Una task force regionale per seguire da vicino l’evoluzione dei casi sospetti di difterite e, parallelamente, un piano straordinario per recuperare le vaccinazioni dei bambini da zero a sei anni. È la risposta messa in campo dalla Regione Siciliana dopo i recenti episodi che hanno riacceso l’attenzione sulla circolazione delle malattie infettive e, soprattutto, sul calo delle coperture vaccinali registrato negli ultimi anni.
Il gruppo di lavoro è stato istituito con un decreto dell’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, con l’obiettivo di affiancare al monitoraggio epidemiologico una strategia più ampia di prevenzione. Non soltanto, dunque, verificare l’eventuale presenza e diffusione del batterio responsabile della difterite, ma intervenire sulle fasce di popolazione nelle quali le coperture vaccinali risultano ancora insufficienti.
La decisione arriva dopo la morte di una bambina di quattro anni per un caso sospetto di difterite, episodio che ha inevitabilmente riportato al centro del dibattito pubblico il tema della prevenzione e della protezione della popolazione infantile.
Il presidente della Regione Renato Schifani ha detto che “Gli episodi recenti ci impongono di intervenire in maniera ancora più mirata e tempestiva per salvaguardare la salute dei nostri bambini”.
Il monitoraggio del possibile cluster
Tra i compiti affidati alla task force c’è innanzitutto quello di seguire l’andamento del sospetto cluster epidemico di difterite, valutando l’eventuale necessità di ulteriori interventi per contenere la circolazione del batterio.
Ma il mandato del gruppo va oltre l’emergenza. La task force dovrà infatti elaborare proposte per riportare le coperture vaccinali a livelli considerati ottimali, intervenendo soprattutto sulla fascia 0-24 mesi, nella quale vengono concentrate numerose vaccinazioni previste dal calendario regionale.
Attenzione anche ai bambini più grandi, in particolare alla fascia dei 5-6 anni, per la quale è previsto il primo richiamo vaccinale collegato all’ingresso nella scuola primaria.
Nel mirino della strategia regionale c’è inoltre il morbillo, alla luce dell’incremento della circolazione del virus evidenziato dai dati epidemiologici nazionali.
Una rete che dovrà coinvolgere tutti
La Regione punta a una maggiore integrazione tra i diversi soggetti che operano nel campo della prevenzione. Aziende sanitarie provinciali, pediatri di libera scelta, medici di medicina generale e università saranno chiamati a collaborare per recuperare le vaccinazioni non effettuate e migliorare l’adesione delle famiglie.
È questo uno degli aspetti sui quali insiste l’assessore Caruso: dopo la significativa flessione delle coperture registrata nel periodo successivo alla pandemia, l’obiettivo è tornare a una situazione di maggiore sicurezza attraverso un’azione coordinata.
E in questo quadro la Regione individua nei genitori uno degli interlocutori principali. Per loro sarà avviata anche una campagna di informazione e sensibilizzazione, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza sull’importanza della vaccinazione pediatrica.
Riaprono i centri vaccinali
Sul piano operativo, la direttiva firmata dall’assessore alla Salute contiene una serie di disposizioni rivolte alle Aziende sanitarie provinciali.
La Regione ha previsto misure straordinarie per recuperare le vaccinazioni della popolazione infantile tra 0 e 6 anni, ampliando concretamente la possibilità per le famiglie di accedere ai servizi.
La disposizione prevede la riapertura dei centri vaccinali e l’attivazione di nuove postazioni, comprese quelle all’interno delle Case di comunità realizzate nell’ambito del Pnrr.
Anche i pediatri di libera scelta potranno essere coinvolti nelle attività vaccinali all’interno delle nuove strutture, mentre l’organizzazione dei servizi dovrà garantire una fascia oraria più ampia, indicativamente dalle 8 alle 18.
La Regione contempla inoltre la possibilità di riattivare alcuni centri vaccinali che erano stati chiusi nel periodo successivo al Covid, recuperando anche il personale precedentemente destinato ad altri servizi.
