La trincea è questa. E non serve nemmeno tracciare una linea sulla mappa: basta guardare a piazza Labriola. È qui che si consumerà una parte decisiva dello scontro politico cassinate. Maggioranza contro opposizione, centrosinistra contro centrodestra, governo cittadino contro opposizione civica extraconsiliare. Tutti dentro la stessa partita. Con un dettaglio non secondario: i toni sono già quelli della campagna elettorale.

Era già tutto previsto: lo stiamo vedendo accadere. (Leggi qui: Cassino si indebita per 3,7 milioni: la firma che consegnerà il Salera-bis alla storia. E qui: Cassino, 3,7 milioni per piazza Labriola: il progetto è buono, il racconto è un caos).

Due idee di città: la visione di Salera

Enzo Salera (Foto © Stefano Strani)

La riqualificazione di piazza Labriola non è soltanto un’opera pubblica. È diventata il terreno sul quale si misurano due idee diverse di città. Da una parte c’è la visione amministrativa del sindaco Enzo Salera, che sulla rigenerazione urbana ha costruito una delle direttrici politiche più riconoscibili della sua esperienza. Dall’altra, una galassia di opposizioni che contesta, con argomenti differenti, il modo in cui quella visione viene tradotta in progetto.

È probabilmente la più importante operazione di trasformazione urbana immaginata da un’amministrazione cittadina dai tempi della ricostruzione. E proprio per questo non può essere ridotta alla discussione su qualche albero in più o qualche metro quadrato di pavimentazione in meno.

Salera ha una sua idea di città. Il centro non deve essere una rafferma retrotopia, un luogo da conservare immobile in nome di un passato idealizzato. Deve tornare a essere un luogo vivo, versatile, capace di ospitare eventi, attività, socialità. Anche la movida, purché sicura e governata, rientra in questa impostazione: concentrarla nei circa trecento metri di isola pedonale significa renderla più facilmente controllabile e, almeno nelle intenzioni dell’Amministrazione, più compatibile con la vita del centro.

Il progetto: 3,7 milioni, mutuo e l’architetto Bianchi

Il progetto per piazza Labriola prevede una spesa di 3,7 milioni di euro per il primo lotto (quello relativo all’area attualmente pedonale) finanziata attraverso un mutuo. Il progetto è stato donato al Comune dall’architetto Giacomo Bianchi, professionista di indiscusso valore internazionale e figura che gode di stima trasversale agli schieramenti.

Ed è proprio attorno al progetto che, fuori dalle stanze del Municipio, si è aperto un autentico cantiere politico. Consigli, controproposte, nuovi pareri, supposizioni, allarmi. C’è chi vuole integrare l’impostazione Bianchi-Salera e chi invece sembra muoversi nella direzione di sostituirla con qualcosa di completamente diverso. Il sindaco, almeno finora, ha scelto di non raccogliere. E così la partita si è spostata fuori dalla Sala Di Biasio.

Polidoro e Jammi Cassino: integrativo, non sostitutivo

Paola Polidoro

A rilanciare è Paola Polidoro, già candidata sindaco e oggi alla guida della piattaforma civica Jammi Cassino. La sua proposta si chiama «Isola verde e digitale» e, nelle sue parole, avrebbe incontrato il gradimento della città. (Leggi qui: Piazza Labriola, l’idea che ritorna: ora l’Isola Verde è il terreno comune delle opposizioni).

Ma qui arriva il primo elemento interessante. Polidoro non propone di buttare via il progetto di Bianchi. Dice esattamente il contrario: confrontiamoci e valutiamo se, dentro quel progetto, possa vivere anche l’idea dell’isola verde e digitale. L’impostazione è dunque integrativa. Più verde, più zone d’ombra, più connettività Wi-Fi. Una proposta che, peraltro, non nasce oggi: era già presente nella campagna elettorale del 2024.

Ed è qui che la storia si fa politicamente più interessante. Perché sulla necessità di intervenire su piazza Labriola, Salera non è mai stato solo. Il centrodestra guidato da Arturo Buongiovanni aveva inserito la riqualificazione della piazza nel proprio programma elettorale. La stessa Polidoro ne aveva fatto un punto della propria proposta politica. Una sola cosa sembrava mettere d’accordo quasi tutti: piazza Labriola andava trasformata. Il dissenso arriva sul come.

L’eccezione Sebastianelli: la posizione più lineare

Giuseppe Sebastianelli

L’unica eccezione, guardando ai programmi elettorali, è Giuseppe Sebastianelli. Nel suo programma non compariva alcun riferimento alla rigenerazione urbana della piazza. E questo, paradossalmente, lo mette nella posizione più lineare tra i consiglieri di minoranza quando oggi critica il progetto dell’Amministrazione: non deve spiegare perché ciò che aveva promesso di fare sia diverso da ciò che sta facendo Salera.

Poi arriva la Lega. È l’unico Partito ad avere alzato apertamente la voce contro la maggioranza sulla vicenda. Ma anche qui il paradosso non manca. In campagna elettorale il Carroccio aveva sostenuto il progetto di Buongiovanni, che prevedeva anch’esso la riqualificazione della piazza. Oggi, attraverso il coordinatore Vincenzo Marrone, la Lega guarda invece con favore alla proposta di Polidoro. La definisce una «lodevole iniziativa» e, soprattutto, la presenta come un «progetto alternativo» a quello dell’Amministrazione.

Ed è qui che il diavolo si infila nei dettagli. Perché Polidoro parla di un progetto integrativoMarrone parla di un progetto alternativo. Sono due parole. Ma politicamente sono due piazze diverse. Se l’idea è integrare il progetto Bianchi-Salera, allora la discussione riguarda come migliorarlo. Se invece l’idea è sostituirlo, allora la discussione riguarda se quel progetto debba essere completamente rimesso in discussione.

Il paradosso dell’opposizione

Il rendering di piazza Labriola

La domanda viene quasi da sé: il problema non è più la piazza. È l’opposizione.

Nel tentativo, assolutamente legittimo, di delegittimare politicamente il progetto della maggioranza, l’opposizione rischia ancora una volta di presentarsi senza una linea comune. Non c’è un fronte. Ci sono più fronti. C’è il Terzo Polo di Sebastianelli. C’è il consigliere civico Carmine Di Mambro. Ci sono i tre consiglieri comunali di Fratelli d’Italia — Silvestro Golini PetrarconeNora Noury e Arturo Buongiovanni. Poi c’è l’opposizione extraconsiliare di Polidoro. E ci sono i partiti, come la Lega, che provano a intestarsi la battaglia. Tutti contro Salera. Ma non necessariamente tutti dalla stessa parte.

È questo il paradosso di piazza Labriola: la maggioranza ha un progetto contestato, ma l’opposizione non sembra ancora averne uno condiviso. Una sola piazza. Un solo progetto sul tavolo. E un’opposizione con mille idee su come cambiarlo.

La trincea è stata individuata. Resta da capire chi, dall’altra parte del campo, riuscirà per primo a smettere di combattere anche con i propri alleati.


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