Dalla possibilità di estendere la flat tax fino a 100mila euro all’ampliamento dello scaglione Irpef agevolato, fino alla detassazione degli aumenti salariali, le proposte sono numerose. Ma c’è un ostacolo che potrebbe ridimensionare le ambizioni dell’esecutivo: trovare le risorse necessarie per finanziare le misure. Per il momento, infatti, si tratta di interventi ancora allo studio e non di provvedimenti definitivamente approvati.
Partite Iva, la flat tax potrebbe arrivare a 100mila euro
Una delle novità più significative riguarda i lavoratori autonomi. Attualmente, per accedere al regime forfettario, la soglia massima di ricavi e compensi è fissata a 85mila euro annui. La Lega propone di innalzarla a 100mila euro, permettendo a una platea più ampia di professionisti e piccoli imprenditori di beneficiare della tassazione agevolata.
Il sistema attuale prevede un’imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per le nuove attività in possesso dei requisiti previsti dalla legge. Il reddito imponibile viene determinato attraverso coefficienti di redditività differenti a seconda dell’attività esercitata.
La proposta allo studio introdurrebbe però una particolarità: chi supera gli 85mila euro potrebbe continuare a pagare l’imposta sostitutiva fino alla soglia dei 100mila euro, ma sarebbe obbligato ad applicare l’Iva sulle fatture e a rispettare i relativi adempimenti.
Una soluzione che dovrebbe fare i conti con la normativa europea, che individua proprio negli 85mila euro il limite di riferimento per la franchigia Iva.
Taglio Irpef, l’aliquota del 33% potrebbe estendersi fino a 60mila euro
Tra le priorità indicate dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo figura anche un nuovo intervento sull’Irpef.
L’ipotesi è quella di estendere fino a 60mila euro di reddito la fascia soggetta all’aliquota del 33%, ampliando così il beneficio fiscale per una parte dei contribuenti.
L’obiettivo sarebbe quello di alleggerire ulteriormente il carico fiscale sui redditi medio-alti, aumentando la disponibilità economica delle famiglie. Anche in questo caso, tuttavia, l’effettiva realizzazione della misura dipenderà dalle coperture finanziarie e dalle decisioni che saranno assunte durante la definizione della manovra.
Stipendi più alti e meno tasse sugli aumenti salariali
Non soltanto partite Iva. Il governo sta valutando anche un meccanismo per rendere più convenienti gli aumenti di stipendio riconosciuti dalle aziende ai propri dipendenti.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha prospettato una tassazione agevolata sugli incrementi retributivi, con un sistema simile a una flat tax.
L’intenzione è duplice: da una parte sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori, dall’altra incoraggiare le imprese ad aumentare le retribuzioni senza dover sostenere un incremento eccessivo dei costi.
Particolare attenzione sarebbe riservata ai giovani, anche nel tentativo di contrastare la fuga di lavoratori qualificati verso Paesi che offrono condizioni economiche più vantaggiose.
Flat tax per i giovani, una nuova agevolazione allo studio
Proprio i giovani potrebbero diventare protagonisti di un altro intervento fiscale. Tra le ipotesi avanzate da Maurizio Leo figura infatti l’introduzione di una flat tax dedicata ai redditi dei lavoratori più giovani.
La misura potrebbe essere accompagnata da incentivi rivolti alle imprese che decidessero di aderire al nuovo sistema, favorendo così l’occupazione e la crescita delle retribuzioni.
Restano però ancora da chiarire gli aspetti fondamentali: l’età massima per accedere al beneficio, i limiti di reddito, le aliquote applicabili e le risorse disponibili.
Partite Iva e lavoro dipendente, possibile aumento della soglia a 40mila euro
Un’altra questione riguarda chi possiede una partita Iva ma percepisce contemporaneamente un reddito da lavoro dipendente o da pensione.
Per il 2025 e il 2026, il limite reddituale previsto per accedere al regime forfettario è stato innalzato da 30mila a 35mila euro. Senza un nuovo intervento legislativo, dal 2027 la soglia tornerebbe a 30mila euro.
Forza Italia propone invece di portarla a 40mila euro, rendendo strutturale l’agevolazione.
La modifica consentirebbe a un maggior numero di lavoratori dipendenti di mantenere un’attività autonoma beneficiando del regime fiscale agevolato, purché siano rispettate anche le altre condizioni previste dalla normativa.
Banche, possibile contributo del 5% sugli utili
Per finanziare parte degli interventi, nel dibattito politico è emersa anche l’ipotesi di chiedere un contributo aggiuntivo agli istituti di credito.
La proposta prevede un prelievo del 5% sugli utili delle banche, dal quale potrebbero arrivare tra 2 e 3 miliardi di euro da destinare al sostegno di famiglie e imprese.
Il ministro Giorgetti, tuttavia, non ha espresso un sostegno esplicito a questa soluzione, richiamando piuttosto l’importanza della concorrenza nel settore bancario per contrastare le rendite di posizione.
La questione resta quindi aperta e potrebbe diventare uno dei punti più discussi nel confronto politico sulla manovra.
Imprese, incentivi fino a 15mila euro per l’intelligenza artificiale
La Legge di Bilancio potrebbe contenere anche nuovi strumenti per accompagnare le aziende italiane nella trasformazione digitale.
Tra le proposte figura un voucher compreso tra 8mila e 15mila euro destinato alle micro, piccole e medie imprese che intendono investire in software, tecnologie digitali e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.
La dotazione complessiva ipotizzata sarebbe di circa 200 milioni di euro. Per accedere al contributo potrebbe essere necessario sottoporsi a una valutazione preliminare del livello di digitalizzazione aziendale e acquistare tecnologie da fornitori autorizzati.
L’obiettivo è ridurre il ritardo delle imprese italiane nell’adozione dell’intelligenza artificiale rispetto alla media europea.
Allo studio anche una proroga del piano Transizione 5.0, con lo spostamento dal 30 settembre 2028 al 30 settembre 2029 del termine per completare gli investimenti agevolati. Tra le spese che potrebbero beneficiare degli incentivi figurano anche software cloud e servizi tecnologici integrati.
Quando entreranno in vigore le nuove misure?
Nonostante le numerose proposte, il quadro della Manovra 2027 è ancora in fase di definizione. Le modifiche fiscali dovranno essere inserite nel testo della Legge di Bilancio, trovare adeguate coperture finanziarie e ottenere l’approvazione parlamentare.
Se confermate, molte delle disposizioni potrebbero entrare in vigore dal 1° gennaio 2027, salvo differenti decorrenze stabilite dalla legge.
Per lavoratori dipendenti, professionisti e imprese, dunque, i prossimi mesi saranno decisivi per capire quali delle agevolazioni annunciate diventeranno realtà e quali, invece, resteranno soltanto proposte.
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