A Digerbato la scuola primaria rischia di diventare sempre più piccola. E quando una scuola chiude in una contrada non si perde soltanto qualche aula: si perde un pezzo di comunità. È da questa consapevolezza che venerdì 21 agosto, in piazza a Ciavolo, è partito un appello per difendere il plesso scolastico, alle prese negli ultimi anni con un forte calo delle iscrizioni.
A promuovere l’incontro è stato don Marco Laudicina, parroco della comunità di Ciavolo, Ciavolotto, Digerbato e Scacciaiazzo. Al confronto hanno partecipato il dirigente dell’Istituto comprensivo “Mario Nuccio” Francesco Marchese, l’assessore comunale all’Istruzione e all’impiantistica scolastica Flavio Coppola e il consigliere comunale Lillo Gesone, presidente della sesta commissione consiliare. A moderare l’incontro Fabio Genna.
Don Marco: «Difendiamo la scuola con tutte le nostre energie»
Il messaggio del parroco è stato netto: nelle contrade i servizi sono essenziali per evitare lo spopolamento e la scuola rappresenta probabilmente il presidio più importante.
«Difendiamo con tutte le nostre energie la scuola primaria di Digerbato», è stato l’appello rivolto alla comunità. Perderla, ha sottolineato don Marco, significherebbe una sconfitta collettiva e avrebbe conseguenze sulla stessa possibilità delle contrade di continuare ad essere luoghi vivi.
Negli ultimi anni, ha ricordato il sacerdote, scuola e parrocchia hanno collaborato con diverse iniziative, creando occasioni di aggregazione per i bambini e rafforzando il loro senso di appartenenza al territorio.
Il paradosso delle iscrizioni: l’infanzia di Ciavolo ha 35 bambini
A mettere sul tavolo i numeri è stato il dirigente scolastico Francesco Marchese.
La scuola dell’infanzia di Ciavolo conta due sezioni e 35 alunni. Numeri che, almeno per il momento, raccontano un presidio in buona salute. Il problema arriva nel passaggio alla primaria, dove da alcuni anni si registra una sensibile diminuzione delle iscrizioni al plesso di Digerbato.
Un’incongruenza sulla quale la scuola vuole interrogarsi.
Le cause, secondo Marchese, sono diverse: c’è il calo delle nascite, che riguarda tutto il Paese, c’è lo spopolamento delle periferie e delle contrade, ma possono esserci anche ragioni legate alle esigenze delle famiglie o alle caratteristiche del singolo plesso.
Il nodo delle pluriclassi
Tra i genitori presenti è emersa soprattutto una preoccupazione: quella per la qualità della didattica in presenza delle pluriclassi, cioè classi nelle quali vengono riuniti bambini di anni scolastici differenti.
Marchese ha cercato di rassicurare le famiglie: «Non ci saranno alunni che rimarranno indietro».
Secondo il dirigente, la particolare organizzazione potrebbe trasformarsi persino in un’opportunità. L’istituto ha infatti chiesto e ottenuto un maggiore numero di insegnanti per alcune delle materie fondamentali.
Per italiano e matematica, ad esempio, potranno esserci docenti impegnati con gruppi di appena sei o sette bambini. Una didattica quasi personalizzata che, nelle intenzioni della scuola, dovrebbe diventare uno dei punti di forza del plesso.
Marchese ha inoltre ringraziato docenti e personale Ata delle scuole di Ciavolo e Digerbato, presenti in gran numero all’incontro.
Comune: tempo pieno e scuolabus per rilanciare il plesso
L’assessore Flavio Coppola ha assicurato la disponibilità dell’Amministrazione comunale a intervenire per quanto di propria competenza.
Tra le ipotesi annunciate c’è la disponibilità ad attivare il tempo pieno a Digerbato e a potenziare il servizio scuolabus, estendendolo anche alle eventuali attività extrascolastiche.
Prevista anche una pulizia straordinaria degli spazi verdi dei plessi scolastici comunali.
Misure che potrebbero rendere la scuola più attrattiva per le famiglie. Perché la partita, in fondo, si gioca proprio qui: convincere i genitori a scegliere la scuola della propria contrada invece di accompagnare ogni mattina i figli verso altri plessi della città.
La palestra riaprirà dopo quattro anni
Dall’incontro è arrivata anche una notizia attesa da tempo.
La palestra della scuola di Digerbato, chiusa da quattro anni, dovrebbe tornare presto agibile. A spiegare lo stato degli interventi è stato il geometra comunale Fabrizio Giacomarro, presente all’incontro, che ha illustrato l’iter previsto per consentirne la riapertura.
La notizia è stata accolta con un lungo applauso dai presenti.
Il consigliere Lillo Gesone ha inoltre proposto di verificare la possibilità di utilizzare la palestra anche nelle ore pomeridiane, aprendola ad attività rivolte non soltanto agli studenti ma all’intera comunità.
Una ricognizione sui 49 plessi scolastici di Marsala
Gesone ha spiegato che la sesta commissione consiliare sta avviando una ricognizione sui 49 plessi scolastici presenti nel territorio marsalese.
L’obiettivo è conoscere condizioni e necessità delle strutture, promuovere un confronto con i dirigenti scolastici e individuare maggiori risorse economiche da destinare alle scuole.
E a Marsala non è una questione secondaria. Un territorio comunale vastissimo, decine di contrade e una rete di piccoli plessi significano anche costi, manutenzioni e servizi difficili da garantire. Ma chiudere una scuola nelle periferie può produrre un risparmio oggi e un costo sociale molto più alto domani.
Adesso la scelta spetta anche alle famiglie
La riunione di Ciavolo si è conclusa dunque con una sorta di patto tra scuola, Comune e comunità.
Da una parte ci sono gli impegni annunciati: più attenzione alla didattica, la possibilità del tempo pieno, il potenziamento dello scuolabus, la riapertura della palestra.
Dall’altra c’è però la questione decisiva: le iscrizioni.
Don Marco Laudicina ha chiuso l’incontro richiamando proprio le famiglie alla responsabilità. Per mantenere aperta e pienamente operativa la scuola di Digerbato non bastano infatti i buoni propositi delle istituzioni. Servono bambini.
Ed è forse questa la fotografia più semplice della vicenda: per salvare una scuola di contrada bisogna prima di tutto tornare a considerarla una scelta possibile, e non una scuola di serie B.
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