Di tempo se ne è perso già molto e lo dicono anche i diretti interessati. Per questo, ora, si cerca di correre quanto più possibile. Anche se il piano programmatico triennale è ancora più una bozza, un canovaccio, uno schema: dentro, non ci sono ancora idee di eventi o di celebrazioni. Anche perché, prima, va tutto condiviso con gli attori presenti sul territorio.

La Fondazione Latina 2032, che deve guidare le celebrazioni del capoluogo pontino da qui al suo centenario del 2032, ha – finalmente – concluso l’approvazione dei principali atti necessari alla sua operatività. Ma c’è ancora molto da fare. 

Una partenza lenta

Nata con un’approvazione a tempo di record nel 2024 della legge istitutiva bipartisan, di cui primo firmatario è stato il senatore pontino FdI, Nicola Calandrini, e cofirmatari i colleghi pontini di Palazzo Madama, la Fondazione avrebbe dovuto avere tempi più rapidi. (Leggi qui: Calandrini porta in Senato i 100 anni di Latina “senza negare e senza nostalgia”. E qui: Centenario di Latina, una storia proiettata al futuro senza nostalgie. E anche qui: Latina e il Centenario dopo il Consiglio “solenne”. Cosa accadrà ora).

Vincenzo Zaccheo, presidente della Fondazione 2032

Ma, tra l’approvazione degli atti costitutivi (riapprovati in seconda battuta per correzioni), nomine del presidente da parte del ministero dei Beni culturali (nella figura dell’ex sindaco Vincenzo Zaccheo), dei componenti il Cda (uno ciascuno per i cinque soci fondatori, ministero, Regione Lazio, Provincia e Comune di Latina, Camera di commercio), dei comitati tecnici e scientifici e del collegio dei revisori dei conti, la prima riunione del Cda è avvenuta solo a marzo 2026, un mese prima, a febbraio, furono accreditati i primi 700mila euro di fondi.

Infine, un mese fa, il Consiglio comunale di Latina ha approvato la concessione in comodato di una sala al primo piano dell’edificio dell’ex Consorzio agrario, nelle more della ristrutturazione della sede designata, la ex casa del custode della scuola di piazza Dante. Nel frattempo il Cda ha approvato regolamenti interni, e, soprattutto, ora ha varato, vagliati prima dai revisori, i bilanci, il piano programma e soprattutto l’avviso pubblico per cercare un direttore generale.

Alla ricerca del direttore

L’avviso è stato pubblicato ieri, momentaneamente su una pagina apposita del sito web del Comune capoluogo. In esso, si legge che il Direttore sia scelto tra personalità di comprovata esperienza nella gestione di fondazioni, associazioni, enti pubblici e privati e imprese culturali, attraverso selezione pubblica mediante procedura comparativa, con apposita Commissione incaricata di formulare una terna di candidati idonei da sottoporre al Consiglio di Amministrazione, cui compete la successiva nomina.

Il Comune di Latina

L’incarico è finalizzato ad assicurare la gestione operativa, amministrativa, organizzativa, progettuale, economico-finanziaria e strategica della Fondazione, in coerenza con la legge istitutiva, lo Statuto, il Regolamento di organizzazione e funzionamento e gli indirizzi degli organi statutari”.

L’incarico avrà una durata di 4 anni, rinnovabile ed è previsto un iniziale periodo di prova di 6 mesi. Il trattamento economico sarà definito in base a contratti collettivi nazionali, natura dirigenziale e complessità dell’incarico, risorse disponibili nel bilancio della fondazione, ampiezza delle funzioni e delle responsabilità assegnate, esperienza, competenza e profilo professionale del candidato.

Tra i requisiti, figurano la laurea, preferibilmente in materie economiche e giuridiche e la pregressa esperienza, dirigenziale o manageriale, non inferiore a cinque anni, presso enti pubblici, fondazioni, organismi complessi privati. Richiesta anche la presentazione di una relazione programmatica dal titolo “Visione Latina 2032”. Il Bando resterà aperto fino alla mezzanotte del 24 settembre.

Un programma da definire

Il parterre della cerimonia di costituzione della Fondazione

Se la figura del direttore generale sarà essenziale per avviare definitivamente l’operatività della Fondazione, tra gli atti approvati nell’ultima seduta, figura la bozza del piano programma triennale. A quanto si apprende però, non ha ancora dettagli specifici.

Si conoscono però gli otto capitoli: Memoria e Luoghi; Ricerca e architettura; Rete città; Cultura creatività; Giovani comunità; Digitale promozione; Alleanza Europa; Governance impatto. Ciascuno di questi dovrà essere riempito con contenuti specifici, che dovranno però a loro volta essere prima condivisi e vagliati con tutti gli attori del territorio: associazioni, comitati, intellettuali, amministrazioni pubbliche.

Il tempo da recuperare

A 48 mesi dalla promulgazione della legge, dunque, il tempo da recuperare è tanto, considerando che ormai mancano solo sei anni al Centenario, e l’idea di base è quella di eventi e celebrazioni via via più rilevanti, anche a livello internazionale, per valorizzare la “città nuova del Novecento”.

Massimo Passamonti, consigliere d’amministrazione della Fondazione, insieme al sindaco Matilde Celentano

Che il tempo stringa lo ammette anche lo stesso Zaccheo, nella nota in cui la Fondazione annuncia l’approvazione del Bilancio, dell’avviso e del piano programma:Dal 23 luglio (quando il collegio dei fondatori ha completato l’assetto delle nomine della governance, ndr) abbiamo lavorato senza soluzione di continuità per recuperare il tempo necessario all’avvio effettivo della Fondazione e per trasformare in atti concreti gli indirizzi affidati dagli Enti Fondatori. La capacità di tutti gli organi di lavorare con tempestività e rigore ci consente oggi di recuperare progressivamente il ritardo accumulato nella fase di avvio e di porre le condizioni per rendere la Fondazione pienamente operativa”.


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