Il centro città in stile modernista di Gdynia, città polacca sul Mar Baltico, è stato ufficialmente riconosciuto come patrimonio UNESCO a fine luglio 2026. La decisione arriva dopo un lungo percorso durato oltre vent’anni e farà conoscere a un più vasto pubblico questa località portuale che proprio nel 2026 celebra il centenario del riconoscimento dello status di città.
Una nuova città creata solo 100 anni fa
Nonostante il nome di Gdynia, “Gdinam” per l’esattezza, appaia per la prima volta su un documento nel 1253, qui – a pochi chilometri a nord-ovest da Danzica – per secoli si farà riferimento solo a un piccolo porto di pescatori, che agli inizi del Novecento accoglieva sulle sue spiagge i primi turisti balneari. La vera storia di Gdynia inizia soltanto dopo la Prima Guerra mondiale, quando la Polonia conquista la sua nuova indipendenza e le autorità decidono di costruire un porto che sarà la finestra del neonato stato polacco sul mondo. Il 13 agosto 1923 il Kentucky, la prima grande nave straniera attracca a Gdynia, mentre nel 1930 il primo transatlantico polacco inizia il collegamento fra la città sul Baltico e New York.
Parallelamente alle infrastrutture portuali viene costruita anche la nuova città, in stile modernista, seguendo le correnti più aggiornate dell’architettura dell’epoca, che raggiungerà i 122.000 abitanti nel 1939. Un breve periodo di effervescenza costruttiva che si interrompe con l’invasione nazista della Polonia. Il primo colpo di cannone esploso alle ore 4,45 del 1° settembre 1939, che dà inizio alla Seconda Guerra mondiale, viene esploso a pochi chilometri da qui dalla corazzata tedesca Schleswig-Holstein che inizia a bombardare le postazioni polacche di Westerplatte. La città portuale si arrende alle truppe tedesche il 14 settembre 1939. L’esercito del Terzo Reich occupa l’intero territorio, evacuando gli abitanti e usano i moderni edifici appena costruiti per insediare popolazioni di lingua tedesca. Solo nel 1945, al termine della guerra, gli abitanti polacchi ritorneranno a popolare il centro modernista di Gdynia, assieme a nuovi arrivati che porteranno la città a raggiungere quota 250.000 abitanti nel 1988.
L’eredità architettonica del ventennio fra le due guerre mondiali
Nonostante queste drammatiche vicende, il breve periodo fra le due guerre mondiali, che aveva trasformato Gdynia da un piccolo villaggio di pescatori al principale porto della Polonia, ha lasciato un segno indelebile nell’urbanistica e nello stile architettonico cittadino: gli isolati delle due arterie principali, orientate da est a ovest e da nord a sud conservano la maggior parte degli edifici costruiti in quel periodo che riflettono su ampia scala le idee moderniste. Circa 140 edifici vennero costruiti in ul. Świętojańska, mentre ulteriori 310 edifici si trovano nelle altre strade centrali di Gdynia.
Entrano nel patrimonio UNESCO anche le ville sulla collina di Kamienna Góra e altri edifici residenziali che riflettono una rottura decisiva con lo storicismo: abitazioni prive dei tipici cortili interni delle città ottocentesche, pensate per garantire maggiore luce naturale, migliori condizioni igieniche e più spazi verdi. Complessivamente l’area protetta UNESCO si estende su un’area di quasi 88 ettari, la parte meglio conservata di quel progetto urbanistico che ha portato alla nascita di una moderna città del Novecento.
Il Centre of Modernism
“Una nave fatta di mattoni e cemento è stata costruita a Gdynia” scrive con entusiasmo nel 1937 un funzionario delle Assicurazioni Sociali a proposito dell’edificio di ul. Lutego che ospitava la sede di quell’istituzione pubblica. Oggi in questa specie di transatlantico che sembra veleggiare fra le strade di Gdynia per dirigersi verso il Mar Baltico – costruito nel 1935-1936 su progetto dell’architetto di Varsavia Roman Piotrowski – ha sede il Centre of Modernism. È l’indirizzo dove si possono avere maggiori informazioni sul tema, in particolare sul Gdynia Modernist Trail, l’itinerario per scoprire gli edifici più significati che hanno portato al riconoscimento UNESCO. Altro punto informativo è lo Gdynia Modernisn InfoBox dove è installato un grande modello (8×4 metri) della parte centrale della città, con la segnalazione luminosa di tutti gli edifici di maggior interesse. Con l’iscrizione di Gdynia, la Polonia conta ora 18 siti Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Tra i più celebri figurano il centro storico di Cracovia, quello di Varsavia e quello di Zamość, oltre a castelli medievali, chiese in legno, miniere storiche e importanti aree naturali.
Gdynia, il legame con Danzica e Sopot
Gdynia fa parte dell’area metropolitana denominata Tricity (in polacco Trójmiasto), l’agglomerato urbano che comprende anche Danzica e Sopot. Una piccola metropoli baltica di circa 750.000 abitanti ben collegata da trasporti ferroviari, autostradali e ora anche da una pista ciclabile che corre sulle rive del mare. Un punto privilegiato per scoprire lo skyline di Gdynia che negli ultimi anni si è arricchita di altri moderni edifici è la banchina Nabrzeze Pomorskie. Da qui si osservano le Sea Towers, complesso residenziale del 2009 (architetto Andrzej Kapusta) che raggiunge i 142 metri di altezza, uno degli edifici più alti della Polonia. Al centro della passeggiata che si protende sul mare c’è l’imponente monumento dedicato a Joseph Conrad, il grande scrittore e navigatore polacco naturalizzato britannico. Anche se l’autore di Cuore di tenebra non lasciò la Polonia passando per Gdynia, la grande scultura in pietra rappresenta un omaggio all’emigrazione polacca tra le due guerre mondiali. Da qui si imbarcarono centinaia di migliaia di persone in cerca di fortuna oltre mare: memorie raccontate nel vicino Museo dell’Emigrazione, ospitato nella storica Stazione Marittima.
Dario Bragaglia
Info: www.modernizmgdyni.pl
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