L’intervento riguarda un tratto molto concreto della senologia: vedere meglio una lesione sospetta e raggiungerla quando l’indicazione clinica lo richiede con un prelievo mirato. In un territorio piccolo come il Molise, il valore organizzativo si misura nella continuità dell’iter: meno spostamenti, meno frammentazione tra referti e maggiore prossimità per le pazienti che devono completare gli accertamenti.
Nota per i lettori: le informazioni riportate hanno carattere giornalistico e non sostituiscono il parere dello specialista. Per indicazioni personali servono visita, prescrizione e valutazione clinica individuale.
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Le due dotazioni al centro dell’annuncio
La prima dotazione è la CEM, acronimo usato per la mammografia con mezzo di contrasto. L’esame combina la mammografia digitale con la somministrazione endovenosa del contrasto e consente al radiologo di osservare aree di aumentata vascolarizzazione, elemento spesso rilevante nello studio delle lesioni sospette.
La seconda dotazione riguarda il rinnovo della biopsia stereotassica VABB, procedura vacuum assisted pensata per prelevare campioni da lesioni individuate alla mammografia. Il riferimento più immediato sono le microcalcificazioni sospette, che spesso richiedono una guida radiologica diversa dall’ecografia.
CEM, come lavora l’immagine dopo contrasto
La CEM aggiunge alla mammografia un’informazione funzionale: non si limita alla forma della lesione ma permette di valutare il comportamento del tessuto dopo il contrasto. Questo aiuta a definire con maggiore chiarezza le aree da osservare e offre al senologo un quadro più ricco nei casi in cui la sola immagine morfologica lascia margini di incertezza.
La European Society of Breast Imaging considera la CEM una tecnica ormai inserita nella pratica radiologica specialistica europea. La Society of Breast Imaging, nelle proprie indicazioni, la richiama anche tra le opzioni quando la risonanza magnetica non è eseguibile o non è disponibile per una determinata paziente. La scelta resta sempre affidata allo specialista.
VABB, il prelievo che chiude il dubbio sulle microcalcificazioni
La VABB lavora dove serve un campione di tessuto. Nelle microcalcificazioni sospette, il radiologo deve raggiungere un bersaglio spesso piccolo e visibile soprattutto alla mammografia. La guida stereotassica serve proprio a localizzare con precisione la sede del prelievo, mentre il sistema vacuum assisted consente di ottenere materiale idoneo alla valutazione istologica.
Il valore dell’atto bioptico sta nella sua capacità di trasformare un’immagine sospetta in una risposta anatomopatologica. Per la paziente significa passare da un referto da chiarire a una classificazione clinica utilizzabile per programmare eventuali trattamenti o controlli ravvicinati.
La piattaforma già presente nel reparto di radiodiagnostica
La pagina ufficiale della U.O.C. Radiodiagnostica del Responsible Research Hospital colloca la senologia dentro un’offerta di secondo livello che comprende risonanza magnetica mammaria, agoaspirato ecoguidato, biopsia ecoguidata e biopsia stereotassica mammaria. L’arrivo della CEM completa quindi una linea diagnostica che già disponeva di più modalità di indagine.
Il Responsible Research Hospital ha sede in Largo A. Gemelli 1, a Campobasso. Le informazioni pubbliche della struttura indicano il numero generale 0874 3121 e il riferimento per le prenotazioni 0874 312312. Per gli esami con prescrizione specialistica resta necessario seguire il canale indicato dalla struttura o dal medico curante.
Dal referto alla decisione collegiale
Il percorso non si esaurisce nell’esame. ANSA ha riportato che ogni caso viene valutato collegialmente da un’équipe con radiologi, senologi, chirurghi, anatomopatologi, oncologi, radioterapisti, chirurghi plastici e personale infermieristico dedicato. Il dato sanitario rilevante è la continuità fra immagine, biopsia, chirurgia e follow-up.
Nel racconto clinico dell’intervento rientra anche la chirurgia oncologica robotica avanzata già presente nella struttura, richiamata dal direttore della U.O.C. di chirurgia oncologica robotica avanzata Graziano Pernazza. La diagnostica senologica pesa soprattutto perché orienta il passo successivo: nessun atto chirurgico moderno nasce senza una definizione radiologica e istologica il più possibile accurata.
Molise e mobilità sanitaria per il tumore al seno
La Regione Molise, nei documenti della rete oncologica regionale, ha già evidenziato una significativa mobilità extraregionale per alcune patologie oncologiche e ha inquadrato la neoplasia mammaria tra i volumi maggiori di attività nella rete ASReM. Nello stesso impianto vengono richiamati il GOM per le neoplasie della mammella e il PDTA dedicato, approvato nel 2022.
Il dato nazionale aiuta a leggere il caso locale. Secondo AIOM, nel 2023 in Italia la quota di chirurgia mammaria effettuata fuori Regione è stata circa l’8%, con un valore che nel Sud arriva al 15%. Una tecnologia diagnostica in più in Molise non elimina da sola la mobilità sanitaria ma rende più robusto il tratto che precede la scelta terapeutica.
Screening mammografico e approfondimento specialistico
Il Ministero della Salute indica lo screening per il cancro del seno nella fascia 50-69 anni con mammografia ogni due anni. La CEM e la VABB appartengono invece al livello successivo, quello degli approfondimenti disposti quando emerge un sospetto o quando il quadro clinico richiede un esame più mirato.
L’Osservatorio Nazionale Screening ha registrato per il 2024 una copertura del 50% per il programma mammografico e un divario di 27,5 punti percentuali tra Nord e Sud-Isole. In questa cornice, rafforzare la diagnostica locale significa intervenire sul punto in cui lo screening incontra il bisogno di una conferma rapida e ordinata.
Il precedente seguito sul San Camillo
Su Sbircia la Notizia Magazine avevamo già seguito l’aggiornamento tecnologico del San Camillo di Roma su mammografia, intelligenza artificiale e biopsia guidata. Il confronto è utile perché mostra la stessa direzione: la senologia ospedaliera sta accorciando la distanza tra rilevazione, caratterizzazione della lesione e campionamento.
Il caso molisano ha una specificità territoriale più marcata. A Roma l’innovazione si inseriva in una grande rete metropolitana; a Campobasso lo stesso tema tocca l’accessibilità in una Regione con minori alternative vicine. La stessa tecnologia assume quindi un significato organizzativo diverso.
Riscontri pubblici senza divergenze sui dati principali
Sul perimetro delle due dotazioni non emergono discordanze nei riscontri pubblici disponibili. Il Giornale del Molise conferma la CEM come prima disponibilità regionale e descrive la VABB come procedura per lesioni visibili esclusivamente alla mammografia. PrimoPiano Molise riporta lo stesso nucleo informativo, con riferimento al potenziamento del Centro di Senologia.
Il dato da trattenere è questo: il rafforzamento non riguarda soltanto la disponibilità di un nuovo esame. Riguarda l’intera catena che conduce dal sospetto radiologico alla definizione istologica, cioè il punto in cui l’organizzazione sanitaria incide sul tempo vissuto dalla paziente.
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Junior Cristarella
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