La frase da fissare arriva dalla produzione: il 2026 era la finestra sperata per le riprese. La lavorazione però non è entrata in calendario pubblico. Questa differenza separa il desiderio industriale dal via al set e consente di leggere il terzo film senza gonfiare attese.
Avviso editoriale: le righe che seguono separano annunci già pubblici, dichiarazioni dei protagonisti e parti ancora prive di comunicato ufficiale.
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Riprese, il sì c’è e la data no
Debra Martin Chase ha parlato a New York durante i Black Women on Broadway Awards del 1 giugno 2026. A People ha usato una formula prudente: la squadra è “more than hopeful” e aveva sperato di girare quest’anno. La frase racconta una finestra progettata, senza set convocato.
In Italia ComingSoon.it ha rilanciato la stessa indicazione temporale: le riprese erano sperate nel 2026. Il verbo scelto pesa più della data. “Speravamo” appartiene a una fase di pianificazione, non a un ordine di produzione già firmato.
Dal cantiere 2022 alla regia Lim
La linea industriale parte nel novembre 2022, quando Disney rimette in movimento un terzo film affidando una bozza ad Aadrita Mukerji, con Chase in produzione. Quella mossa, registrata da Deadline, non conteneva la garanzia del ritorno di Hathaway: fotografava un cantiere aperto dopo anni di tentativi.
Il 4 ottobre 2024 la fase pubblica cambia passo: Adele Lim viene associata alla regia e Hathaway posta il ritorno a Genovia. E! News registra la formula “in the works” e la cornice Disney. Per il lettore italiano la frase equivale a sviluppo attivo, con preproduzione da completare prima del via alle macchine da presa.
Annuncio e via al set non sono la stessa cosa
La frizione apparente tra annuncio e via libera al set si scioglie nella dichiarazione di Hathaway a Entertainment Weekly del 20 aprile 2026: l’attrice ha collocato il film ancora prima del semaforo produttivo pieno e ha parlato di copione in lavorazione. Un titolo annunciato dai media industriali resta diverso da una produzione con date, troupe e set prenotati.
Il calendario di Hathaway dà una ragione produttiva al rallentamento senza inventare rinvii: l’attrice ha legato lo scarto dei tempi al peso di Il diavolo veste Prada 2, girato nell’estate 2025. Il rimando a Il diavolo veste Prada 2 mette in calendario l’uscita italiana del 29 aprile 2026 e la fase promozionale che ha occupato la primavera.
Mia torna regina, il cast resta da annunciare
Anne Hathaway è il rientro blindato nella percezione pubblica: il suo video del 2024 chiama Genovia, Disney, Adele Lim e Somewhere Pictures. Mia torna lontana dalla studentessa del 2001, dopo la chiusura del secondo film e l’incoronazione sul trono.
Julie Andrews e Chris Pine restano nomi desiderati dal pubblico, senza contratto pubblico associato al terzo capitolo. Il racconto giornalistico deve separare il desiderio dei fan dalla scheda produttiva: Clarisse Renaldi e Nicholas Devereaux non hanno ancora un rientro annunciato.
Adele Lim e la Genovia adulta
La regia di Adele Lim orienta il terzo film verso una Mia adulta. Al Gold Gala, nelle parole raccolte da Variety, Lim ha parlato di film di desiderio per regine e di Genovia da mostrare in Europa. La traccia porta lì: il nuovo capitolo cerca il peso della sovrana, senza ripetere la scoperta adolescenziale.
La scelta giustifica la cautela sulla trama ufficiale. Mia ha ormai un ruolo istituzionale nel regno inventato da Meg Cabot e ogni nuovo personaggio cambierebbe il rapporto fra nostalgia e racconto adulto. Per questo l’assenza di una sinossi pubblica non segnala vuoto: segnala protezione del materiale narrativo.
L’agenda di Hathaway dopo Prada 2
Il 2026 di Hathaway arriva già carico di titoli e promozione. Il diavolo veste Prada 2 ha riaperto il circuito dei sequel di studio, Mother Mary ha lavorato sul profilo performativo dell’attrice e Odissea la porta nel cinema-evento di Christopher Nolan. Il rientro a Genovia deve entrare in questo calendario, non in un vuoto professionale.
Per seguire gli altri tasselli della sua stagione, valgono i rimandi interni su Mother Mary e su Yesteryear. Qui emerge la ragione del passo lento: Hathaway non deve solo rientrare in un ruolo amato, deve farlo con un copione che regga una distanza di oltre vent’anni.
Gli incassi dei primi due film spiegano la cautela
Il ritorno non nasce su un marchio minore. The Princess Diaries incassò 165.335.153 dollari nel mondo; The Princess Diaries 2: Royal Engagement arrivò a 134.734.481 dollari. Box Office Mojo conferma due film da commedia familiare capaci di durare oltre il lancio iniziale, con un pubblico ancora riconoscibile dopo due decenni.
La distanza dal franchise moderno è netta: qui Disney lavora su un ritorno di personaggio, legato all’esordio cinematografico di Hathaway e al dialogo con Julie Andrews. La prudenza sul copione nasce da questa esposizione. Un terzo film riuscito deve parlare a chi vide Mia crescere e a chi la scoprirà ora come regina.
Pretty Princess 3 non è ancora il titolo italiano definitivo
In Italia il nome Pretty Princess 3 resta una scorciatoia usata dal pubblico. Il titolo internazionale presente nelle comunicazioni industriali è The Princess Diaries 3. Il titolo italiano definitivo dipenderà dalla distribuzione locale.
Usare Pretty Princess 3 collega il film alle abitudini del pubblico italiano, senza trasformare quel nome in titolo di sala. Oggi la scheda corretta è questa: progetto in lavorazione, Hathaway attesa, Lim alla regia, Chase in produzione e nessuna data ufficiale per il primo ciak.
Le caselle ancora vuote
Mancano data di inizio riprese e data di uscita. Per il cast oltre Hathaway manca un comunicato. La produzione sta cercando una forma che regga il confronto con un pubblico cresciuto insieme a Mia.
La frase di Chase respinge l’idea di una frenata definitiva. Racconta un film ancora vivo nella macchina Disney, trattenuto sulla soglia in cui un sequel ereditato sceglie tra ciak immediato e copione protetto.
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Junior Cristarella
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