L’obiettivo dichiarato è semplice: rendere la vaccinazione più facilmente accessibile, eliminando per quanto possibile gli ostacoli organizzativi che possono impedire alle famiglie di completare il calendario previsto.
E per chi non vaccina i propri figli?
È questo uno dei passaggi più incisivi della direttiva regionale.
Le Asp dovranno individuare e contattare i genitori dei bambini che non risultano vaccinati secondo quanto previsto dal protocollo. Per loro è previsto un colloquio, durante il quale sarà ricordato l’adempimento da effettuare e sarà indicato un termine entro il quale procedere alla prenotazione.
In caso di mancato rispetto della prenotazione e degli obblighi previsti, potranno scattare le contestazioni formali della violazione dell’obbligo vaccinale, insieme alle segnalazioni previste dalla normativa alle autorità competenti per la tutela dei minori e alle istituzioni scolastiche.
La strategia regionale, dunque, viaggia su due binari paralleli: facilitare al massimo l’accesso alla vaccinazione e, nello stesso tempo, rendere effettivo il rispetto degli obblighi previsti.
La task force
A coordinare il gruppo di lavoro sarà Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dasoe. Ne faranno parte Giovanni Corsello, direttore della Clinica pediatrica dell’ospedale Di Cristina; Antonio Cascio, direttore del reparto di Malattie infettive del Policlinico di Palermo; Walter Mazzucco, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all’Università di Palermo; Salvatore Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo; la pediatra esperta di vaccinazioni Milena Lo Giudice e l’esperto di epidemiologia e igiene pubblica Salvatore Sammarco. Le funzioni di segreteria saranno affidate a Vincenza Piazza del Dasoe.
La partita che la Regione ha deciso di giocare non riguarda, quindi, soltanto l’emergenza difterite. Sullo sfondo c’è una questione più ampia: quanto è solida oggi la protezione vaccinale della popolazione infantile siciliana e quanto è necessario recuperare rispetto agli anni della pandemia?
La task force dovrà dare risposte sul fronte epidemiologico. Le Asp, invece, saranno chiamate a trasformare le indicazioni regionali in azioni concrete. E per le famiglie si apre una nuova fase, nella quale alla possibilità di recuperare le vaccinazioni si affianca anche un sistema di controllo più stringente sull’adempimento degli obblighi. Una strategia che punta, prima di tutto, a evitare che episodi isolati possano trasformarsi in un problema più grande.
Il dato dell’Asp di Trapani: la copertura cresce
Secondo i dati forniti dall’Asp, nella fascia di età 0-24 mesi, la copertura relativa alle vaccinazioni obbligatorie – tra le quali rientra anche quella contro la difterite – ha raggiunto nel 2026 il 93,4%, dato aggiornato al mese di agosto.
Un risultato che assume particolare rilievo se confrontato con quello registrato nell’intero 2025, quando la copertura nella stessa fascia di età si era attestata al 92,4%. In altre parole, ad agosto 2026 è già stato raggiunto un incremento di un punto percentuale rispetto al dato dell’anno precedente, con ancora quattro mesi a disposizione prima della conclusione dell’anno.
Il dato, quindi, potrebbe ulteriormente crescere entro dicembre, consolidando il miglioramento delle coperture vaccinali infantili.
Secondo quanto riferito dall’Asp, un ruolo importante in questo incremento è stato svolto dalla campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta direttamente alle famiglie, attraverso l’invio di lettere agli utenti interessati. Un’azione mirata che ha puntato a raggiungere direttamente i genitori, ricordando loro la necessità di procedere con le vaccinazioni previste e, dove necessario, di recuperare quelle non ancora effettuate.
È un elemento che assume un peso particolare proprio alla luce delle nuove misure regionali: informare, contattare le famiglie e rendere più semplice l’accesso ai servizi sembrano essere strumenti decisivi per aumentare le coperture. E il confronto tra il 92,4% del 2025 e il 93,4% già raggiunto nell’agosto di quest’anno offre, almeno sul piano numerico, un primo segnale positivo.
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