Inflazione maggio 3,2%: energia +12,5%, carrello +1,9%


Il mese non consegna un solo numero. Consegna una correzione di qualità: l’inflazione resta al 3,2% e l’interno del paniere cambia volto. Energia e trasporti alzano la media, il carrello arretra e l’IPCA perde un decimale sulla stima provvisoria. Nel confronto con il rilascio preliminare del 30 maggio, la notizia nuova sta proprio in quei decimali che spostano la diagnosi dal solo titolo alla struttura dei prezzi.

Uso degli indici: il NIC misura i prezzi sul piano nazionale, l’IPCA serve al confronto europeo e il FOI entra nelle rivalutazioni monetarie.

Sommario dei contenuti

NIC a 103,1: il 3,2% resta fermo

Il NIC al lordo dei tabacchi arriva a 103,1 nella nuova base 2025. Il passo mensile è pari a +0,4%; il confronto con maggio 2025 segna +3,2%, dopo il +2,7% definitivo di aprile. La soglia del 3% viene superata per effetto di una rotazione del paniere che non coincide con un aumento uniforme: alcune voci frenano e altre acquistano peso.

La sequenza aprile-maggio è netta. Ad aprile il rincaro annuo era salito soprattutto per energia e alimentari freschi; a maggio il canale energetico resta dominante e si somma ai servizi legati a trasporti, tempo libero e alloggio. La media nazionale concentra due movimenti distinti: energia ancora veloce e alimentari più deboli nel carrello.

Energia libera a +12,5%, parte tutelata a +5,6%

La componente energetica non regolamentata passa dal +9,6% di aprile al +12,5% di maggio, con aumento mensile dello 0,4%. La componente regolamentata sale dal +5,3% al +5,6%, con +0,3% su aprile. La categoria più ampia dei beni energetici si porta al +11,9%, contro il +9,2% del mese precedente.

Dentro il mercato libero la benzina cambia passo: da +1,1% a +10,7% sull’anno e +6,9% sul mese. Gli altri carburanti per mezzi personali avanzano da +3,4% a +9,8%. Il gasolio per mezzi di trasporto resta molto alto al +25,4%, pur calando del 4,4% su aprile; il gasolio da riscaldamento segna +36,8% sull’anno e -4,2% sul mese. Queste direzioni opposte spiegano perché il dato energetico finale è meno grossolano del titolo: benzina in accelerazione mensile, gasoli ancora elevati nel confronto annuo e gas libero in risalita al +8,2%.

Trasporti, alloggi e ricreazione guidano i servizi

La divisione Trasporti passa dal +3,8% al +5,5% e offre il contributo maggiore alla crescita tendenziale dell’indice generale, pari a 0,844 punti percentuali. Subito dopo arrivano Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili con 0,711 punti, i prodotti alimentari e bevande analcoliche con 0,434 punti e i servizi di ristoranti e alloggio con 0,430 punti.

I servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona salgono dal +2,6% al +3,0% sull’anno e registrano +1,4% su aprile. Gli alloggi entrano con una spinta più visibile: da +1,7% a +3,9% sull’anno e +5,3% sul mese. Nei trasporti la traiettoria resta spezzata: il trasporto aereo passeggeri migliora da -12,8% a -3,4% sull’anno pur scendendo del 5,1% nel mese. Il trasporto marittimo e per vie d’acqua passa da -1,0% a +5,8%, con +3,0% su aprile.

Carrello a +1,9%, alta frequenza a +4,4%

Il carrello della spesa, cioè beni alimentari, cura della casa e cura della persona, scende al +1,9% dal +2,3% di aprile. Il suo peso nel paniere NIC è pari a 204,361 millesimi. Gli alimentari lavorati rallentano al +0,2%, gli alimentari non lavorati restano più sostenuti al +5,5% e riducono comunque il ritmo dal +5,9% del mese precedente.

La frutta e la frutta a guscio accelerano da +2,9% a +5,3%, con un salto mensile del +7,3%. Ortaggi, tuberi, banane plantano, banane da cucina e legumi rallentano da +6,2% a +4,3% e cedono il 3,4% su aprile. Nella spesa incontrata più spesso la tensione resta alta: i prodotti ad alta frequenza d’acquisto arrivano al +4,4%, con peso di 409,790 millesimi e contributo tendenziale di 1,777 punti.

