È morto il pittore inglese David Hockney


Con la scomparsa di David Hockney si chiude uno dei capitoli più significativi dell’arte contemporanea internazionale. Morto all’età di 88 anni (a poche settimane dal suo ottantanovesimo compleanno), l’artista britannico lascia un’eredità che attraversa oltre settant’anni di ricerca, innovazione e libertà espressiva. Dalle iconiche piscine californiane ai paesaggi dello Yorkshire e della Normandia, fino alle sperimentazioni digitali realizzate con iPad e tablet, Hockney ha saputo reinventarsi costantemente, mantenendo intatta la curiosità nei confronti del mondo e delle infinite possibilità della sua rappresentazione.

David Hockney, Painting Winter Timber in Bridlington, July 2009 © David Hockney, Photo Credit: Jean-Pierre Goncalves de Lima

David Hockney: la storia

Nato nel 1937 a Bradford, nello Yorkshire, David Hockney si formò al Bradford College of Art e successivamente al Royal College of Art di Londra, dove entrò in contatto con una generazione di giovani artisti destinata a cambiare il volto dell’arte britannica. Pur venendo spesso associato alla Pop Art insieme a figure come Peter Blake, il suo lavoro si distinse fin dagli esordi per una forte componente narrativa e autobiografica. Negli Anni Sessanta si trasferì a Los Angeles, città che avrebbe segnato profondamente il suo immaginario e la sua produzione artistica.

David Hockney, Portrait of an Artist (Pool with Two Figures), 1972. Courtesy Christie's Images Ltd 2018
David Hockney, Portrait of an Artist (Pool with Two Figures), 1972. Courtesy Christie’s Images Ltd 2018

David Hocnkey e i record d’asta per le celebri vedute di piscine

Fu proprio in California che nacquero le celebri vedute di piscine e ville immerse nella luce abbagliante della West Coast, immagini diventate simbolo della sua opera e della cultura visiva del secondo Novecento. Tra i maggiori interpreti della pittura figurativa in un’epoca dominata dall’astrazione, Hockney sviluppò una ricerca personale sul colore, sulla prospettiva e sulla rappresentazione dello spazio, dando vita a opere entrate stabilmente nella storia dell’arte contemporanea. Nel 2018 il dipinto Portrait of an Artist (Pool with Two Figures) fu battuto all’asta per oltre 90 milioni di dollari, confermando il suo status di artista vivente tra i più apprezzati e ricercati al mondo.

L’eredità di David Hockney tra pittura e tecnologia

Nel corso della sua lunga carriera l’artista ha attraversato linguaggi e discipline diverse, dalla scenografia teatrale e operistica alla fotografia, dalla stampa alle tecnologie digitali. La sua profonda fascinazione per la prospettiva e per i meccanismi della visione lo portò a sperimentare costantemente nuovi strumenti. I celebri collage fotografici degli Anni Ottanta, costruiti attraverso una molteplicità di punti di vista, misero in discussione i limiti della fotografia tradizionale, mentre l’utilizzo di fax, computer e iPad rappresentò il naturale sviluppo di una ricerca sempre orientata a comprendere come gli esseri umani osservano e interpretano il mondo.
Negli ultimi anni aveva rivolto nuovamente la propria attenzione al paesaggio, celebrandone la bellezza e la capacità di trasformarsi nel tempo. La monumentale serie A Year in Normandie rappresenta forse la sintesi più compiuta della sua poetica: un invito a rallentare, osservare e riscoprire il valore dello sguardo in un’epoca dominata dalla velocità delle immagini. È questa, probabilmente, la sua eredità più importante.

Tra committenze pubbliche e paesaggio

Accanto ai grandi cicli pittorici e alla ricerca costante, David Hockney ha spesso esteso la propria pratica a progetti speciali e commissioni pubbliche, mantenendo però intatta la centralità del paesaggio come nucleo del suo immaginario.
Tra questi interventi si colloca la vetrata realizzata per l’Abbazia di Westminster, commissionata per celebrare il regno di Elisabetta II e collocata nel transetto nord al posto della cosiddetta Queen’s Window. Il progetto, concepito attraverso un disegno digitale su iPad e successivamente tradotto in vetro dal Barley Studio di York, raffigura una scena bucolica ispirata allo Yorkshire, terra profondamente legata sia all’artista sia alla sovrana. La composizione è animata da una gamma cromatica intensa e da elementi naturali simbolici, come i rami di biancospino, in un equilibrio tra semplicità formale e stratificazione di riferimenti culturali.

In una direzione diversa ma coerente con la sua poetica si inserisce anche la copertina realizzata per British Vogue, dedicata a un paesaggio dell’East Yorkshire. L’opera, parte della serie di dipinti avviata nel 2006, riflette la continua attenzione dell’artista per la natura e per le sue variazioni luminose e stagionali. Nel racconto dello stesso Hockney, il lavoro nasce da un’osservazione diretta e quotidiana del paesaggio, resa possibile anche attraverso l’uso dell’iPad come strumento di registrazione immediata. L’iniziativa editoriale si inseriva inoltre in un progetto benefico legato alla diffusione delle immagini e alla raccolta fondi per le organizzazioni impegnate nella lotta al Covid-19.

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