Se il territorio vigezzino, regione alpina di collegamento tra la Val d’Ossola e il Canton Ticino all’estremo nord del Piemonte, ha conquistato la fama di Valle dei Pittori, il merito si deve a un’antica e longeva tradizione artistica.

I pittori della Val Vigezzo: le origini

Già dal Seicento, la Val Vigezzo – fino a quel momento molto attardata su stilemi pittorici di derivazione tardo medievale, funzionali principalmente a una produzione di carattere devozionale – conobbe una grande riscossa per il rientro di pittori locali dapprima emigrati in cerca di fortuna, soprattutto alla volta della Francia, e poi tornati in valle con nuove tecniche e competenze. Ma bisognerà attendere l’Ottocento inoltrato per la nascita di un’istituzione mirata a convogliare queste istanze in un percorso formativo riconosciuto e destinato a fare proseliti, protraendo nel tempo l’arte dei “pittori della Valle Vigezzo”, tutt’ora tramandata. Risale infatti al 1878 la fondazione della Scuola di Belle Arti “Rossetti Valentini” a Santa Maria Maggiore, centro di riferimento della valle, oggi a forte vocazione turistica per quanto preservato nel suo originale, piccolo nucleo storico. L’istituto divenne presto il centro delle attività artistiche e intellettuali della Valle Vigezzo, e ancora oggi è l’unica scuola di belle arti attiva sulle Alpi, con corsi di disegno, pittura e intaglio del legno. Nella sua Pinacoteca sono riuniti i dipinti dei più importanti maestri vigezzini.

Un paesaggio rurale alpino della Val Vigezzo

Nella Valle dei Pittori tra le Alpi Ossolane

Sebbene paesaggi e ritratti abbiano sempre costituito l’ossatura della scuola locale – nel Seicento gli artisti vigezzini sono richiestissimi come ritrattisti dalla borghesia della grandi città italiane e straniere, poi rientrano arricchiti da nuove esperienze e tecniche – i pittori della Val Vigezzo, dopo una prima formazione presso le botteghe della vallata, si cimentavano inizialmente con lavori ad affresco, sulle facciate di case private o all’interno delle chiese che oggi conservano traccia di quella stagione. “Evvi finalmente tra gli abitanti di questa valle a una classe particolare, cioè quella degli artisti, specialmente applicati alla pittura. Il genio di quest’arte liberale sembra innato ai vigezzini; e quando vi avesse una scuola ben ordinata, riuscirebbero senza dubbio pittori di alto merito. Il giovine di questo mandamento in quattro o in cinque o tutt’al più in sei anni di studio fatto sotto la direzione degli artisti della valle, si rende abile a dipingere ritratti ed eziandio buoni quadri di storia. Allora l’allievo se ne va nelle diverse parti della Francia; ivi si procaccia l’opportunità di fare dipinti di ogni sorta e dopo un anno, o un anno e mezzo di assenza, ritorna in patria ricco di cinquanta ed anche cento luigi d’oro”, si legge nel Dizionario Geografico, Storico, Statistico, Commerciale Degli Stati Sardi pubblicato alla metà dell’Ottocento.

La Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini a Santa Maria Maggiore nella Valle dei Pittori
La Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini a Santa Maria Maggiore

La Scuola di Belle Arti di Santa Maria Maggiore. L’intuizione di Rossetti Valentini

Ogni centro della valle ha i suoi nomi di riferimento: a Craveggia, alla metà del Settecento, Giuseppe Mattia Borgnis (1701–1761) formalizza una prima scuola di pittura. A Buttogno è la “scuola” dei Simonis a formare figure talentuose come Lorenzo Peretti (1774-1851) e Giovanni Maria Rossetti Valentini (1796-1878), fondatore della scuola di Santa Maria Maggiore dopo il successo riscontrato in Francia. Dopo gli studi all’Accademia di Brera, Rossetti si era trasferito in Francia, per insegnare disegno in importanti istituti artistici, ottenendo la croce di cavaliere della Legion d’onore e diventando Ufficiale d’Istruzione di Napoleone III. Nel 1868, rientrato in valle, iniziò a impartire corsi gratuiti di disegno e ornato per i ragazzi desiderosi di avvicinarsi alle basi della pittura per promuovere il prestigio della professione artistica e offrire un’opportunità formativa ai giovani del posto. Così, nel ‘78, poco prima della sua morte, si arrivò all’inaugurazione della Scuola di Belle Arti, a cui Rossetti lasciò in eredità tutti i suoi beni per assicurarne il buon mantenimento.

