Pro Recco, Champions sfumata: Barceloneta vince 17-16


Il 17-16 di Malta non racconta una semplice rincorsa interrotta. Racconta una finale con 33 gol, un primo tempo ad altissima resa offensiva e un quarto periodo in cui il Barceloneta ha scelto meglio tempi di tiro, extraplayer e consumo del possesso. La cronaca ANSA colloca nello stesso ultimo quarto il cambio definitivo di direzione della partita.

Nota per il lettore: il pezzo ricostruisce il match già concluso e contiene risultato, marcatori e andamento della finale.

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Il verdetto nasce da una curva precisa

La finale parte con un 6-6 che pesa subito sul ritmo complessivo. In otto minuti le due squadre trasformano quasi ogni occasione pulita in una conclusione utile e la Pro Recco resta agganciata nonostante l’avvio catalano. Il secondo quarto cambia il rapporto di forza: i biancocelesti salgono fino al +3 sul 10-7 e poi sull’11-8, un margine costruito con il lavoro sull’uomo in più e con conclusioni rapide da perimetro. Quel vantaggio non viene capitalizzato fino in fondo, perché Barceloneta chiude la metà gara sotto di una sola rete.

Il 12-11 dell’intervallo lungo è il numero che fotografa meglio la prima metà. Pro Recco ha prodotto tantissimo e ha costretto Aguirre a subire una pressione continua, però il Barceloneta non ha mai perso accesso alla partita. Total Waterpolo evidenzia lo stesso spartiacque del match: i catalani hanno assorbito due massimi svantaggi da tre reti e sono rientrati prima che la gara diventasse una gestione ligure.

Il quarto tempo premia il Barceloneta

Dal 14-14 si entra in otto minuti più asciutti. La Pro Recco trova pali, blocchi e difese più chiuse rispetto ai primi due periodi. Il Barceloneta lavora su possessi meno frenetici e attacca la zona di finalizzazione con maggiore pazienza. Biel Lara firma il 15-14 e poi il 16-14, due reti che spostano la pressione tutta sul fronte recchelino. La risposta di Condemi tiene viva la gara. Burian però trova il 17-15 da posizione quasi proibitiva.

L’ultimo gol di Iocchi Gratta ha riaperto il punteggio senza ribaltare la gestione finale. La cronologia live di OA Sport colloca il 17-16 a poco più di un minuto dalla sirena e descrive subito dopo un possesso recchelino non trasformato nel pareggio. Il dato sportivo sta lì: nella finestra più stretta della partita il Barceloneta ha difeso una inferiorità numerica e ha ottenuto l’angolo che gli ha permesso di consumare gli ultimi secondi.

Espulsioni e rigori: la finale si decide nella pulizia delle scelte

La scheda FIN indica 11/18 in superiorità numerica per entrambe le squadre, con tre rigori a favore del Barceloneta. Il numero grezzo dice equilibrio, la sequenza spiega la differenza. La Pro Recco ha avuto una resa altissima nella prima parte, con l’uomo in più trasformato in tiro immediato e spesso in gol. Nel terzo e nel quarto periodo i catalani hanno iniziato a sporcare linee di passaggio e tempi di ricezione.

Gianmarco Nicosia ha parato due rigori a Sanahuja, uno nel terzo tempo e uno nell’ultimo periodo. Sono interventi enormi dentro una finale da un gol, eppure non hanno prodotto il sorpasso definitivo perché Barceloneta ha recuperato palloni chiave nei possessi successivi. In una partita da 33 reti, la difesa che rimane lucida per una singola inferiorità ha lo stesso valore di una rete segnata in extraplayer.

Marcatori: le triplette raccontano due partite diverse

Per la Pro Recco segnano tre reti Matteo Iocchi Gratta e Francesco Condemi. A quota due chiudono Di Fulvio, Granados, Fondelli, Presciutti e Cassia. La distribuzione ligure è larga, quasi da partita controllata a tratti, perché coinvolge esterni, conclusioni da extra player e soluzioni dal centro. Il limite non sta nel volume offensivo. Il limite emerge nella flessione del quarto tempo, quando ogni errore pesa doppio.

Nel Barceloneta le tre reti di Biel Lara e Burian segnano il punto più alto della rimonta. Tahull, Valls, Sanahuja e Munarriz danno due gol a testa, con Gomila, Velotto e A. Bustos dentro il totale finale. Sofascore riporta una progressione compatibile con il racconto ufficiale: Burian firma il 17-15 e Iocchi Gratta risponde subito dopo. In termini di lettura del tabellino, la differenza sta nella collocazione temporale dei gol catalani più pesanti.

Il secondo titolo europeo del Barceloneta

Il Barceloneta torna campione d’Europa dodici anni dopo il successo del 2014. Il dato storico è forte perché arriva contro la squadra che più di ogni altra ha segnato l’albo d’oro moderno. La Pro Recco rimane a quota undici Champions, record che conserva intatto il peso del club ligure nel continente. La finale di Malta consegna ai catalani una pagina nuova.

Il quotidiano AS sottolinea anche un elemento identitario per il movimento spagnolo: il Barceloneta diventa il primo club del Paese con due titoli europei nella massima competizione. Per la Pro Recco resta l’argento e un messaggio sportivo non secondario: contro una squadra capace di battere i campioni uscenti del Ferencvaros in semifinale, i biancocelesti sono arrivati a un possesso dal pareggio.

Il tabellone maschile chiuso a Malta

La Final Four maschile aveva già indicato la durezza del percorso. Pro Recco aveva superato l’Olympiacos 19-13 in semifinale, con una produzione offensiva molto alta e una gara governata prima dell’ultimo quarto. Il Barceloneta aveva eliminato l’FTC Telekom Waterpolo dopo i rigori, vincendo 13-11 dopo il 9-9 dei tempi regolamentari. La finale ha quindi messo una di fronte all’altra la squadra arrivata con maggiore slancio offensivo e quella reduce da una serata di resistenza mentale.

Il terzo posto maschile è andato al Ferencvaros, vittorioso 16-13 sull’Olympiacos. Questa cornice incide sul peso dell’argento recchelino: il podio finale riunisce tre club abituati a giocare partite europee ad altissima pressione. La Pro Recco esce dalla vasca senza la coppa. Porta con sé una finale che conferma competitività piena sul piano continentale.


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 Junior Cristarella

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