Diritto del lavoro
Previdenza
Cassazione 2026
STUDIO LEGALE MARIO BONAVITA
Con la sentenza n. 26356 del 7 ottobre 2026,
le Sezioni Unite chiariscono quando il
lavoratore può recuperare il TFR non
versato al Fondo di tesoreria INPS.
17 ottobre 2026
Studio Legale Mario Bonavita
Approfondimento giuridico
le responsabilità del datore insolvente.
Che cosa succede se un’azienda fallisce
senza aver pagato il trattamento di fine
rapporto ai propri dipendenti?
Il lavoratore può perdere il TFR maturato?
Chi deve versare le somme non trasferite
al Fondo di tesoreria INPS?
E quando può intervenire il Fondo di garanzia?
A queste domande risponde la
Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili,
con la sentenza n. 26356 del 7 ottobre 2026.
La decisione affronta una questione importante:
la natura giuridica delle quote di TFR che il
datore di lavoro era obbligato a versare
al Fondo di tesoreria ma che non ha
effettivamente versato.
La Corte conferma che il TFR mantiene natura
di retribuzione differita e che il lavoratore
può far valere il proprio credito nei confronti
del datore di lavoro insolvente.
1. TFR non versato: il caso deciso
dalla Cassazione
La controversia esaminata dalle Sezioni Unite
nasce dalla richiesta di pagamento di una
quota di trattamento di fine rapporto
rimasta insoddisfatta dopo l’insolvenza
del datore di lavoro.
L’INPS contestava l’intervento del Fondo
di garanzia per le quote destinate al
Fondo di tesoreria, sostenendo una diversa
qualificazione giuridica della prestazione.
La questione aveva determinato orientamenti
differenti nella giurisprudenza della
Sezione lavoro della Cassazione.
Con la sentenza n. 26356/2026,
le Sezioni Unite hanno risolto il contrasto
riconoscendo la natura retributiva del TFR.
La Corte ha respinto il motivo di ricorso
dell’INPS riguardante questa questione e ha
rimesso la causa alla Sezione lavoro
per l’esame degli ulteriori motivi.
2. Il TFR mantiene natura retributiva
Il trattamento di fine rapporto è disciplinato
dall’articolo 2120 del Codice civile.
Si tratta di una componente della retribuzione
che matura nel corso del rapporto di lavoro
e diventa ordinariamente esigibile
alla sua cessazione.
Le Sezioni Unite chiariscono che il versamento
di determinate quote al Fondo di tesoreria
non trasforma il TFR in una prestazione
esclusivamente previdenziale.
Pertanto, quando il datore di lavoro non
effettua i versamenti dovuti, permane
la sua responsabilità nei confronti
del dipendente.
3. Fondo di tesoreria e Fondo di garanzia:
quali sono le differenze?
I due strumenti sono gestiti dall’INPS,
ma non svolgono la stessa funzione.
FONDO DI TESORERIA
Gestione delle quote di TFR
Istituito dalla legge n. 296/2006,
gestisce le quote di TFR che
determinate aziende sono tenute
a versare secondo la normativa
applicabile.
La Cassazione ha chiarito che le quote
non versate al Fondo di tesoreria
possono rientrare, alle condizioni
previste dalla legge, nella tutela
del Fondo di garanzia.
4. TFR 2026: le nuove soglie
del Fondo di tesoreria
La legge di bilancio 2026 ha modificato
le regole relative alle dimensioni
occupazionali delle aziende obbligate
al versamento al Fondo di tesoreria.
Secondo le indicazioni INPS,
le nuove soglie dimensionali sono:
| Periodo | Soglia occupazionale |
|---|---|
| 2026–2027 | Almeno 60 dipendenti |
| 2028–2031 | Almeno 50 dipendenti |
| Dal 2032 | Almeno 40 dipendenti |
Le soglie devono essere valutate secondo
i criteri della media occupazionale
stabiliti dalla normativa.
Occorre inoltre considerare le regole
specifiche per le aziende già soggette
all’obbligo, le imprese di nuova
costituzione e le operazioni societarie.
5. Come recuperare il TFR se l’azienda
è fallita
In presenza di una liquidazione giudiziale,
il lavoratore deve verificare il credito
maturato e la documentazione disponibile.
Verificare le somme dovute
Ricostruire il TFR maturato,
le eventuali anticipazioni
e gli importi già ricevuti.
