unica”, “CU”, “CU 2026”, “redditi 2025”;
- controllare la cartella spam o posta indesiderata;
- accedere all’eventuale portale aziendale del dipendente;
- chiedere all’ufficio del personale, al consulente del lavoro o all’ex datore di lavoro.
Questo vale anche per chi ha cessato il rapporto di lavoro. Il fatto di non lavorare più per quell’azienda non elimina l’obbligo del datore di lavoro di rilasciare la CU relativa alle somme pagate nell’anno precedente.
Come scaricare la CU dal sito dell’Agenzia delle Entrate
Il canale più utile, soprattutto se non si sa a chi rivolgersi, è il Cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.
La CU, infatti, non viene solo consegnata al lavoratore: viene anche trasmessa all’Agenzia delle Entrate dal sostituto d’imposta. Per questo, se il datore di lavoro l’ha inviata correttamente, il contribuente può trovarla nella propria area riservata.
Per scaricarla occorre:
- accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate;
- entrare nell’area riservata con SPID, CIE, CNS o altre credenziali ammesse;
- aprire il Cassetto fiscale;
- entrare nella sezione dedicata alle Dichiarazioni fiscali;
- selezionare la voce Certificazione Unica;
- scegliere l’anno di riferimento;
- scaricare il documento in PDF.
Il Cassetto fiscale consente di consultare le proprie informazioni fiscali, comprese le dichiarazioni e i dati trasmessi all’Agenzia delle Entrate. L’accesso all’area riservata può avvenire tramite SPID, Carta d’identità elettronica, Carta nazionale dei servizi e credenziali abilitate.
Questo sistema è particolarmente utile quando il lavoratore non ha più rapporti con il vecchio datore di lavoro o quando non riesce a recuperare la CU tramite i canali aziendali.
C’è però un limite importante: se la CU non è stata proprio trasmessa all’Agenzia delle Entrate, il contribuente potrebbe non trovarla nel Cassetto fiscale. In quel caso occorre sollecitare il sostituto d’imposta. Di seguito ti spieghiamo come fare.
Come scaricare la CU dal sito INPS
Chi ha percepito pensione, NASpI, cassa integrazione, indennità di disoccupazione, malattia, maternità o altre prestazioni erogate dall’INPS deve recuperare la Certificazione Unica dal portale dell’Istituto.
Il percorso può variare leggermente nel tempo, ma in generale bisogna:
- accedere al sito INPS;
- entrare nell’area personale con SPID, CIE o CNS;
- cercare il servizio Certificazione Unica oppure Certificazione Unica (Cittadino);
- aprire il documento relativo all’anno di interesse;
- scaricare o stampare il PDF.
La CU INPS può essere consultata anche dall’app INPS Mobile, nella sezione dedicata alla Certificazione Unica.
Per chi usa il Fascicolo previdenziale del cittadino, il documento si trova normalmente nella sezione dei modelli o delle certificazioni fiscali.
Come chiedere la CU senza usare internet
Non tutti hanno dimestichezza con SPID, app e portali online. Per questo l’INPS mette a disposizione anche canali alternativi.
La Certificazione Unica INPS può essere richiesta:
- tramite Contact Center, chiamando il numero 803 164 da rete fissa o il numero 06 164 164 da rete mobile;
- tramite il numero verde automatico 800 434 320;
- tramite PEC, scrivendo a richiestacertificazioneunica@postacert.inps.gov.it e allegando copia del documento di identità;
- tramite email ordinaria, secondo i canali indicati dall’Istituto;
- tramite CAF, patronati e intermediari abilitati;
- con gli appositi servizi di accessibilità dedicati a utenti fragili, pensionati anziani, persone con disabilità ed eredi.
Questi canali sono utili soprattutto per pensionati, persone anziane, cittadini residenti all’estero o contribuenti che non riescono ad accedere ai servizi digitali.
Come scaricare la CU da NoiPA
I dipendenti pubblici gestiti da NoiPA possono scaricare la Certificazione Unica direttamente dal portale.
Il percorso è semplice:
- accedere all’area riservata NoiPA;
- entrare nella propria area personale;
- selezionare la voce CU o Certificazione Unica;
- scegliere l’anno di riferimento;
- cliccare sull’icona PDF;
- scaricare il documento.
NoiPA ha precisato che la CU 2026 è disponibile nell’area riservata e può essere scaricata selezionando la voce CU nella home page dell’area personale e cliccando sull’icona PDF relativa all’anno di riferimento.
Questo canale riguarda, ad esempio, molti dipendenti della scuola, dei ministeri e delle amministrazioni pubbliche gestite dal sistema NoiPA.
Cosa fare se la CU non si trova neppure online?
Se la Certificazione Unica non è arrivata e non risulta nemmeno nel Cassetto fiscale, sul portale INPS o su NoiPA, bisogna capire il motivo.
Le ipotesi principali sono tre.
La prima: la CU è stata consegnata, ma il contribuente non l’ha trovata. In questo caso basta chiedere una copia al datore di lavoro, al consulente o all’ente che ha erogato le somme.
La seconda: la CU è stata trasmessa all’Agenzia delle Entrate, ma non ancora visualizzata correttamente dal contribuente. In questo caso può essere utile attendere qualche giorno, controllare il Cassetto fiscale o chiedere supporto a un CAF per individuare eventuali errori (es. un codice fiscale non corretto).
