La provincia di Trapani prova a mettere a sistema una delle sue risorse più importanti: il mare. Il Consiglio di Amministrazione del GAL della Pesca Trapanese, nella seduta dello scorso 3 agosto, ha approvato le linee di indirizzo per la nuova Strategia territoriale di sviluppo e ha fissato una prima data destinata a diventare un appuntamento centrale per il futuro della costa: il 24 settembre 2026, quando al Lazzaretto di Trapani si riuniranno gli Stati Generali dello Sviluppo Costiero.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: fare della provincia di Trapani, entro il 2030, un punto di riferimento nel Mezzogiorno per la Blue Economy, il turismo nautico e più in generale l’economia del mare. Non un singolo progetto, dunque, ma una strategia che prova a mettere insieme porti, pesca, turismo, cantieristica, isole e promozione territoriale.
Un’unica strategia per un territorio che vive di mare
Il punto di partenza è la necessità di superare la frammentazione che spesso caratterizza la gestione delle attività legate alla costa. Trapani, Mazara del Vallo, Marsala, Pantelleria e le Egadi rappresentano realtà diverse, con caratteristiche e vocazioni specifiche, ma inserite nello stesso sistema marittimo.
Da qui nasce l’idea di una strategia provinciale capace di parlare con una voce unica nei confronti della Regione, dello Stato e dell’Unione europea. Il mare viene quindi considerato non soltanto come una risorsa ambientale o turistica, ma come un vero motore economico, in grado di generare occupazione, investimenti e nuove opportunità.
La strategia approvata dal GAL individua sei pilastri sui quali costruire questo percorso.
Porti, turismo e nautica: il primo asse dello sviluppo
Il primo pilastro riguarda il sistema dei porti produttivi e turistici. L’idea è quella di costruire un sistema portuale provinciale più integrato, mettendo in rete Trapani, Mazara del Vallo, Marsala, Pantelleria e le isole Egadi. L’obiettivo è superare la frammentazione e valorizzare le diverse specializzazioni delle strutture portuali.
Il secondo pilastro è invece dedicato al turismo costiero diffuso. La sfida è andare oltre la concentrazione dei flussi nei mesi estivi e costruire un’offerta capace di attrarre visitatori durante un periodo più lungo dell’anno. Immersioni, navigazione, charter velico, esperienze legate all’enogastronomia e attività sul mare vengono individuate come alcune delle possibilità sulle quali puntare.
Il terzo asse riguarda la cantieristica e la nautica da diporto. L’obiettivo è creare un distretto integrato capace di mettere in relazione le imprese del settore, sostenendole attraverso formazione specializzata, incentivi e una maggiore organizzazione della filiera.
La pesca e la sfida della transizione
Un capitolo specifico è dedicato alla filiera della pesca, uno dei settori che maggiormente caratterizzano l’identità economica della provincia.
La strategia indica la necessità di accompagnare il comparto verso un modello più sostenibile, certificato e tecnologicamente aggiornato. In questo contesto viene richiamato il ruolo di Mazara del Vallo, indicata nel documento come primo porto peschereccio d’Italia e d’Europa.
La sfida è quella di tenere insieme tradizione e innovazione, sostenendo un settore che rappresenta ancora una componente fondamentale dell’economia costiera ma che deve affrontare trasformazioni profonde sul piano ambientale, tecnologico e organizzativo.
Egadi e Pantelleria come laboratori di innovazione
Un altro dei sei pilastri riguarda direttamente le isole minori. Egadi e Pantelleria vengono indicate come possibili laboratori di sviluppo sostenibile integrato.
In questo caso la strategia individua alcune questioni particolarmente delicate per i territori insulari: dalla disponibilità dei servizi idrici alla connettività digitale, fino alla mobilità marina. Sono infrastrutture e servizi che incidono direttamente sulla qualità della vita dei residenti, ma anche sulla capacità delle isole di essere competitive sul piano turistico ed economico.
L’obiettivo è quindi immaginare un modello nel quale sostenibilità e sviluppo non siano considerati alternativi, ma facciano parte dello stesso progetto territoriale.
Un unico marchio per raccontare la provincia
L’ultimo pilastro riguarda la costruzione di un brand territoriale unico, identificato nella formula «Trapani, Distretto Mediterraneo della Blue Economy».
L’idea è dare una narrazione comune a realtà che oggi vengono spesso promosse separatamente. Porti, pesca, turismo, nautica e patrimonio delle isole potrebbero così essere inseriti all’interno di un’unica identità territoriale, capace di rendere più riconoscibile la provincia nei mercati nazionali e internazionali.
È anche una questione di posizionamento: non soltanto raccontare le singole eccellenze, ma presentare il territorio come un sistema nel quale le diverse attività legate al mare possono integrarsi.
Il 24 settembre gli Stati Generali al Lazzaretto
Il passaggio successivo sarà rappresentato dagli Stati Generali dello Sviluppo Costiero della Provincia di Trapani, convocati per il 24 settembre alle ore 10 al Centro Permanente per il Coordinamento delle Politiche Locali della Pesca, nei locali del Lazzaretto di Trapani.
L’appuntamento dovrà servire a portare la strategia fuori dagli organismi del GAL e aprire il confronto con tutti i soggetti che hanno responsabilità o interessi diretti nella gestione della risorsa mare: istituzioni, autorità marittime e portuali, rappresentanze economiche, imprese e operatori del settore.
Un confronto che arriva anche alla luce delle recenti evoluzioni della normativa europea e nazionale sulla programmazione della risorsa mare, richiamate dal GAL come elemento che rende necessario un maggiore coordinamento tra i diversi livelli istituzionali e produttivi.
Quinci: serve una sintesi tra le istituzioni
All’appuntamento ha già confermato la propria partecipazione il Libero Consorzio Comunale di Trapani, attraverso il presidente Salvatore Quinci. Il tema dello sviluppo costiero, secondo il presidente, dovrà necessariamente diventare terreno di confronto e sintesi tra le diverse istituzioni del territorio.
È un passaggio importante perché una strategia provinciale sulla Blue Economy, per essere realmente efficace, dovrà confrontarsi con competenze e responsabilità distribuite tra diversi enti. Il rischio, altrimenti, è che anche un progetto ambizioso finisca per scontrarsi con la frammentazione amministrativa che proprio il documento del GAL indica tra gli ostacoli da superare.
La Sala: «Un’architettura strategica chiara»
Sulla nuova strategia è intervenuto anche Francesco La Sala, presidente della Fondazione “Torri e tonnare del Litorale Trapanese” e sindaco di San Vito Lo Capo.
«Con l’approvazione delle linee di indirizzo, il Consiglio di Amministrazione ha compiuto un passo decisivo: da oggi il territorio trapanese dispone di un’architettura strategica chiara su cui costruire il proprio futuro», ha dichiarato La Sala.
Gli Stati Generali del 24 settembre, ha aggiunto, saranno il momento nel quale condividere questa impostazione con tutti i soggetti che hanno responsabilità dirette sulla risorsa mare.
La partita, dunque, è appena iniziata. La provincia di Trapani prova a trasformare la sua posizione geografica, la sua costa e la sua storia marittima in una strategia economica complessiva. Il vero banco di prova sarà però la capacità di passare dai sei pilastri individuati sulla carta a progetti concreti, investimenti e risultati misurabili entro il 2030.
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