Accertare la procedura concorsuale
Verificare l’apertura della liquidazione
giudiziale, i termini e le modalità
per presentare la domanda.
La domanda all’INPS deve essere presentata
con le modalità previste dal servizio,
rispettando le condizioni e i termini
applicabili alla specifica procedura.
6. Quali documenti servono per
recuperare il TFR?
Per una prima verifica della posizione
lavorativa è utile raccogliere:
- Contratto di lavoro ed eventuali proroghe.
- Ultime buste paga disponibili.
- Certificazione Unica e prospetti retributivi.
- Comunicazione di cessazione del rapporto.
- Prospetto di liquidazione del TFR, se disponibile.
- Eventuali richieste di pagamento già inviate.
- Documentazione della procedura concorsuale.
- Eventuali comunicazioni ricevute dall’INPS.
La documentazione effettivamente richiesta
può variare in base alla procedura
e alla situazione del lavoratore.
7. Esempio pratico: 8.000 euro
di TFR non pagato
ESEMPIO ILLUSTRATIVO
Un lavoratore termina il proprio
rapporto di lavoro e ha maturato
8.000 euro di TFR.
L’azienda viene sottoposta
a liquidazione giudiziale senza
aver corrisposto il trattamento.
Una parte delle quote avrebbe dovuto
essere versata al Fondo di tesoreria,
ma il datore non ha effettuato
i relativi versamenti.
In base al principio delle Sezioni Unite,
il lavoratore può far accertare
il credito nella procedura concorsuale.
Se ricorrono i presupposti,
potrà successivamente richiedere
l’intervento del Fondo di garanzia INPS.
L’importo effettivamente riconoscibile
dipenderà dall’accertamento del credito,
dagli eventuali pagamenti già percepiti
e dalle condizioni previste dalla legge.
8. E se l’azienda non è fallita
ma non paga il TFR?
Il mancato pagamento del TFR non implica
automaticamente l’insolvenza del datore
di lavoro ai fini dell’intervento INPS.
Quando l’impresa è ancora operativa,
il lavoratore può valutare
una richiesta formale di pagamento
e le eventuali iniziative giudiziali
necessarie per recuperare il credito.
Per i datori di lavoro non assoggettabili
a procedura concorsuale, l’intervento
del Fondo di garanzia richiede
specifiche condizioni previste dalla legge.
È quindi importante individuare
il percorso corretto prima di presentare
una domanda all’INPS.
DOMANDE FREQUENTI
9. TFR non pagato: risposte
ai dubbi più frequenti
Se l’azienda fallisce, perdo il TFR?
Chi paga il TFR non versato
al Fondo di tesoreria?
Secondo la Cassazione n. 26356/2026,
il datore di lavoro conserva
l’obbligazione relativa alle quote
non versate. In caso di insolvenza,
può intervenire il Fondo di garanzia
secondo le condizioni previste.
Posso chiedere il TFR direttamente all’INPS?
La possibilità di rivolgersi all’INPS
dipende dalla situazione del datore
di lavoro e dal Fondo competente.
Nella liquidazione giudiziale è
normalmente necessario il previo
accertamento del credito al passivo.
Come faccio a sapere quanto TFR mi spetta?
Che cosa cambia con la sentenza del 2026?
Le Sezioni Unite risolvono un contrasto
giurisprudenziale e confermano
la natura retributiva delle quote
di TFR non versate al Fondo di tesoreria,
riconoscendo la legittimazione
del lavoratore ad agire nel passivo.
10. Cassazione 26356/2026:
una decisione importante per i lavoratori
La sentenza delle Sezioni Unite rappresenta
un chiarimento significativo nella tutela
dei crediti retributivi in caso
di insolvenza del datore di lavoro.
Il principio affermato evita che
l’obbligo di versamento al Fondo di tesoreria
venga confuso con l’estinzione
della responsabilità del datore
per le quote non effettivamente versate.
Resta fondamentale verificare
la situazione concreta e i requisiti
per l’intervento del Fondo di garanzia.
STUDIO LEGALE MARIO BONAVITA
Non hai ricevuto il TFR?
Valuta come tutelare i tuoi diritti.
Se il datore di lavoro non ha pagato
il trattamento di fine rapporto,
se l’azienda è in liquidazione giudiziale
o se hai ricevuto un rigetto dall’INPS,
è importante esaminare la tua situazione.
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