Sono passati tre anni in cui la raccolta dei rifiuti a Latina è rimasta sostanzialmente ferma. Sono saltati due assessori. Sono state valutate e poi accantonate diverse ipotesi. Si sono dovuti adeguare bilanci aziendali e tagliare utili. Ma ora la Giunta comunale di Latina ha prodotto gli indirizzi rivolti all’Azienda dei Beni Comuni (ABC) per il nuovo piano industriale, che dovrà portare la raccolta differenziata dei rifiuti anche nel centro storico del capoluogo pontinoUn piano che il Comune vuole dall’azienda municipalizzata per la raccolta delle immondizie entro e non oltre il 31 ottobre 2026. Due mesi di tempo, calcolando che siamo a metà agosto.

La delibera: le richieste specifiche ad ABC

L’assessore Franco Addonizio

La delibera era stata anticipata in mattinata da un comunicato stampa di Noi Moderati, il Gruppo consiliare che esprimeva l’ex assessore all’Ambiente Franco Addonizio. In quella nota, la raccomandazione di salvare e rilanciare l’azienda speciale, con facoltà di nuovi investimenti. Nel pomeriggio il provvedimento è stato pubblicato sull’albo e confermato da una nota del Comune.

Il documento è molto specifico. Le richieste ad ABC comprendono:

  • l’elaborazione di una proposta coerente con il progetto di servizio approvato dal Consiglio Comunale con la deliberazione n. 73 del 28 ottobre 2025 e con il bilancio previsionale 2026/2028;
  • un conto economico a margine che dimostri la sostenibilità economica del servizio nel periodo di riferimento;
  • la copertura del costo del capitale;
  • un piano degli investimenti per completare il sistema di raccolta differenziata;
  • la coerenza con gli indirizzi dell’ente sul contenimento delle spese di funzionamento, inclusi i reclutamenti;
  • un piano previsionale dei flussi di cassa con evidenza della capacità di autofinanziamento;
  • l’attuazione della carta di qualità del servizio di igiene urbana;
  • un sistema di reporting e controllo di gestione trimestrale;
  • la trasmissione del piano industriale entro il 31 ottobre 2026 e l’aggiornamento annuale in occasione del bilancio pluriennale.

La proposta di piano dovrà inoltre garantire la continuità del servizio pubblico essenziale, la salvaguardia dei livelli occupazionali e delle professionalità esistenti, l’equilibrio economico-finanziario della gestione, la tutela del patrimonio aziendale e il rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e concorrenza previsti dalla normativa vigente. La durata dovrà essere finalizzata al recupero degli investimenti.

La Corte dei Conti dice no alla trasformazione in SpA

Un passaggio interessante della delibera riguarda un elemento che era caro a una parte della maggioranza, in particolare a Noi Moderati. Ovvero la trasformazione dell’azienda speciale in SpA a patrimonio pubblico.

Il Comune aveva presentato un quesito alla Corte dei Conti per valutare la fattibilità dell’operazione. La risposta dell’organo di controllo è stata chiara: «La scelta tra le varie forme di gestione è affidata alle determinazioni discrezionali dell’ente, da motivare adeguatamente. Tra queste, la possibilità di continuare la gestione del servizio con un’azienda speciale non risulta preclusa da alcuna norma».

Nessuna preoccupazione, secondo la Corte, sul possibile utilizzo dell’azienda speciale a scopi elusivi dei vincoli di finanza pubblica, dato che la normativa prevede per essa misure più severe di quelle previste per le società di capitali. In prativa. Qualcuno temeva che tenere ABC come azienda speciale (invece di trasformarla in SpA) potesse servire a aggirare i limiti di spesa imposti alle pubbliche amministrazioni. La Corte dei Conti ha risposto che questo timore non ha fondamento: le aziende speciali sono soggette a regole più stringenti delle società per azioni, non più permissive.Quindi non c’è nessun vantaggio a usarle come scudo per sfuggire ai controlli sulla finanza pubblica. Semmai è il contrario.

Le dichiarazioni

«L’Amministrazione comunale punta alla rimodulazione delle aree servite dal “porta a porta” spinto, all’introduzione di cassonetti condominiali e a una completa riorganizzazione della raccolta nel centro storico» ha dichiarato il sindaco Matilde Celentano. Aggiungendo che «La delibera approvata rappresenta un cambio di passo fondamentale e non più rinviabile per il decoro e la vivibilità della nostra città. Latina merita un servizio di igiene urbana all’altezza delle aspettative dei cittadini, capace di lasciarsi alle spalle le criticità del passato».

Michele Nasso

«Il nuovo Piano industriale dovrà definire con chiarezza operativa le modalità con cui completare il sistema di raccolta differenziata sul territorio comunale» ha aggiunto l’assessore all’Ambiente Michele Nasso. «Abbiamo inserito la piena attuazione della Carta della Qualità del servizio, un piano degli investimenti mirato e un sistema di monitoraggio con cadenza trimestrale. Non ci limiteremo a tracciare la rotta, ma ne verificheremo costantemente l’attuazione».

«Le direttive fornite ad ABC pongono basi estremamente rigide e rigorose sul piano della sostenibilità finanziaria» ha detto l’assessore alle Partecipate Antonina Rodà. «Il piano dovrà garantire la copertura del costo del capitale, una sostenibilità economica dimostrata a margine del conto economico, la capacità di autofinanziamento e il contenimento dei costi di funzionamento, salvaguardando al contempo i livelli occupazionali. Abbiamo tracciato un percorso virtuoso sostenuto anche dai pareri favorevoli della Corte dei Conti sul modello gestionale».

La lunga storia di ABC: dal 2018 ad oggi

Damiano Coletta

Quella di ABC è stata una vicenda lunga e tormentata. La volle l’amministrazione del sindaco Damiano Coletta dopo il fallimento di Latina Ambiente e nacque il 1° gennaio 2018. Fu uno dei segni caratteristici di quella stagione amministrativa, caratterizzata a Latina da un sindaco e da una giunta né di destra, né di sinistra né grillina.

L’azienda nacque adattando al territorio comunale di Latina il modello «porta a porta» di Contarina, Comune in provincia di Treviso preso come modello di efficienza del servizio. Il sistema partì tra il 2021 e il 2022, espandendosi dalle periferie verso il centro storico. Ma, arrivati al confine del centro nel 2022, si fermò: servivano più operatori, più fondi, un’organizzazione differente. In Comune nel frattempo era arrivato il commissario straordinario Carmine Valente.

Nel 2023 arriva la nuova amministrazione guidata da Matilde Celentano, che avvia subito una due diligence sull’azienda per capirne lo stato economico-finanziario. In Giunta siedono due assessori con visioni spesso in conflitto: Ada Nasti al Bilancio (rigorosissima sui conti) e Franco Addonizio all’Ambiente (strenuo difensore dell’azienda). Il conflitto si chiuderà con le dimissioni della prima e la sostituzione del secondo.

Ed ora con le nuove linee guida: che tracciano un percorso verso il futuro a lungo termine.


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