Moncaro, secondo turno per 33 lotti con ribasso del 20%


Il secondo turno riguarda il patrimonio rimasto dopo la prima assegnazione. La parte già aggiudicata riunisce la sede produttiva di Montecarotto con il pacchetto dei marchi. Il bando aperto a giugno tratta il patrimonio che non ha trovato acquirente nel primo esperimento insieme a terreni e fabbricati rimasti autonomi.

Confine della vendita: il numero dei lotti è sceso da 37 a 33 dopo le assegnazioni concluse a maggio. I due rami vinicoli offerti ora sono Camerano e Acquaviva Picena. Montecarotto è già assegnata.

Sommario dei contenuti

Chi esercita la vendita

Terre Cortesi Moncaro è assoggettata alla liquidazione coatta amministrativa n. 151/2024. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy vigila sulla cessione. Il commissario liquidatore Giampaolo Cocconi esercita i poteri attribuiti alla procedura.

Le offerte confluiscono nel patrimonio della liquidazione. Gli organi della vecchia cooperativa non ricevono né selezionano le proposte. L’aggiudicazione ha natura provvisoria fino al pagamento e al trasferimento notarile.

Le schede pubbliche mostrano fabbricati, impianti, macchinari e avviamento. Contratti, autorizzazioni, personale e passività connesse al ramo richiedono l’accesso alla data room. La firma dell’accordo di riservatezza precede tale accesso.

Dal 1964 a una rete divisa in lotti

Moncaro nasce nel 1964 a Montecarotto. Negli anni seguenti affianca al polo del Verdicchio le sedi di Camerano e Acquaviva Picena. La cooperativa raggiunge il distretto del bianco marchigiano e i due distretti dei rossi dentro una sola impresa.

La prima aggiudicazione riguarda il polo del Verdicchio con i marchi. Il secondo turno isola le due sedi dei rossi. Il catalogo tratta ormai la rete storica come unità di vendita autonome.

Le filiere attraversano i confini dei singoli lotti. Uve, servizi di cantina, logistica e rapporti commerciali passano da più comuni. Le relazioni future saranno fissate dai contratti fra i proprietari dei beni.

Due rami aziendali con impianti e avviamento

Camerano e Acquaviva Picena sono offerti come rami aziendali. Il compratore acquisisce edifici produttivi, linee di lavorazione, macchinari presenti e avviamento collegato alla sede. Il prezzo riguarda anche attività e rapporti aziendali legati alla sede.

La separazione dai terreni e dagli altri fabbricati divide le offerte. Un operatore vinicolo concorre per una cantina senza assorbire tutti i poderi dell’entroterra. Un investitore immobiliare sceglie un singolo edificio senza entrare nel ciclo enologico.

Abbiamo ricondotto questa architettura alle schede numerate del catalogo. La numerazione coincide con l’annuncio n. 32209 di Gobidreal, che presenta due rami aziendali e lotti autonomi per terreni e fabbricati. I beni mobili hanno una scheda propria.

Camerano presidia il Rosso Conero

La sede di Camerano copre l’area del Conero. Il ramo riunisce il fabbricato industriale usato per lavorazione e deposito insieme alle attrezzature enologiche presenti. La bottaia ha una capacità di affinamento vicina a 3.000 ettolitri e serve la produzione dei rossi legati al Conero.

La capienza della bottaia colloca la cantina oltre il solo conferimento: lo spazio per l’affinamento collega la sede ai tempi lunghi del ciclo produttivo. La cessione separata da Montecarotto trasferisce una capacità industriale già organizzata sul territorio della denominazione.

La collocazione del polo e la misura della bottaia coincidono con la scheda di ANSA. Il catalogo di vendita usa la stessa relazione tra Camerano e Rosso Conero.

Acquaviva Picena conserva il polo del Rosso Piceno

Il ramo di Acquaviva Picena riunisce un opificio per ricezione e vinificazione delle uve. Le dotazioni servono l’intero ciclo enologico e l’avviamento figura fra i beni ceduti.

La sede serve il sud delle Marche e la produzione di Rosso Piceno. La distanza da Camerano segnala due bacini di raccolta distinti. L’acquisto congiunto conserverebbe la rete dei rossi marchigiani sotto una sola gestione. Due compratori separati dividerebbero invece le relazioni produttive fra Conero e Piceno.

Vivere Marche registra lo stesso avvio e attribuisce al polo piceno la medesima destinazione vinicola.

Sei comuni, un catalogo diviso per beni

La numerazione assegna 14 lotti a Castelplanio, 8 a Rosora, 8 a Montecarotto e un lotto ciascuno a Poggio San Marcello, Camerano e Acquaviva Picena. Il totale torna a 33.