Beni al 3,4%, servizi al 2,8% e fondo al 1,7%

I beni accelerano dal +3,1% al +3,4%; i servizi salgono dal +2,4% al +2,8%. Il differenziale fra servizi e beni si colloca a -0,6 punti percentuali, contro -0,7 di aprile. La distanza si riduce perché il rincaro dei servizi cresce con più intensità mensile, pari a +0,6%, contro il +0,1% dei beni.

La componente di fondo, calcolata al netto di energia e alimentari freschi, sale al +1,7% dal +1,6%. L’indice al netto dei soli energetici raggiunge il +2,1%, dal +1,9% di aprile. Il segnale è netto e non uniforme: l’energia resta il motore principale e una parte dei servizi comincia a incorporare aumenti più persistenti.

IPCA finale al 3,2%: un decimale sotto la stima

L’IPCA, l’indice armonizzato usato per i confronti europei, arriva a 103,6, con +0,3% su aprile e +3,2% su maggio 2025. La stima preliminare era +3,3% annuo e +0,4% mensile. Nel passaggio al dato finale l’armonizzato perde un decimale sia sul mese sia sull’anno.

La versione a tassazione costante, IPCA-CT, registra invece +3,6%. Il divario sull’IPCA ordinario nasce dal trattamento teorico delle imposte indirette: l’indice a tassazione costante sterilizza le modifiche fiscali e per maggio non incorpora la riduzione delle accise sui carburanti. Il confronto fra 3,2% e 3,6% isola una parte del peso fiscale nella misurazione europea dei prezzi.

FOI a 102,8: la cifra per rivalutazioni monetarie

Il FOI senza tabacchi raggiunge 102,8 in base 2025, con +0,3% su aprile e +3,0% sull’anno. La variazione biennale è pari a +4,4% e il coefficiente di raccordo con la precedente base 2015 è 1,214. Qui il dato esce dal solo racconto macroeconomico ed entra nelle rivalutazioni di importi monetari.

Il FOI viene usato per adeguare periodicamente canoni di affitto e assegni dovuti al coniuge separato. La base 2025=100 segna un cambio tecnico per le serie del 2026: chi confronta importi o contratti con anni precedenti deve usare il raccordo corretto, perché da gennaio le serie nazionali e provinciali sono state riallineate alla nuova classificazione europea dei consumi.

Territori: Reggio Calabria al 4,4%, Aosta al 2,3%

Il dato nazionale nasconde differenze territoriali nette. Tra regioni e province autonome, Trentino-Alto Adige, Umbria e Sardegna si collocano sulla stessa quota della media italiana. Sopra il 3,2% stanno Calabria, Lazio, Veneto, Campania, Friuli-Venezia Giulia e Puglia; le altre aree restano sotto la media nazionale.

Fra i capoluoghi di regione, le province autonome e i grandi comuni oltre 150mila abitanti, la crescita tendenziale più alta si registra a Reggio Calabria, con +4,4%. Seguono Verona al +3,7%, poi Rimini, Venezia e Roma al +3,6%. All’estremo basso si colloca Aosta, con +2,3%. Lo scarto fra Reggio Calabria e Aosta vale 2,1 punti percentuali.

Dal 30 maggio alla chiusura definitiva

Il 30 maggio avevamo pubblicato la stima preliminare con NIC al +3,2%, IPCA al +3,3%, carrello al +2,3%, alta frequenza al +4,5% e componente di fondo al +1,8%. La chiusura definitiva mantiene il titolo generale e modifica le voci che incidono sulla valutazione del mese: IPCA +3,2%, carrello +1,9%, alta frequenza +4,4%, fondo +1,7%.

La revisione cambia la diagnosi economica del rilascio: il mese resta più caro per energia e mobilità, mentre la spesa alimentare e domestica mostra un raffreddamento più marcato di quello indicato a fine maggio. Nelle cronache economiche di ANSA, Teleborsa e Adnkronos la gerarchia del mese coincide con questa sequenza: energia libera in accelerazione, trasporti più pesanti, servizi ricreativi in aumento e carrello in rallentamento.


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 Junior Cristarella

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