Il sindaco che se ne va lascia un’eredità dettagliata fino all’ultima rotatoria. Il Partito che dovrebbe raccoglierla non ha ancora scelto nemmeno il nome di chi la riceverà. Quaranta assunzioni, cinque anni di riequilibrio nei conti, un milione di euro restituiti ogni anno: sono i numeri con cui Il sindaco di Alatri Maurizio Cianfrocca chiude l’estate. Dalla settimana prossima entra nel vivo il confronto politico nel centrodestra per indicare il candidato alla sua successione: lui, da mesi ha annunciato la sua indisponibilità ad un bis. Mettendo a nudo un’evidenza: l’unico numero mancante, per ora, è quello dei voti che il centrodestra dovrà mettere dietro un nome che ancora non esiste per eleggerlo.

Un consuntivo costruito per essere inattaccabile

Maurizio Cianfrocca

Formalmente un bilancio di fine mandato rivolto alla cittadinanza, nella sostanza un atto depositato per gli archivi della sua stessa coalizione: che dovrà scegliere, nei prossimi mesi, chi raccoglierà un’eredità che il sindaco descrive come tutt’altro che facile da liquidare con superficialità: «Nemmeno il più ottimista, e io lo sono per natura, avrebbe mai pensato che sarebbero stati centrati così tanti traguardi, dando un volto nuovo alla città».

Nella contabilità puntuale dei fatti, Maurizio Cianfrocca inserisce lo stadio Chiappitto rinnovato, il Museo Civico reso accessibile e aggiornato nei servizi. A loro affianca un capitolo meno visibile ma politicamente più significativo: la macchina amministrativa rafforzata con oltre quaranta assunzioni, «necessarie – sottolinea il sindaco – perché grazie alla predisposizione di un personale oculato e sostenibile» l’ente è stato messo in condizione di «gestire queste risorse e portare a compimento le opere finanziate».

È un dettaglio che sposta l’accento dal cantiere al metodo: non basta intercettare i fondi, ricorda Cianfrocca, se l’ente non ha la struttura per spenderli in tempo. Lo sottolinea quando dice «Non bisogna però pensare che questi interventi siano stati calati dal cielo per grazia ricevuta. No!».

Il recupero degli spazi sociali, dal centro alla periferia

Il racconto prosegue con il recupero di Palazzo Stampa, oggi «centro per ragazzi che, grazie al progetto Deestinazione finanziato dal Ministero delle Politiche sociali, lo hanno scelto come centro da vivere nel segno della condivisione, dell’amicizia e della crescita sociale» e con l’annuncio della nuova sede del Centro per l’impiego, in arrivo a breve.

A questi si aggiunge l’immobile di Piazza Regina, in fase di ultimazione, che unirà uffici, spazi per associazioni e mini appartamenti destinati a famiglie in difficoltà: un dettaglio che testimonia un’attenzione dichiarata al welfare abitativo, tema non sempre centrale nei bilanci amministrativi di fine mandato.

Non manca un richiamo a un intervento meno appariscente ma atteso da decenni: la ristrutturazione degli appartamenti comunali tra Colleprata e le Civette, rimasti a lungo ai margini della programmazione cittadina.

Il nuovo volto del centro storico

Sul piano urbanistico, Cianfrocca rivendica una trasformazione diffusa: «i cambiamenti radicali in piazza Rosa, ai Giardinetti con la relativa piazza, il rifacimento di via Priorini, il ripristino del campo di basket sotto al “Girone” e la nuova cartellonistica».

Un capitolo a parte merita l’Acropoli, «con i nuovi giochi inclusivi, la messa in opera del tappeto erboso sintetico, la sospirata installazione del chiosco e il ripristino della Conca, “muta” da decenni», che secondo il sindaco «l’hanno rimessa al centro della vita pubblica».

Sul fronte dei cantieri riavviati, cita «il parcheggio di Porta San Francesco, pronto a breve e vitale per ripensare la mobilità del centro storico», l’ampliamento del cimitero, la piscina comunale e la nuova scuola Luigi Ceci, mentre l’intervento più recente riguarda «il rifacimento della rotatoria di Bitta, più idonea per il transito delle tante auto, e il seguente intervento di bitumazione, seppur parziale, di Via Madonna della Sanità».

