Lettere a Iacchite’: “Catanzaro, i banditi di ieri e di oggi che hanno saccheggiato la Città”



Gentile direttore,

nei giorni scorsi abbiamo assistito a seguito dell’annuncio di Occhiuto della realizzazione del nuovo ospedale da 811 posti a Rende a una sfilza di comunicati stampa sull’argomento in questione ma anche sul futuro di Catanzaro. Tutto ciò ci porta a riflettere su come Catanzaro sia stata saccheggiata da tutti i politici che l’hanno governata negli ultimi 30 anni, molti dei quali hanno avuto dei ruoli di spicco nel panorama politico locale, e altrettanti che ancora oggi lo hanno. A differenza delle altre provincie calabresi, “per esempio Cosenza (ma ormai sarebbe meglio dire… Rende) e Reggio Calabria” dove ancora aggi esponenti politici di rilievo annunciano l’arrivo di milioni di euro per infrastrutture e servizi attraverso appositi emendamenti approvati dal Governo Nazionale, Catanzaro vive in una condizione di stallo globale intersecata con un’altrettanta condizione di degenerazione culturale dei governanti che ancora oggi dialogano con i vari colletti bianchi della massomafia calabrese, tant’è che a Catanzaro i pseudopolitici e la stampa locale si occupano solo di buche, pulizia di strade e canalon e taglio dell’erba: non c’è traccia di alcun ragionamento politico di rilievo su grandi temi o altro. Con l’esclusione di quando scrive Sergio Dragone…

La città di Catanzaro si trova in questa condizione disarmante a causa del malgoverno delle amministrazioni che l’hanno governata; una su tutte è quella guidata da Sergio Abramo, il quale ad eccezione della sua prima consiliatura risalente agli anni 2000 non ha mosso un dito per l’espansione e la crescita culturale della sua città a causa anche delle logiche politiche dettate da alcuni esponenti del tempo come Mimmo Tallini, che hanno limitato molto l’azione politica facendo perdere la leadership di Catanzaro nel contesto regionale e nazionale.

Accanto ad Abramo l’elenco è lungo: oggi la città di Catanzaro è governata da Nicola Fiorita, anche lui fermo al palo per la crescita e l’espansione della città, basti pensare ai vari dossier fermi sulla sua scrivania come l’ospedale, il piano regolatore con l’area di Germaneto e tanto altro… Purtroppo anche lui è un sindaco legato a doppio filo ad una serie di logiche di potere che lo hanno avvolto in un sistema che non gli permette di muovere un dito, se non di occuparsi di alcune faccende familiari  che lo collegano molto al sistema universitario e non solo… motivo per il quale  non ha mai preso posizione contro alcune scelte illogiche degli ultimi Rettori dell’Ateneo di Catanzaro, ecco perché ha scelto di far sprofondare lentamente la propria città nel disastro più totale.

Andando a scavare troviamo altri due soggetti della politica locale – la vicesindaca Giusy Iemma esponente del Pd catanzarese e il vicepresidente della Regione Calabria, il leghista (ancora per poco?) Filippo Mancuso, entrambi legati da un filo conduttore non solo d’interessi in ambito di edilizia e urbanistica ma anche di altro… Com’è risaputo la nascente Azienda Ospedaliera Renato Dulbecco di Catanzaro (frutto dell’opera fallimentare dell’allora Presidente del Consiglio Regionale Filippo Mancuso che ha fuso l’Azienda ospedaliera Materdomini con l’azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio) è completamente a trazione universitaria con l’egemonia suprema del rettore, tant’è che l’interesse principale del duo Iemma-Mancuso è solo personale al fine di poter governare il processo di nomina dei vari primari e Direttori di struttura complessa.

La vicesindaca Iemma ha tutto l’interesse di fare una scalata per la propria posizione essendo egli stessa dirigente medico in aspettativa dell’Azienda Renato Dulbecco di Catanzaro, il vicepresidente da fonti interne alla stessa azienda risulta essersi speso molto per un parente stretto anch’esso dirigente medico dell’Azienda Renato Dulbecco, entrambi legati, forse per una pura combinazione dalla stessa specialità in ambito clinico – sanitario (per capirci – cardiologia!).

Ma la parte più pericolosa è quella esercitata dal ristretto gruppo che trama dietro le quinte da anni con scaltrezza e che fa capo al sottosegretario Wanda Ferro, anche lei tra i principali artefici della distruzione della Provincia di Catanzaro attraverso un buco di bilancio che per anni non ha permesso il pagamento degli stipendi ai poveri dipendenti rimasti. Oggi la Ferro è impegnata a fare proclami ed uscite pubbliche solo ed esclusivamente per l’installazione di telecamere e per nient’altro di importante che riguarda la sua amata città della quale ricordiamo è stata anche assessore alla cultura. Oggi sogna, forse, di fare il sindaco di Catanzaro senza pensare che nei 4 anni di governo Meloni (del suo partito) non ha proposto al contrario dei suoi colleghi deputati calabresi nessun emendamento per Catanzaro e per la sua Provincia (governata per decenni da lei e dal suo mentore politico ormai defunto Michele Traversa che abbandonò la città per starsene seduto comodamente alla Camera dei deputati a Roma) per portare qualche centinaio di migliaia di euro per infrastrutture o per recuperare alcune zone della città… lo ha fatto persino il deputato leghista Furgiuele per il campo rom di scordovillo di Lamezia Terme – ma per Catanzaro nulla! Zero! Come tutti politici che hanno governato e che governano e che certamente – documenti alla mano – non hanno a cuore le sorti della Città che rischia non solo di radere al suolo l’eccellenza medica costruita negli anni nell’ambito della ricerca sanitaria, ma di perdere anche i dati della produttività e della performance 2025 dove l’azienda di Catanzaro risulta tra le prime di tutta la Calabria insieme agli Ospedali Riuntiti di Reggio Calabria, ma il ruolo di capoluogo.

Infine troviamo il nascente duo Mimmo Tallini/Francesco Pitaro, i quali attraverso delle riunioni carbonaie vorrebbero anch’essi portare l’attenzione sulle vicende della città magari in un’ottica di una futura cordata politica, ma anche loro non hanno mai chiarito da che parte stanno… Certo, oggi senza incarichi di partito è facile scrivere o raccontare, ma bisognerebbe anche per loro guardare il passato… Fra pochi mesi si tornerà al voto nazionale e i cittadini dell’area centrale della Calabria sapranno scegliere bene chi si è occupato del proprio territorio e chi no! –  la stessa sorte toccherà alla Città di Catanzaro dove i cittadini, quelli che non hanno l’anello al naso, sapranno farla pagare a chi ha solo pensato a vivere saccheggiando al fine di poter occuparsi solo dei propri interessi personali e non di quelli della comunità mandando tutti questi parassiti a casa…  Lettera firmata

 


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