Un paesaggio innevato di Camillo Besana nella Valle dei Pittori
Un paesaggio innevato di Camillo Besana

I pittori della Val Vigezzo nel Novecento

Con Enrico Cavalli (1849 – 1919), nei primi anni del Novecento, la Scuola si affermerà come modello esemplare di tutto l’arco alpino. Alla realizzazione di opere su commissione (ritratti e pittura sacra), Cavalli sostituisce l’osservazione dal vero per la rappresentazione del paesaggio e la valorizzazione della luce, in sintonia con le più aggiornate ricerche internazionali. Figlio di pittore, Cavalli si trasferì piccolissimo a Lione con la sua famiglia, e lì studiò all’Accademia di Belle Arti; a Parigi e poi a Marsiglia, presso Adolphe Monticelli, ebbe modo di formarsi, prima di rientrare a Santa Maria Maggiore, per insegnare la pratica dell’en plein air. Otterrà una cattedra ufficiale nel 1917, solo due anni prima della sua scomparsa.

La Pinacoteca della Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini nella Valle dei Pittori
La Pinacoteca della Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini

Le sue sperimentazioni sono però all’origine del successo internazionale di molti artisti della Valle, come Giovanni Battista Ciolina (1870-1955), Carlo Fornara (1871-1968; tra i più celebri pittori vigezzini di sempre, seguì l’esempio del Divisionismo filtrato da Segantini), Lorenzo Peretti Junior (1871-1953), Alfredo Belcastro (1893-1961), Severino Ferraris (1903-1979), Giuseppe Magistris (1911-1967), Antonio Gennari (1923-2002). Anche l’interruzione dovuta alla Seconda Guerra Mondiale e il successivo ridimensionamento della Scuola, con la limitazione delle attività ai soli corsi estivi a scopo ricreativo, non fiaccò la coesione tra i pittori della valle e il loro legame con l’istituto, che nel secondo Novecento ricevette in donazione lo studio del pittore Severino Ferraris a Prestinone e la casa-studio “Il nido del sole” a Santa Maria Maggiore appartenuta ad Alfredo Belcastro.

Corsi di belle arti a Santa Maria Maggiore nella Valle dei Pittori
Corsi di belle arti a Santa Maria Maggiore

Da Scuola a Fondazione. Un centro di produzione culturale e artistica ancora attivo

Oggi l’edificio storico della Scuola di Belle Arti è adibito a sede museale e preserva, oltre alle collezioni d’arte (la Pinacoteca fu allestita per la prima volta nel 1954, espone opere dal Settecento al Novecento), arredi e oggetti originali. Continuano a tenersi corsi legati al disegno, all’intaglio del legno, al fumetto, proposte stagionali, come la Mountain Academy (tre giorni sulle Alpi per creare un taccuino d’artista). Nel 2019 la Scuola si è trasformata in Fondazione, presieduta da Bruno Testori, e con il sostegno di Fondazione Cariplo è stato ampliato l’edificio, per aumentare la superficie interna destinata a mostre, corsi di formazione ed eventi: nel 2023, in occasione dei 145 anni dell’istituto, dopo due anni di interventi strutturali e di ristrutturazione delle sale, la Fondazione Rossetti Valentini ha riaperto battenti in veste rinnovata.

I percorsi outdoor della Valle dei Pittori
I percorsi outdoor della Valle dei Pittori

Intanto, il progetto Val Vigezzo. La Valle dei Pittori, sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo, promuove borse di studio, mostre, percorsi outdoor attraverso paesaggi dipinti dai maestri vigezzini, nuovi corsi di formazione. E fino al primo novembre 2026 si visita la mostra dedicata a Camillo Besana (Malesco, 1887 – 1941) e ai luoghi della valle che immortalò con grande sensibilità paesistica, indagando in particolar modo il rapporto della luce con la neve. Ma esempi di pittura vigezzina di grande qualità si scoprono anche tra le chiese e il centro storico di Craveggia e in molti piccoli paesi della valle. Con la curiosità di esplorare e le indicazioni raccolte a Santa Maria Maggiore. E, riscesi a Domodossola, una visita al Museo Civico di Palazzo San Francesco permette di approfondire ulteriormente: la collezione comunale riunisce diversi ritratti, paesaggi e pale d’altare di maestri vigezzini attivi tra il Seicento e il Novecento. Sempre in città, Casa De Rodis espone collezioni dedicate all’Ottocento vigezzino, tra cui i dipinti dell’apprezzato ritrattista Gian Maria Rastellini.

Livia Montagnoli

Fondazione Rossetti Valentini
Via Rossetti Valentini, 1 – Santa Maria Maggiore (Verbania)
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