Il nodo dei vincoli finanziari

È nel passaggio sui conti pubblici che il messaggio di Cianfrocca assume il tono più marcatamente politico. Il sindaco non nasconde le difficoltà sul fronte della viabilità, riconoscendo «un problema sentito in tutto il territorio» ma le colloca dentro una cornice precisa: «un piano di riequilibrio che ha costretto l’Ente, in questi cinque anni, a restituire quasi un milione di euro ogni anno e all’impossibilità di contrarre qualsiasi mutuo, a fronte delle varie decine contratte dalle amministrazioni passate».

È il punto in cui il bilancio smette di essere solo un elenco di cantieri e diventa un argomento difensivo: se qualcosa non è stato fatto, sembra dire Cianfrocca, la colpa non è della programmazione di oggi ma dell’eredità di ieri.

E la promessa che ne consegue è insieme un vanto e un’eredità lasciata in dote a chi verrà dopo: «Il lavoro impeccabile a bilancio consentirà però un futuro roseo anche sotto questo punto di vista, a prescindere da chi sarà il mio successore». Aggiunge poi, quasi a voler lasciare la porta aperta su ulteriori annunci: «Dietro a ciò che si vede, c’è tanto lavoro nascosto che avrò modo di illustrare meglio in futuro».

Il capitolo culturale, tra rimpianto e prospettiva

I sindaci dopo l’accesso alla finale

Cianfrocca dedica infine un passaggio al cammino “Hernica Saxa“, condiviso con Anagni, Ferentino e Veroli, «che ci ha permesso di entrare tra le 10 finaliste che si sono giocate il ruolo di Capitale Italiana della Cultura 2028».

Il tono, qui, si fa più disteso, quasi nostalgico: «Lo abbiamo solo sfiorato, ma che bel clima di entusiasmo è stato creato!». Un rimpianto che suona anche come indicazione di lavoro per chi verrà: la collaborazione intercomunale, prima ancora del risultato mancato, viene indicata come il vero patrimonio da non disperdere. I risultati dell’alleanza strategica al posto della competizione campanilista si sta vedendo già in questa estate: calendari elaborati insieme, evitando di sovrapporre gli eventi nelle stesse date ma facendo in modo che ogni sera ci sia uno spettacolo di calibro in una delle quattro città.

Il messaggio che nessuno, per ora, raccoglie

Resta, tra le righe di questo lungo consuntivo, un destinatario implicito che il sindaco non nomina mai direttamente mentre lo interpella in ogni paragrafo: la propria coalizione di centrodestra, chiamata a scegliere chi guiderà Alatri dopo di lui. Cianfrocca chiude con parole che suonano come un passaggio di consegne ancora aperto: «Questa è stata finora appena una parte della mia amministrazione. Potrebbe regalare ancora altro alla Città fin quando avrò l’onore di rappresentarla».

Una delle traduzioni più accreditata è: se non riuscite a trovare un candidato unitario, quando avrete finito di accoltellarvi, il mio indirizzo sarà sempre lo stesso.

È un appello che, ad oggi, non trova risposta. Lega e Fratelli d’Italia restano impegnate a misurarsi anche su scacchieri più ampi, tra dinamiche regionali e provinciali che finiscono per rallentare le scelte locali. Forza Italia osserva dalla finestra, coltivando l’ipotesi di una candidatura femminile. Le liste civiche, dal canto loro, spingono apertamente per un “Cianfrocca bis”.

È un’ipotesi che il sindaco, nel proprio messaggio, non incoraggia né smentisce. Il fronte elettorale del centrodestra resta fermo, almeno in apparenza, mentre sotto la superficie non mancano ambizioni pronte a riemergere, non è escluso, anche attraverso un cambio di casacca.

Cianfrocca ha consegnato i numeri. Tocca ora alla sua coalizione trasformarli in un nome.


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