Cosa fare prima di accendere il condizionatore? Sarà pronto per l’estate — idealista/news


Con l’arrivo delle prime giornate calde, il condizionatore torna al centro della vita domestica ma, dopo essere rimasto inutilizzato per mesi, l’impianto non è sempre in grado di offrire le prestazioni attese. Capire cosa fare prima di accendere il condizionatore è il modo più semplice per evitare guasti improvvisi, consumi fuori controllo e aria di qualità scadente proprio nei giorni più afosi: pochi controlli eseguiti in anticipo possono fare tutta la differenza.

Cosa succede se si accende il condizionatore senza prima pulirlo

Dopo un lungo periodo di inattività, l’interno del condizionatore presenta polvere compatta, umidità residua e depositi organici stratificati nei filtri, nelle vaschette e nei tubi di scarico; a soffrirne è subito il compressore, costretto a forzare per garantire un flusso d’aria che le ostruzioni nel condizionatore non consentono.

In questi casi i disagi più comuni, e in gran parte dipendenti dalla cura dell’apparecchio prima dell’avvio, sono:

  • comparsa di odori di muffa fin dalle prime ore di utilizzo, rilasciati dai depositi umidi ancora intrappolati nei filtri;
  • riduzione del flusso d’aria tra il 30 e il 40%, con temperature ambientali che restano alte anche a piena potenza;
  • incremento dei consumi compreso tra il 10 e il 15%, dovuto al prolungato funzionamento per compensare l’ostruzione;
  • perdite d’acqua dallo split, causate da un drenaggio bloccato che riversa liquido sul pavimento o macchia la parete sottostante;
  • sollecitazione eccessiva del compressore, che accelera il deterioramento dei componenti interni.

Cosa fare prima di riaccendere il condizionatore dopo mesi di inutilizzo

Prima di premere nuovamente il tasto di accensione del condizionatore dopo un lungo periodo di stop, è utile seguire un ordine di verifiche. La maggior parte delle operazioni da fare per preparare il condizionatore alla riaccensione è alla portata di chiunque, e richiede complessivamente meno di mezz’ora di tempo.

Pulizia e sostituzione dei filtri dell’aria fai da te

I filtri a rete svolgono un lavoro silenzioso ma essenziale: trattengono la maggior parte delle particelle sospese nell’aria, ma dopo mesi di stop si ritrovano coperti di polvere compatta e vanno trattati come prima priorità.

La procedura corretta di pulizia dei filtri del condizionatore prevede di staccare l’alimentazione, aprire il pannello frontale, estrarre i filtri e sciacquarli con acqua tiepida e una spazzola a setole morbide.

L’asciugatura deve avvenire naturalmente per almeno un’ora: il calore diretto – come quello di un phon – rischia di deformare le griglie in plastica. In presenza di rotture o fori, anche piccoli, il filtro va sostituito: quelli standard reggono 12-18 mesi, quelli al carbone attivo vanno cambiati ogni 6-12 mesi.

Controllo e igienizzazione dello scarico della condensa

Vaschetta e tubo di scarico sono tra i componenti più trascurati del condizionatore, ma anche tra i più delicati. L’acqua rimasta durante i mesi freddi crea un ambiente favorevole alla proliferazione di alghe e muffe, che intasano il drenaggio e peggiorano la qualità dell’aria immessa negli ambienti.

Per un primo test basta avviare l’impianto in modalità deumidificazione per cinque minuti, verificando che il deflusso sia regolare; se non lo è, si può usare dell’aria compressa può sbloccare l’ostruzione; bisogna poi pulire la vaschetta della condensa del condizionatore con acqua e bicarbonato.

Per una sanificazione più profonda dell’unità interna del condizionatore, esistono detergenti antimicrobici pensati specificamente per i climatizzatori, da usare con guanti e mascherina protettiva.

Ispezione dell’unità esterna: motore e ventole

L’unità esterna del condizionatore accumula durante l’inverno foglie, polvere e detriti che si infilano tra le alette del condensatore; quando la superficie di scambio termico si intasa, le prestazioni calano e i consumi del condizionatore salgono.

Dieci minuti sono più che sufficienti per la pulizia: si rimuovono i residui grossolani dalle griglie, si puliscono le alette con un getto d’acqua a bassa pressione – senza superare i 30-40 bar, per evitare di piegarle – e si verifica che intorno all’unità ci siano almeno 60 cm di spazio libero per consentire una corretta ventilazione.

Verifica del livello del gas refrigerante

Il gas refrigerante non si esaurisce nel corso del normale funzionamento del climatizzatore, ma può diminuire per via di micro-perdite nei giunti del circuito; una riduzione della carica del 10% è sufficiente a tagliare l’efficienza del sistema del 20%. Alcuni segnali permettono di capire se manca gas nel condizionatore:

  • la temperatura interna non raggiunge il valore impostato nemmeno dopo un’ora di funzionamento;
  • sul tubo di collegamento in rame compaiono ghiaccio o brina;
  • il compressore esterno non si spegne mai.

In questi casi è necessario contattare un tecnico F-Gas abilitato prima di utilizzare l’impianto per l’intera stagione.

Riaccensione del condizionatore: il test di avvio

Completati tutti i controlli, l’avvio del condizionatore andrebbe fatto con gradualità: una decina di minuti in modalità ventilazione, prestando attenzione ai suoni prodotti. Rumori intermittenti e cigolii possono indicare che dei componenti sono consumati; un colpo metallico secco segnala invece che si è spostato qualcosa all’interno del gruppo motore.

Se persiste un odore di muffa o di plastica surriscaldata, è necessario spegnere l’impianto e richiedere una verifica tecnica all’assistenza.

Quando fare la manutenzione del condizionatore prima dell’estate

Il periodo ideale per anticipare i controlli è tra marzo e inizio aprile, quando i tecnici hanno ancora disponibilità e le urgenze estive non hanno saturato i calendari. Chi rimanda la manutenzione del condizionatore a maggio o giugno rischia attese anche di tre o quattro settimane per un semplice intervento.

Nel corso della stagione estiva i filtri andrebbero puliti ogni tre settimane, in particolare tra giugno e agosto. La manutenzione ordinaria completa – compresa la verifica del gas refrigerante – va programmata annualmente per chi usa il climatizzatore solo d’estate, ogni sei mesi per chi lo adopera anche come sistema di riscaldamento in inverno.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Gabriella Dabbene

Source link

Di