La terza: il sostituto d’imposta non ha adempiuto. In questo caso il lavoratore deve sollecitare formalmente la consegna.
Il consiglio pratico è inviare una richiesta scritta al datore di lavoro o all’ex datore di lavoro. Meglio usare una email tracciabile, una PEC o una raccomandata. Nel testo basta chiedere il rilascio della Certificazione Unica relativa all’anno d’imposta interessato, indicando nome, cognome, codice fiscale e periodo di lavoro.
Nel box “modulo” sotto questo articolo trovi un modello fac-simile di richiesta della Certificazione Unica.
Il datore di lavoro è obbligato a consegnare la CU?
Sì. Il datore di lavoro, l’ente pensionistico o il committente che agisce come sostituto d’imposta deve consegnare la Certificazione Unica al percettore delle somme e trasmetterla all’Agenzia delle Entrate entro i termini annualmente previsti.
Se non lo fa, o lo fa in ritardo, possono scattare sanzioni a carico del sostituto d’imposta. La disciplina sanzionatoria è collegata all’art. 4, comma 6-quinquies, del D.P.R. n. 322/1998: per ogni CU omessa, tardiva o errata è prevista, in via generale, una sanzione di 100 euro, con limite massimo di 50.000 euro per sostituto d’imposta; se la trasmissione corretta avviene entro 60 giorni, la sanzione è ridotta.
Questo però non significa che il lavoratore debba aspettare passivamente l’intervento dell’amministrazione finanziaria. Se la CU serve per presentare il 730 o per verificare la dichiarazione precompilata, è meglio attivarsi subito.
Si può fare il 730 senza Certificazione Unica?
Per presentare correttamente la dichiarazione dei redditi bisogna conoscere i dati contenuti nella CU: redditi percepiti, ritenute subite, addizionali, detrazioni, contributi e altri elementi fiscali.
Se il documento non è disponibile, il contribuente può comunque recuperare molte informazioni dalla dichiarazione precompilata o dal Cassetto fiscale, ma deve prestare molta attenzione. I dati vanno controllati, perché eventuali errori nella dichiarazione ricadono sul contribuente.
Se la CU manca perché il datore di lavoro non l’ha trasmessa, è opportuno rivolgersi a un CAF, a un commercialista o a un altro intermediario abilitato. Si potrà valutare se usare buste paga, bonifici, prospetti paga e altri documenti per ricostruire i redditi, ma questa non è la strada più semplice né quella da seguire senza assistenza.
Cosa controllare dopo aver ottenuto la CU
Una volta ottenuta la Certificazione Unica, non bisogna limitarsi a conservarla. È bene controllare almeno alcuni dati essenziali:
- dati anagrafici e codice fiscale;
- dati del datore di lavoro, dell’INPS o dell’ente certificatore;
- redditi indicati;
- ritenute fiscali operate;
- addizionali regionale e comunale;
- detrazioni riconosciute;
- eventuali bonus, trattamenti integrativi o conguagli;
- giorni di lavoro dipendente o pensione;
- eventuali annotazioni.
Se ci sono errori, bisogna chiedere al sostituto d’imposta una CU corretta. Il documento errato può incidere sulla dichiarazione dei redditi e determinare conguagli sbagliati, rimborsi inferiori o imposte non dovute.
CU non arrivata: schema pratico
| Situazione | Dove cercare la CU |
|---|---|
| Lavoratore dipendente privato | Email, portale aziendale, datore di lavoro, Cassetto fiscale Agenzia Entrate |
| Ex dipendente | Ex datore di lavoro, consulente del lavoro, Cassetto fiscale |
| Pensionato | Portale INPS, app INPS Mobile, Contact Center, patronato |
| Percettore NASpI o cassa integrazione | Portale INPS o Fascicolo previdenziale |
| Dipendente pubblico | Portale NoiPA, area personale, sezione CU |
| Lavoratore autonomo con CU | Committente, Cassetto fiscale, dichiarazione precompilata |
| Persona senza SPID o CIE | CAF, patronato, Contact Center INPS, assistenza Agenzia Entrate |
In sintesi
Se la Certificazione Unica non è arrivata, la prima cosa da fare è controllare email, portale aziendale e comunicazioni del datore di lavoro. Se non si trova nulla, si può accedere al Cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate, dove sono disponibili le CU trasmesse dai sostituti d’imposta.
Pensionati, percettori di NASpI, cassa integrazione o altre prestazioni devono invece controllare il portale INPS. I dipendenti pubblici devono accedere a NoiPA.
Se la CU non compare da nessuna parte, occorre sollecitare il sostituto d’imposta. La consegna della Certificazione Unica non è una cortesia, ma un obbligo. E per chi deve presentare la dichiarazione dei redditi, recuperarla in tempo è il primo passo per evitare errori, ritardi e problemi con il 730.
Fac-simile richiesta al datore di lavoro
Oggetto: richiesta rilascio Certificazione Unica
Spett.le [nome azienda o ente],
il/la sottoscritto/a [nome e cognome], codice fiscale [codice fiscale], avendo percepito redditi da lavoro dipendente/collaborazione nell’anno [anno], chiede il rilascio della Certificazione Unica relativa ai redditi corrisposti nell’anno d’imposta [anno].
Si chiede l’invio del documento all’indirizzo email [indirizzo email] oppure tramite altro canale utile.
Cordiali saluti
[Firma]
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Paolo Remer
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