I piatti decorati con finiture dorate rappresentano spesso un elemento decorativo utilizzato nelle occasioni speciali, oppure conservati come servizio di pregio. La presenza di dettagli metallici richiede però una manutenzione diversa rispetto alle comuni stoviglie in ceramica o porcellana: temperature elevate, detergenti aggressivi e lavaggi frequenti possono compromettere le decorazioni, causando scolorimenti o abrasioni permanenti. Per questo motivo è importante conoscere le caratteristiche dei materiali e le indicazioni fornite dai produttori prima di procedere con il lavaggio dei piatti con bordo dorato in lavastoviglie.
Posso lavare i piatti con bordo dorato in lavastoviglie?
Lavare i piatti con bordo dorato in lavastoviglie è generalmente sconsigliato, ma molto dipende dalle indicazioni del produttore: le decorazioni dorate applicate sui bordi dei piatti, infatti, sono spesso realizzate mediante sottili strati metallici che possono rovinarsi nel tempo quando vengono esposti a condizioni particolarmente aggressive.
I moderni detersivi per lavastoviglie, ad esempio, contengono sostanze alcaline studiate per eliminare sporco e grasso ostinati; tali componenti possono però reagire con la doratura, riducendone progressivamente la brillantezza.
Alcuni produttori di porcellane contemporanee hanno sviluppato tecniche di lavorazione più resistenti, e certificano appositamente i prodotti compatibili col lavaggio meccanico. In questi casi è comunque opportuno utilizzare programmi delicati e temperature moderate.
La differenza tra porcellana antica e piatti moderni
I servizi antichi, spesso tramandati all’interno della famiglia, sono particolarmente delicati perché realizzati con tecniche che non tenevano certo conto dell’utilizzo della lavastoviglie: venivano creati in porcellana a pasta tenera o a pasta dura pregiata, con ogni pezzo caratterizzato da imperfezioni millimetriche, decorazioni dipinte a mano con smalti ricchi e riflessi caldi sotto la luce; per tutti questi motivi, essi richiedono cura estrema e lavaggio manuale.
Al contrario, i piatti moderni puntano sulla massima funzionalità e resistenza: prodotti in serie con ceramiche avanzate o gres porcellanato, sono progettati per l’uso quotidiano riuscendo a tollerare shock termici, lavastoviglie e forni a microonde.
Come capire se i piatti possono andare in lavastoviglie
Prima di inserire un piatto decorato nella lavastoviglie è opportuno effettuare alcune verifiche: le indicazioni più affidabili si trovano generalmente sul fondo della stoviglia, sulla confezione originale oppure nelle schede tecniche pubblicate dal produttore.
I simboli presenti sui piatti, in particolare, permettono di capire rapidamente cosa si può mettere in lavastoviglie, quali siano le modalità di lavaggio consigliate e quali precauzioni adottare. Tra gli elementi da controllare figurano:
- il simbolo della lavastoviglie senza barrature, che indica la compatibilità con il lavaggio meccanico;
- l’eventuale indicazione della temperatura massima consentita;
- le diciture “dishwasher safe” o equivalenti riportate dal produttore;
- le istruzioni di manutenzione presenti nei cataloghi ufficiali.
Tra i materiali sicuri per la lavastoviglie, che possono essere lavati senza rischi nell’apparecchio, ci sono il vetro temperato e le porcellane moderne. Quando mancano informazioni precise, la scelta più prudente consiste nel preferire il lavaggio manuale.
Perché la lavastoviglie sbiadisce e rovina il bordo dorato
La lavastoviglie può rovinare e sbiadire il bordo dorato di un piatto a causa dell’azione simultanea di diversi fattori presenti durante il ciclo di lavaggio:
- le temperature elevate, ad esempio, favoriscono la dilatazione dei materiali e possono indebolire il legame tra la decorazione metallica e la superficie della porcellana.
- Un ruolo importante è svolto anche dai detergenti per lavastoviglie: le formulazioni moderne sono particolarmente efficaci contro residui alimentari e grassi, ma risultano spesso troppo aggressive per materiali delicati come l’oro decorativo. Per questo, nel lungo periodo si possono verificare alterazioni cromatiche, opacizzazione e perdita di lucentezza.
- Anche i getti d’acqua contribuiscono al deterioramento: la pressione esercitata durante ogni lavaggio produce una continua azione meccanica sulla superficie del piatto, accelerando l’usura della decorazione.
- A ciò si aggiunge il rischio di urti tra le stoviglie, soprattutto quando non si sa come caricare la lavastoviglie nel modo corretto.
Come lavare e pulire i piatti con bordo dorato in modo sicuro
Per mantenere inalterata la brillantezza della decorazione di un bordo dorato durante il lavaggio a mano bastano poche attenzioni. Le principali regole da seguire sono:
- utilizzare acqua tiepida;
- scegliere detergenti delicati a pH neutro;
- impiegare una spugna morbida o un panno in microfibra;
- evitare prodotti con candeggina o sostanze abrasive;
- asciugare immediatamente con un panno morbido;
- conservare i piatti con appositi divisori protettivi.
Una corretta manutenzione risulta particolarmente importante per i servizi così delicati, utilizzati raramente e spesso destinati a occasioni speciali o ricevimenti.
Bordo dorato rovinato dalla lavastoviglie: cosa fare per rimediare
Quando il bordo dorato di un piatto appare scolorito, opaco o parzialmente scomparso dopo alcuni lavaggi in lavastoviglie, le possibilità di intervento domestico sono limitate: la doratura, una volta deteriorata dall’azione combinata di calore, detergenti e abrasione, non può essere ripristinata mediante prodotti di uso comune.
L’unica misura possibile consiste nell’interrompere l’uso della lavastoviglie per evitare un ulteriore peggioramento della situazione: da quel momento è consigliabile procedere esclusivamente con il lavaggio a mano. Nel caso di servizi particolarmente pregiati o dal valore affettivo significativo, è possibile valutare l’intervento di un laboratorio specializzato nel restauro della porcellana.
Alcuni artigiani eseguono infatti la cosiddetta doratura a terzo fuoco, una tecnica che consente di applicare nuovamente il metallo prezioso e fissarlo attraverso una successiva cottura ad alte temperature.
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Tiziana Morganti
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