Una «questione di grande rilevanza sociale e morale. Che siano esauditi i legittimi desideri dell’associazione». Queste le parole che Papa Leone XIV ha scritto alla Lipu-BirdLife Italia. L’associazione in occasione della sua assemblea aveva scritto a Papa Leone proprio in merito a ddl 1552, il Disegno di legge 1552 sulla tutela della fauna selvatica e la regolamentazione della caccia, la cui discussione è iniziata nell’aula del Senato, e che sta suscitando tante contestazioni.
L’associazione aveva scritto al papa: «Sarebbe di inestimabile valore, Santità pur sapendola impegnata in altre e grandi questioni, spirituali e sociali, una Sua parola, un Suo pensiero di pace e attenzione rivolto alla natura e a chi ha la responsabilità di proteggerla».
La risposta
Il Papa ha risposto alla Lipu, per tramite della Segreteria di Stato, con parole sentite e tutt’altro che di circostanza. Pur sottolineando l’indiscutibile terzietà della Santa Sede rispetto alle “tematiche legislative degli Stati”, Papa Leone ha definito il tema “una questione di grande rilevanza sociale e morale”, esprimendo “apprezzamento per la sensibilità e l’opera” svolta nei riguardi della natura e “pregando affinché siano esauditi i legittimi desideri della Lipu”.
Il Papa ha inoltre assicurato che la Santa Sede non mancherà di promuovere “il rispetto e la tutela del creato, dono incomparabile di Dio, sia con il Magistero del Sommo Pontefice sia con gli interventi degli Osservatori permanenti presso i vari Organismi internazionali”.
La sensibilità del pontefice
«Ricevere la lettera di Papa Leone XIV» dichiara il presidente della Lipu-BirdLife Italia Alessandro Polinori «è stata un’emozione potente e una grande sorpresa, anche rispetto alla sollecitudine con cui il Papa ha risposto, pochissimi giorni dopo la nostra nota. La saggezza e la delicatezza delle parole del Pontefice, tali da sconsigliare ogni facile strumentalizzazione, mostrano la sensibilità di Leone XIV per la tutela della natura, che ci motiva ancora di più e ci spinge ad andare avanti anche, nello specifico, per fermare questo cattivissimo disegno di legge».
La mobilitazione degli animalisti
Non usano mezze parole le associazioni animaliste e ambientaliste che hanno firmato un appello rivolto allo stesso ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin: «Totale inazione, e anzi appoggio, di fronte al più grave attacco agli animali e alla natura della storia recente, che condurrà a danni alla biodiversità, caos gestionale e procedure di infrazione. È urgentissimo che il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin inverta la rotta e intervenga, chiedendo al Governo di fermare la pessima riforma della caccia in Italia. Diversamente, si dimetta».
Un ddl da fermare
Per le organizzazioni, infatti, il Disegno di legge va fermato.
Il ddl 1552, si legge nell’appello «è un concentrato di misure distruttive per gli animali, la natura e violazioni comunitarie e costituzionali: caccia durante il vietatissimo periodo di migrazione pre riproduttiva degli uccelli; soppressione dei pareri scientifici dell’Ispra; apertura illimitata della caccia nelle aziende faunistico-venatorie; estensione della caccia in aree interdette come parchi, demanio e spiagge; rilancio della pratica aberrante dei richiami vivi, già oggetto di procedura di infrazione europea e tanto altro ancora».
L’80% dei cittadini è contrario alla caccia
Le associazioni ricordano inoltre che «il ministro Pichetto Fratin non solo non ha agito, omettendo completamente di esercitare la sua funzione di massima autorità nazionale nel campo della protezione dell’ambiente, ma ha sostenuto la riforma, fino all’atto inaudito di occultare la lettera di contestazioni della riforma da parte della Commissione europea e, una volta scoperta, svilirne il significato».
Si ricorda inoltre che «l’80% dei cittadini si dichiari da sempre contrario alla caccia».
L’appello si conclude sottolineando non solo l’urgenza per il ministro di correggere questo percorso «chiedendo al Governo di fermare una riforma priva di ogni base giuridica e scientifica e contraria non solo alle esigenze della biodiversità, valore di rango costituzionale, ma al sentire diffuso e consolidato dell’intero Paese, ad eccezione della minoranza esigua di armieri e cacciatori».
Chi ha firmato l’appello
A firmare l’appello al ministro Pichetto Fratin sono: Associazione io non ho paura del Lupo, Altritalia Ambiente, Animalisti Italiani, Asoim, Cerm, Earth Odv, Enpa, Federazione Pro Natura, Fondazione Capellino, Gaia Animali&Ambiente, Green Impact, Greenpeace, Gio, Grig, Isde, Lac, Lav, Lipu Birdlife Italia, Lndc Animal Protection, Mountain Wilderness, Oipa, Rete Dei Santuari, Salviamo L’orso, Soi, Vas, Waldrappteam.
La mobilitazione e l’hashtag
Inoltre le associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia alla vigilia dell’apertura della discussione in aula del Senato in una nota congiunta dichiarano: «Si prefigura la distruzione della natura, l’uccisione di un numero ancora maggiore di animali selvatici per l’esclusivo divertimento dei cacciatori, la privazione della libertà per i cittadini di muoversi in sicurezza, lo sfregio del dettato costituzionale e del diritto europeo».
E aggiungono: «Chiamiamo alla massima mobilitazione le forze parlamentari responsabili, di maggioranza e opposizione, con l’attivazione di tutti gli strumenti democratici necessari, a partire dalla presenza dei leader e dei parlamentari, non importa se di Camera o Senato, negli eventi di protesta e all’inizio della discussione in aula del Senato. Invitiamo inoltre leader politici e parlamentari a dichiarare la propria opposizione al disegno di legge adottando l’hashtag #iomioppongo e comunicarlo in ogni modo possibile, a partire da interviste televisive e radiofoniche e messaggi social media».
In apertura photo by Josiah Ness on Unsplash
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Antonietta Nembri
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