La lavastoviglie è tra gli elettrodomestici più diffusi nelle cucine italiane, eppure il suo meccanismo resta spesso sconosciuto: solitamente ci si limita a caricare le stoviglie, selezionare un programma e aspettare il risultato. Ma capire come funziona la lavastoviglie dentro aiuta a scegliere il ciclo giusto, impiegare i prodotti nel modo corretto e prolungare la durata dell’elettrodomestico; dietro lo sportello si cela un sistema che integra chimica, meccanica e termodinamica, e conoscerlo è il primo passo per sfruttarlo davvero al meglio.
Com’è fatta una lavastoviglie dentro: i componenti principali
Ogni ciclo di lavaggio è reso possibile da cinque elementi, tutti fondamentali, che operano in sinergia tra loro. Ecco nel dettaglio quali sono i principali componenti di una lavastoviglie:
- cestelli (superiore e inferiore): ospitano stoviglie di ogni tipo e sono strutturati per distribuire i getti d’acqua su ogni superficie;
- bracci irroratori: ruotano per effetto della pressione interna e distribuiscono la soluzione detergente in modo uniforme su tutta la vasca;
- resistenza elettrica: porta l’acqua alla temperatura richiesta dal programma e, nei modelli più recenti, entra in gioco anche durante l’asciugatura;
- filtro: collocato sul fondo della vasca, trattiene i residui alimentari durante il lavaggio. Richiede una pulizia periodica per mantenere ottimali le prestazioni dell’apparecchio;
- pompa: spinge l’acqua verso i bracci durante il lavaggio e la scarica all’esterno al termine di ogni fase.
Come funziona la lavastoviglie all’interno: il ciclo di lavaggio
Una volta avviato il programma, la macchina esegue in autonomia una sequenza di quattro fasi distinte: il prelavaggio, il lavaggio vero e proprio, il risciacquo caldo seguito dallo scarico dell’acqua, e infine l’asciugatura delle stoviglie. Ma come funzionano?
Il prelavaggio (e perché non sciacquare i piatti prima)
Il ciclo di lavaggio si apre con la distribuzione di acqua fredda o tiepida sulle stoviglie senza detersivo, denominata prelavaggio, che ha lo scopo di eliminare lo sporco più evidente; questa fase viene spesso omessa nei programmi Eco e rapidi, per ridurre i consumi.
Va notato che sciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie è del tutto superfluo: i detersivi moderni sono formulati per agire sullo sporco reale, non su superfici già prelavate.
Il lavaggio principale: l’azione dei bracci irroratori
Si arriva poi al momento centrale dell’intero ciclo di funzionamento della lavastoviglie: la resistenza porta l’acqua alla temperatura prevista dal programma (tra 45 °C e 75 °C), il cassettino del detersivo si apre in automatico e il prodotto si dissolve; la soluzione viene pompata nei bracci irroratori, che la distribuiscono con forza su tutta la vasca per un tempo variabile dai 20 ai 50 minuti.
L’azione combinata di calore e componenti chimici elimina dalle stoviglie grassi, residui alimentari e batteri.
Il risciacquo caldo e lo scarico
Una volta terminata la fase di lavaggio, l’acqua sporca viene espulsa e la macchina introduce acqua pulita per il risciacquo finale: in questo passaggio il brillantante viene rilasciato dall’erogatore per ridurre l’adesione dell’acqua alle superfici, favorendo un deflusso uniforme che elimina aloni e macchie residue. Anche quest’acqua viene poi eliminata.
L’asciugatura: come fa la lavastoviglie a eliminare l’acqua?
Esistono due tecnologie principali per asciugare i piatti durante il lavaggio in lavastoviglie:
- con l’asciugatura termica l’aria interna viene riscaldata dalla resistenza, portando alla progressiva evaporazione dell’umidità;
- con l’asciugatura per condensazione l’umidità entra in contatto con le pareti metalliche della vasca, più fredde rispetto alle stoviglie, si condensa e defluisce naturalmente verso il basso.
Tra questi due sistemi, quello per condensazione è più efficiente dal punto di vista energetico e predomina nei modelli di nuova generazione.
Sale, brillantante e detersivo in lavastoviglie: a cosa servono e dove si mettono
Nel corso di un ciclo di lavaggio, la lavastoviglie si serve di tre prodotti diversi, ognuno dei quali ha funzioni, posizionamento e tempi di azione ben distinti:
- il sale rigenerante va nell’apposito scomparto sul fondo della vasca e serve a ricaricare la resina interna che cattura i minerali responsabili della durezza dell’acqua, prevenendo i depositi di calcare;
- il detersivo per lavastoviglie – in polvere, gel o pasticche – si inserisce nel cassettino sulla porta interna e agisce tramite tensioattivi, enzimi e agenti sbiancanti;
- il brillantante va nell’erogatore accanto al detersivo e viene rilasciato automaticamente durante l’ultimo risciacquo.
I programmi della lavastoviglie: quale scegliere e quando
La scelta del programma più adatto dipende dal tipo di sporco presente e dal tipo di stoviglie da lavare:
- il programma Eco della lavastoviglie è indicato per la routine quotidiana e lavora a temperature moderate tra 45 e 50 °C, con cicli più lunghi che abbattono i consumi;
- il programma intensivo sale fino a 70-75 °C ed è adatto a incrostazioni resistenti su pentole e tegami.
- il programma rapido è pensato per stoviglie poco sporche che non richiedono un ciclo completo;
- il programma per delicati, infine, opera a bassa temperatura (non oltre i 40 °C) e pressione ridotta per proteggere cristalli e oggetti fragili.
Dove va a finire lo sporco della lavastoviglie?
I residui solidi vengono intercettati dal filtro durante il ciclo; l’acqua sporca, invece, viene espulsa attraverso il tubo di scarico collegato all’impianto idraulico domestico, in modo analogo a quanto avviene con una lavatrice.
Se il filtro non viene pulito con regolarità, i residui rimangono in circolo e compromettono la qualità dei lavaggi successivi.
Quanta acqua carica un ciclo standard in lavastoviglie
I consumi variano in base al modello, al programma selezionato e alla classe energetica dell’apparecchio. In linea generale, un ciclo standard in lavastoviglie richiede tra i 10 e i 15 litri d’acqua, molto meno dei 40-60 litri che un lavaggio a mano equivalente richiederebbe.
Con il programma Eco, i modelli di ultima generazione ad alta efficienza energetica sono in grado di ridurre il consumo idrico della lavastoviglie scendendo anche sotto gli 8 litri per ciclo.
La lavastoviglie funziona senza acqua?
Durante un ciclo in lavastoviglie, l’acqua è il veicolo attraverso cui calore, detersivo e pressione agiscono sui piatti, ed è dunque indispensabile per il lavaggio.
Quanto all’acqua calda, la maggior parte degli elettrodomestici preleva acqua fredda dalla rete idrica e la riscalda tramite la resistenza interna; i modelli dotati di riscaldatore integrato non richiedono il collegamento obbligatorio all’acqua calda, ma ne traggono vantaggio in termini di efficienza e tempi di ciclo. In assenza di questo componente, il collegamento a una fonte già calda è necessario per ottenere risultati ottimali.
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Gabriella Dabbene
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