Avis Regionale e Confindustria Umbria insieme per promuovere la cultura della donazione


Firmato un protocollo d’intesa per sensibilizzare aziende e lavoratori sull’importanza della donazione volontaria

Perugia, 12 giugno 2026  – Promuovere la cultura della donazione del sangue all’interno delle imprese umbre, favorendo una maggiore consapevolezza tra aziende e lavoratori sull’importanza di un gesto volontario, periodico, anonimo e gratuito, fondamentale per la salute della comunità e per l’autosufficienza del sistema trasfusionale. (Nella foto, Paolo Bazzica e Enrico Marconi)

È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto da Avis Regionale Umbria e Confindustria Umbria, firmato da Enrico Marconi, Presidente di Avis Regionale Umbria, e da Paolo Bazzica, Consigliere delegato di Confindustria Umbria ai rapporti con le associazioni e gli enti del terzo settore.

L’accordo nasce dalla volontà condivisa di rafforzare la collaborazione tra mondo associativo, imprese e volontariato, valorizzando il ruolo che le aziende possono svolgere nella promozione della salute, della prevenzione e della responsabilità sociale.

Al 31 dicembre 2025 gli associati Avis nella nostra regione erano 30.821 ed hanno assicurato il 96,6% di sangue ed emocomponenti raccolti in Umbria, con 35.740 donazioni di sangue intero e 3.311 donazioni in aferesi (plasma), in leggera flessione del 2,26% rispetto alle donazioni del 2024. Tuttavia è ancora carente la raccolta di plasma arrivata a 11.043 kg, laddove l’obiettivo programmato era di almeno 12.000 kg.

Attraverso il protocollo, Confindustria Umbria si impegna a promuovere presso le aziende associate campagne di sensibilizzazione concordate con Avis, a favorire la donazione del sangue all’interno delle organizzazioni aziendali interessate e a sostenere la partecipazione alle iniziative promosse da Avis, a partire dalla Giornata mondiale del donatore di sangue che si celebra ogni anno il 14 giugno.

Avis Regionale Umbria, da parte sua, si impegna a sviluppare sinergie con Confindustria Umbria e con le singole aziende disponibili, con l’obiettivo di diffondere una cultura di attenzione ai bisogni sociali, con particolare riferimento alla donazione di sangue e dei suoi componenti.

“Con questo protocollo – sottolinea Paolo Bazzica, Consigliere delegato di Confindustria Umbria ai rapporti con le associazioni e gli enti del terzo settore – vogliamo contribuire a rafforzare una cultura della solidarietà che trova nelle imprese un luogo privilegiato di partecipazione e responsabilità. La donazione del sangue è un gesto semplice, ma di straordinario valore civile e sociale, che richiama ciascuno di noi all’importanza di prendersi cura della comunità. Le aziende possono svolgere un ruolo importante nel favorire informazione, consapevolezza e accesso alla donazione, promuovendo al tempo stesso salute, prevenzione e benessere nei luoghi di lavoro. È un impegno che si inserisce pienamente nella visione di responsabilità sociale che Confindustria Umbria sostiene e promuove insieme alle proprie imprese associate”.

Nell’ambito delle iniziative che saranno realizzate in attuazione del protocollo, Avis Regionale Umbria consegnerà inoltre un’attestazione alle aziende coinvolte in raccolte di donazione del sangue o in altre iniziative congiunte, valorizzando così l’impegno delle imprese che sceglieranno di contribuire concretamente alla promozione della donazione.

“Donare il sangue – ribadisce Enrico Marconi, Presidente di Avis Regionale Umbria – significa assicurare un presidio insostituibile di cure salvavita per molti malati. In Italia e in Umbria abbiamo sostanzialmente raggiunto l’autosufficienza nella raccolta di sangue intero, anche se non possiamo al riguardo minimamente abbassare la guardia, ma siamo ben sotto la soglia dell’autosufficienza nella raccolta del plasma, un emocomponente indispensabile per produrre farmaci necessari per curare molte malattie.

Oggi più che mai, poi, nel complesso scenario geopolitico internazionale, risulta strategico e di interesse nazionale evitare dipendenze dall’estero nell’approvvigionamento dei farmaci plasmaderivati. Donare sangue e plasma significa dare concreto adempimento ai doveri di solidarietà, che la stessa nostra Costituzione impone a ciascuno di noi, e sui quali si fonda la nostra comunità nazionale. Significa rispettare e promuovere corretti stili di vita, avere a cuore la propria salute e quella degli altri. Significa fare seria e concreta prevenzione, migliorando ed allungando la propria vita biologica, lavorativa e sociale. Le imprese sono luoghi di vita, non solo centri di produzione, sono spazi di crescita culturale e sociale, ambienti privilegiati per declinare il bene comune. Sulla base di questi valori condivisi con Confindustria Umbria riteniamo che la rinnovata collaborazione, che scaturisce dagli impegni assunti con il protocollo oggi sottoscritto, sia fondamentale e strategica per il raggiungimento dell’autosufficienza ematica in Umbria e per la prevenzione della salute dei donatori”.

Il protocollo avrà durata triennale e potrà essere rinnovato alla scadenza attraverso un accordo tra le parti.

Tra le prime aziende ad aderire concretamente alle finalità del protocollo c’è Arvedi AST, che ha avviato nel proprio stabilimento, in collaborazione con Avis Terni, il Servizio Trasfusionale dell’Ospedale di Terni e le RSU aziendali, una campagna di sensibilizzazione rivolta ai lavoratori sul tema della donazione del sangue. L’iniziativa nasce anche a seguito della richiesta di collaborazione avanzata dall’Azienda Ospedaliera di Terni per contribuire ad affrontare la carenza di sangue sul territorio. Nell’ambito di tale collaborazione, Arvedi AST e la Cassa Mutua Aziendale, che già durante il periodo dell’emergenza Covid hanno operato a supporto delle attività sanitarie territoriali, stanno inoltre valutando, insieme all’Azienda Ospedaliera di Terni, ulteriori modalità operative per favorire e semplificare l’accesso alla donazione da parte dei lavoratori, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni che possano contribuire ad aumentare il numero dei donatori e rafforzare l’autosufficienza del sistema trasfusionale locale.

 

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 Gilberto Scalabrini

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