I due lotti aziendali sono Camerano e Acquaviva Picena. L’entroterra raccoglie vigneti, boschi, noceti, casolari, spazi commerciali e dotazioni agricole. La continuità produttiva e la proprietà fondiaria seguono piani separati.

Il lotto di Poggio San Marcello riunisce 10,5 ettari fra superfici vitate e boschive con un fabbricato. La sua estensione lo distingue dalle particelle minori sparse fra Rosora e Castelplanio.

Perché il ribasso è del 20%

Le basi del secondo turno sono inferiori del 20% alle basi del primo esperimento. Il ribasso interessa i beni rimasti senza aggiudicatario e modifica la soglia economica d’ingresso senza alterare la composizione materiale dei lotti.

Per i due rami aziendali il taglio agisce su importi già fissati a primavera. Il calcolo è aritmetico. Chi presenta un’offerta parte da una soglia più bassa e acquisisce lo stesso insieme di fabbricati, impianti, attrezzature e avviamento indicato nelle schede.

La prima raccolta non aveva prodotto offerte ammissibili per Camerano e Acquaviva Picena, circostanza documentata da Centropagina. Il prezzo ribassato nasce da quell’esito e apre la gara a una platea più larga.

Montecarotto è già stata assegnata

La cantina principale di Montecarotto è stata assegnata il 26 maggio a Moncaro Vitis. L’offerta vincente ammonta a 3.914.250 euro, cifra arrotondata a 3,9 milioni nelle cronache economiche.

Moncaro Vitis è controllata al 52% da Uve Unite. Terre Cevico figura nella compagine. L’aggiudicazione riguarda la sede del Verdicchio con le linee di imbottigliamento. Nel medesimo lotto rientrava il pacchetto dei marchi. Il secondo turno parte da una cooperativa già divisa fra un nucleo assegnato e un patrimonio ancora sul mercato.

L’importo esatto compare su Civiltà del Bere. Marche Agricole adotta l’arrotondamento a 3,9 milioni e colloca l’aggiudicazione nel primo turno del 26 maggio.

Il patrimonio turistico e agricolo segue lotti autonomi

Il bando tratta separatamente l’edificio ristorativo di Montecarotto e la bottaia sotterranea. Il ristorante occupa un casolare ristrutturato con sale, cucine, uffici e pertinenze. La bottaia ospita barrique e spazi per spumanti rifermentati in bottiglia.

Nei terreni compaiono vigneti di Verdicchio, Chardonnay, Sauvignon, Trebbiano e Incrocio Bruni oltre a boschi e noceti. La vendita per particelle apre una geografia proprietaria diversa da quella delle cantine. La titolarità di un vigneto e la gestione degli impianti di vinificazione seguono lotti diversi.

La presenza del ristorante ex Erard e della bottaia nel catalogo coincide con il servizio de Il Resto del Carlino.

La vendita separa attività vinicole e proprietà fondiarie

I 33 lotti sono venduti separatamente. Due schede riguardano attività vinicole. Ventuno riguardano terreni e vigneti. Nove sono immobili. Una scheda raccoglie beni mobili destinati alla produzione.

La scomposizione abbassa la dimensione minima dell’investimento e allarga la platea ammessa alla gara. Un gruppo vinicolo guarda ai rami. Un agricoltore guarda alle vigne. Un operatore ricettivo guarda al ristorante. Un proprietario fondiario guarda ai terreni non vitati.

Da questa architettura derivano assetti diversi. Un solo compratore per Camerano e Acquaviva manterrebbe una regia comune sui rossi marchigiani. Due compratori dividerebbero conferimenti e sbocchi commerciali. I lotti agricoli, aggiudicati a soggetti distinti, ridisegnerebbero i rapporti fra proprietà della terra e trasformazione dell’uva.

Il 27 luglio chiude la raccolta delle offerte

La raccolta termina il 27 luglio 2026. L’asta si svolge online con modalità asincrona. Ogni offerente presenta domanda per un ramo oppure per uno dei lotti autonomi e deposita la documentazione richiesta.

In presenza di più offerte sullo stesso bene la piattaforma apre un confronto competitivo. L’aggiudicazione ha natura provvisoria fino agli adempimenti economici e notarili stabiliti negli atti di vendita.

Il 27 luglio coincide con la separazione tra interesse dichiarato e impegno economico. Senza offerte i beni tornano al liquidatore. Con offerte ammissibili nasce un nuovo assetto proprietario fra i due poli dei rossi e l’area del Verdicchio.


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 Junior Cristarella

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